Siria, le notizie della settimana dal 16 al 22 settembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 16 al 22 settembre 2012

 A cura di Marco Palombo

 

IN SETTIMANA QUASI ASSENTI SUI MEDIA LE NOTIZIE SULLA GUERRA SIRIANA

Le vicende che hanno interessato il mondo islamico negli ultimi dieci giorni hanno provocato il ritorno in secondo piano delle notizie dalla Siria. Altri temi riempiono gli spazi delle notizie dall’estero e forse non e’ancora chiaro cosa cambiera', se qualcosa cambiera’, nella guerra civile dopo l’assalto di Bengasi.

Cosi’e’passata quasi inosservata la presentazione del rapporto ONU sui diritti umani avvenuta lunedi’a Ginevra, mentre a meta’agosto aveva avuto molto spazio sui media la pubblicazione sul web dello stesso documento. Le ragioni di questa diversa visibilita’ potrebbero essere piu’di una, ma non mi aspettavo che la notizia fosse assente persino sul Corriere della Sera e Repubblica.

In un altro momento avrebbe avuto un eco enorme anche la notizia giovedi’di decine di morti per l’esplosione nella provincia medio orientale di Raqq di un serbatoio di carburanti colpito dall’aviazione governativa, ma anch’essa e’ stata ignorata da quasi tutti i giornali.

 

LA SIRIA TORNERA’AL CENTRO DELL’ ATTENZIONE DA LUNEDI’ CON IL DIBATTITO GENERALE ALL’ASSEMBLEA ONU

Il 18 settembre e’stata inagurata la 67ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dal 25 settembre al 1 ottobre si svolgera’ il dibattito generale sui temi che l’Assemblea trattera’nei prossimi mesi. Saranno presenti molti capi di stato e di governo e la Siria sara’ “..in testa all’ agenda “. Brahimi sfruttera’la presenza di molti interlocutori importanti per colloqui sulla crisi siriana e dopo questi incontri mettera’ a punto un suo piano per arrivare alla cessazione degli scontri armati.

 

LA MEDIAZIONE DI BRAIHMI

Dal 1 settembre il diplomatico algerino Lakhdar Brahimi ha iniziato ufficialmente il suo lavoro di mediazione nella crisi siriana su incarico dell’Onu e della Lega Araba. Contemporaneamente le Nazioni Unite hanno inaugurato un loro ufficio a Damasco per seguire piu’da vicino la situazione e lo stesso mediatore vorrebbe svolgere per quanto possibile il suo lavoro in quella sede.

Ban Ki moon in settimana non si e’dichiarato ottimista sulla mediazione e teme che Assad e l’opposizione siano determinati a combattere fino alla fine e che siano inadatti a trovare una soluzione diversa dall’ uso delle armi.

Comunque Brahimi ha iniziato la sua opera incontrando Assad nella giornata di sabato della passata settimana. Successivamente ha avuto dei colloqui con l’opposizione; a Damasco con gli esponenti residenti in Siria, mentre i capi dell’opposizione piu’ intransigente, impegnata anche nella lotta armata, sono stati sentiti via Skype dalle localita’estere dove si trovano attualmente.

 

L’ incaricato ONU e’ volato quindi al Cairo dove ha visto il capo della Lega Araba, al Araby, ed ha assistito all’ incontro del gruppo di contatto regionale formato da Turchia, Egitto, Iran ed Arabia Saudita. Quest’ultima era pero’assente all' appuntamento, ufficialmente perche’ il ministro degli esteri e’ancora convalescente dopo un intervento chirurgico.

Dal 25 settembre al 1 ottobre Braihmi incontrera’ molti capi di stato e ministri a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e a questo punto, dopo aver sentito tutti i paesi interessati alla vicenda, preparera’un piano di pace.

Ricordo che USA e Russia avevano espresso l’intenzione di arrivare ad una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza ma hanno sempre opinioni diverse sul suo contenuto. La Stampa di Torino ha scritto che negli ambienti diplomatici si parla anche della possibilita’di un intervento militare occidentale senza consenso delle Nazioni Unite.

Vedremo entro poche settimane quale sara’ il prossimo tentativo diplomatico e come si concilieranno le diverse posizioni dei soggetti coinvolti.

 

VENERDI’ VOTO SUL RAPPORTO SUI DIRITTI UMANI E CRIMINI DI GUERRA

Il percorso del documento sui diritti umani in Siria, presentato a Ginevra la scorsa settimana, non e’ancora terminato e venerdi’ ci sara’ un voto. Aggiungo quindi qualche elemento sull’ inchiesta perche’ in questa occasione potrebbe tornare sulle prime pagine dei giornali.

Il rapporto dichiara che le forze governative o filogovernative e i gruppi armati dell’ opposizione hanno compiuti crimini di guerra, la cui gravita’questa volta e’stata definita equivalente. La parte governativa e’stata accusata anche di crimini contro l’umanita’. Ricordo che su www.SibiaLiria.org e’ presente un approfondimento critico su questo rapporto dove si spiega come spesso le attribuzioni di responsabilita’non siano supportate da prove. Nelle dichiarazioni riportate dalla stampa il presidente della commissione Pinheiro sembra confermare questo giudizio, spiegando per esempio che esiste una lista di persone sospettate di crimini ma che questa non e’stata resa pubblica perche’le prove di questo rapporto sono di uno standard minore rispetto alle prove di un processo penale.

 

COME GESTIRA’ LA FRANCIA LE POSIZIONI PRESE SU CRISI SIRIANA E CRISI CON IL MONDO ISLAMICO. ?

La Francia nelle ultime settimane, oltre che nella crisi siriana, si e’ trovata coinvolta anche nelle vicende che hanno interessato la religione islamica, mettendosi in una posizione potenzialmente conflittuale con soggetti che sono suoi alleati nella guerra civile tra Assad e gli oppositori. Il governo francese e’quello che piu’si e’esposto in dichiarazioni favorevoli ad un intervento militare occidentale in Siria ed e’stato il piu’ fermo anche nel non accettare alcuna limitazione per le pubblicazioni accusate di oltraggio alla religione islamica, in nome della liberta’ di espressione, impedendo pero’ ogni manifestazione di protesta e di richiesta di interventi governativi contro la circolazione di quanto ritenuto offensivo.

Personalmente ritengo le posizioni del governo francese ostili nei confronti dei fedeli musulmani che sono in Francia almeno 4-5 milioni. Sabato 15 settembre abbiamo visto a Parigi 150 persone fermate dalla polizia perche’ la loro manifestazione non era stata permessa, mentre venerdi’ a Roma centinaia di persone hanno manifestato e pregato in piazza della Repubblica in un clima tranquillissimo, riuscendo anche a spiegare ai giornalisti che non manifestavano per odio verso l’Occidente ma facevano una richiesta precisa: bloccare la circolazione di film e vignette offensive.

Comunque l’Associazione Siriana per la liberta’, vicina al CNS e impegnata in prima linea contro Assad  in alleanza con il governo francese, ha presentato una denuncia per incitamento all’odio razziale per la pubblicazione delle vignette raffiguranti Maometto sul giornale satirico Charlie Hebdo. Contemporaneamente i Fratelli Musulmani egiziani, che si sono proposti di fatto come riferimento per tutti i nemici di Assad, hanno chiesto ufficialmente al governo francese di intervenire contro la pubblicazione delle vignette cosi’ come sono intervenuti contro la pubblicazione delle foto della principessa Kate.

 

CONCLUSA LA VISITA DI BENEDETTO XVI IN LIBANO

Per concludere sulla visita di-Benedetto XVI  riporto alcune parole pronunciate dal Pontefice all’ Angelus del 16 settembre a Beirut :

“….Possa Dio concedere al vostro paese, alla Siria e al Medio Oriente, il dono della pace dei cuori, il silenzio delle armi e la cessazione di ogni violenza ! Possano gli uomini comprendere che sono tutti fratelli….”

Il ministro Riccardi ,in una intervista su Avvenire, ha commentato la visita in Libano di Benedetto XVI sottolineando:

“… la forza del suo messaggio di fronte all’atteggiamento di una comunita’ internazionale che davanti, per esempio, alla crisi siriana, o assiste impotente per mesi e mesi o dice che ci vuole l’intervento militare. Il Papa invece……ha delineato l’assetto umano di un nuovo Medio Oriente….basato sul valore del vivere insieme tra diversi. In questo ha anticipato di molto l’Occidente, indicando chiaramente la strada.”

 

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