Non una semplice ricorrenza

Non una semplice ricorrenza

di Gianmarco Pisa

 

La risoluzione 36/67 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva, nell’ormai lontano 1981, la Giornata Internazionale della Pace, una ricorrenza singolare, quasi si trattasse di un’occorrenza specifica o di un singolo evento da commemorare di tanto in tanto, una volta all’anno o poco più, e non invece del fine istituzionale dell’intera, cosiddetta, Comunità Internazionale, la quale, istituendo l’Organizzazione delle Nazioni Unite, si è anche attribuita il compito di varare un meccanismo di sicurezza collettiva, perseguendo la conservazione della pace nel mondo e la salvaguardia della sicurezza internazionale a tutti i livelli come obiettivi prioritari della sua attivazione.

Qual è allora il senso della giornata odierna, 21 Settembre, in quanto “Giornata Internazionale della Pace”? Nella stessa risoluzione delle Nazioni Unite, ad esempio, si fa riferimento al lavoro da realizzare, quotidianamente e sistematicamente, per la pace, un riferimento che suona assai significativo: «dal momento che le guerre iniziano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che le difese della pace devono essere erette» in quanto «una pace basata esclusivamente sugli accordi politici ed economici tra i Governi non sarebbe mai una pace capace di assicurarsi il sostegno, unanime, duraturo e sincero, da parte dei popoli del mondo e la pace, se non vuole essere inevitabilmente destinata al fallimento, deve fondarsi di conseguenza sulla solidarietà, morale ed intellettuale, dell’intera umanità».

Nelle successive dichiarazioni in ambito ONU si fa continuo riferimento all’importanza della ricorrenza periodica della Giornata della Pace come un’occasione per “rafforzare gli ideali di pace tra tutte le nazioni e i popoli e per riflettere sulle irragionevoli conseguenze, dal punto di vista morale, fisico e materiale, causate dalla guerra”. Di conseguenza, la Giornata, che cade quest’anno, come detto, il 21 Settembre, in coincidenza della giornata di apertura della sessione ordinaria dell’Assemblea Generale, un’Assemblea Generale, che, peraltro, nelle dichiarazioni della sua presidenza, ha deciso di votare l’attività della sessione alle soluzioni politiche e al rilancio del dialogo multilaterale sulle grandi conflittualità ancora aperte sulla scena del mondo, assume un significato del tutto particolare.

Il tema della odierna Giornata per la Pace è infatti “la pace sostenibile per un futuro sostenibile” (a Sustainable Peace for a Sustainable Future), per rimarcare, non senza qualche ambiguità a dire il vero, le connessioni esistenti tra la pace, lo sviluppo e le prospettive di futuro per l’intera umanità. Sembra richiamare – da una parte – il noto adagio in base al quale non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia senza reciprocità, libertà e, in definitiva, uguaglianza; sembra anche indulgere però – dall’altra – ad un frame fin troppo abusato presso i circuiti delle istituzioni internazionali e delle organizzazioni multilaterali, quello della “sostenibilità” che finisce per informare di sé, perfino come tratto caratterizzante, anche il tema della pace che invece, per generazioni, milioni di uomini e donne avevano saputo declinare in termini generali, universali, di progresso e di emancipazione.

Nel suo messaggio inaugurale, in occasione delle celebrazioni della ricorrenza, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban-Ki Moon, ha richiamato sostanzialmente gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, nel fare riferimento a quei presupposti economici sociali e culturali che, prima di altri, consentono di fondare una pace effettivamente “duratura” – con il salvaguardare l’ambiente, il combattere la povertà ed il prevenire il rischio di catastrofi. Ma ha anche fatto un esplicito riferimento a quella che sarà l’agenda di questa sessione ordinaria dell’Assemblea Generale, richiamando al dovere, per tutti gli attori dei diversi conflitti che agitano il panorama mondiale, di deporre le armi e di cercare soluzioni pacifiche, politiche e negoziali ai conflitti in corso che riempiono (o non riempiono) le cronache.

L’attenzione non può non soffermarsi su quanto accade ai quattro angoli del pianeta, ovvero, squadernando la carta geografica, alle nostre porte di casa, tutt’intorno al Mediterraneo. Prima e dopo questa ricorrenza continuano le iniziative a sostegno della cessazione della violenza e per una soluzione giusta, nel rispetto del diritto internazionale, della guerra civile e per procura in corso in Siria: dalla mobilitazione della Rete Nowar a Milano appena ieri, 20 Settembre, al digiuno a staffetta organizzato da diverse organizzazioni democratiche, pacifiste e cristiane di base, a sostegno di “Mussalaha”, l’iniziativa nata spontaneamente in Siria per la riconciliazione dal basso.

Domani, 22 Settembre, il concerto “Live for Palestine” che si terrà a Napoli presso la Mostra d’Oltremare, segnerà l’avvio della campagna di mobilitazione e di iniziative a sostegno della Estelle, imbarcazione della Freedom Flotilla III, che farà tappa nel porto di Napoli il 4-5-6 Ottobre prossimi e che riporterà al centro il diritto alla vita e alla sopravvivenza nella Striscia di Gaza e per l’auto-determinazione e uno Stato di Palestina per il popolo palestinese.

Fino alla fine di Settembre è destinata a continuare la Campagna lanciata a Belgrado dalle Donne in Nero per sollecitare il Governo della Serbia (e, indirettamente, tutti i Governi ancora inadempienti) a firmare la Convenzione Internazionale contro le bombe a grappolo (cluster bomb), entrata in vigore appena l’1 Agosto del 2010 ed alla cui ratifica mancano ancora Stati quali Stati Uniti, Russia, Cina, India, Pakistan, Brasile, Israele. Stati, in gran parte dei casi, in guerra e, comunque, tra i massimi produttori ed esportatori di questo devastante ed ignobile tipo di ordigno.

Ridurre le armi ed operare per il disarmo, sanare le ingiustizie e colmare le diseguaglianze, ridare slancio alla politica e alimentare i tavoli di confronto negoziale multilaterale, possono essere, in definitiva, altrettanti modi di declinare la parola pace e di attraversare le mille iniziative che, proprio in queste ore, si vanno componendo.

 

 

 

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