SOMALIBIA, E NAPOLITANO

Su La Stampa del 29 giugno, si legge:

“Nel caotico dopo-Gheddafi gli islamisti si preparano a prendere il potere in Libia”. “In tutto il paese si registrano scontri armati. Bengasi da culla della Rivoluzione è diventata regno della paura controllato soprattutto dagli integralisti, con agguati e sparatorie (…) Gli islamisti si sentono i padri e i martiri della Rivoluzione e non sanno cosa sia il rispetto delle regole, delle leggi, dello Stato. Qualsiasi contrasto i bengasini lo risolvono con l’uso della forza (…) Oggi nel paese regna il caos (…)La Libiaèuna polveriera, non c’è polizia e l’esercito nazionale, lasciando alle milizie il pieno controllo del territorio“.

Questa è la Rivoluzione che ha avuto gli auspici di Napolitano e del Pd, nel silenzio generale. Il 26 aprile 2011 Napolitano dichiarava: L’ulteriore impegno dell’italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da un ampio consenso del parlamento. (http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/NAPOLITANO-LIBIA-BOMBARDARE-NATURALE-SVILUPPO/news-dettaglio/3958676)

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