Fuori Turchia e Usa dalla Siria! Siriani uniti per l’indipendenza e la pace. Dichiarazioni del Partito comunista unificato -Siria, del Comitato per la pace -Turchia e del Syria Solidarity Movement (internazionale)

 

In questi giorni la regione siriana di Afrin è bombardata dalla Turchia di Erdogan che attacca i curdi insieme al cosiddetto Esercito siriano libero-Esl (la cui storia criminale è indistinguibile da quella dei gruppi terroristi).

La Turchia ha attaccato anche in reazione all’avanzata dell’Esercito arabo siriano e alleati nella zona di Idlib. Erdogan deve creare una zona cuscinetto in Siria per ospitare i gruppi armati cacciati da Idlib.

Giorni fa ai curdi di Afrin la Russia aveva proposto protezione contro gli attacchi turchi, chiedendo in cambio che l’esercito siriano fosse l’unico a controllare il confine, e che i curdi lasciassero cadere il progetto degli Stati uniti di creare un altro esercito di frontiera insieme ai suoi alleati delle Syrian Democratic Forces.

Intanto, mentre una dichiarazione del Pentagono rende chiaro come il contrasto fra Turchia e Usa sia solo apparente, un ennesimo colpo di mortaio dagli islamisti di Ghouta ha ucciso una decina di persone al centro di Damasco.

 

Qui i comunicati del Partito comunista unificato – Siria, del Comitato per la pace – Turchia e del Syria Solidarity Movement (internazionale).

 

M. C.

 

DICHIARAZIONE DEL PARTITO COMUNISTA UNIFICATO DELLA SIRIA

Le autorità turche hanno perpetrato un nuovo crimine, attaccando la città di Afrin in Siria, facendo già diverse vittime civili. I bombardamenti continuano, con il pretesto di colpire le posizioni militari curde, in violazione del diritto internazionale che proibisce l’aggressione di un altro paese, indipendentemente dalle ragioni.

Gli attacchi fanno parte di una serie di politiche adottate dal regime fascista di Erdogan contro la Siria, e degli alleati imperialisti come gli Stati uniti e i regimi arabi reazionari, nel tentativo di rovesciare e distruggere lo Stato nazionale siriano.

Il Partito comunista unificato della Siria condanna con forza l’aggressione in corso ad Afrin e fa appello alle forze nazionali e agli organismi internazionali affinché agiscano per fermarla. Chiediamo anche al nostro popolo ad Afrin di far fronte all’aggressione in modo coordinato con lo Stato siriano, nel contesto degli sforzi per mantenere l’indipendenza, la sovranità e l’unità della Siria, della sua terra e di tutto il suo popolo.

 

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DICHIARAZIONE DEL COMITATO PER LA PACE-TURCHIA

http://www.wpc-in.org/statements/no-foreign-intervention-syria

No all’intervento esterno in Siria!

21 gennaio 2018

 

L’operazione di Afrin da parte delle Forze armate turche (Tsk) non ha nulla a che vedere con i nostri interessi nazionali. Questa operazione è un nuovo atto degli interventi contro la sovranità della Siria da parte del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp).

Gli attacchi da parte di forze reazionarie sponsorizzate dall’imperialismo hanno provocato in Siria un bagno di sangue e causato lo spostamento di milioni di siriani a partire dal 2012. Le bande jihadiste sono state in gran parte respinte, ma i recenti sviluppi sono la dimostrazione del fatto che tutte le potenze sono nemiche della stabilità e della pace in Siria.

La liquidazione dello Stato islamico non è stata sufficiente; appare evidente che non sarà possibile arrivare alla pace finché il popolo siriano non assumerà il pieno controllo del paese e tutte le potenze estere si ritireranno.

L’attacco da parte della Turchia con l’assenso di Stati uniti e Russia è illegittimo, rafforza la spartizione della Siria al servizio dell’imperialismo. Il discorso antistatunitense dell’Akp è totalmente demagogico.

Una escalation del nazionalismo e dello sciovinismo accompagna l’intervento dell’esercito turco in Siria, il bellicismo è in crescita e si cerca di legittimare la guerra con il discorso religioso. E’ necessario respingere questa politica, divisiva non solo per la Siria ma anche per la Turchia.

Diverse entità sostenute dagli Stati uniti sono additate come minaccia. Tutti i tentativi statunitensi sono minacce estremamente serie contro tutti i popoli della regione, in particolare quelli della Siria e della Turchia. Tutte queste politiche spianano la strada all’imperialismo, e sono anti-popolari.

E’ necessario che si ponga fine a tutti gli interventi stranieri in Siria immediatamente e incondizionatamente: l’imperialismo e le potenze dovrebbero lasciare che la Siria e il popolo siriano possano decidere autonomamente del proprio futuro.

Chiediamo a tutti i popoli vicini e amanti della pace di unirsi contro l’imperialismo e di reagire.

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DICHIARAZIONE DEL SYRIA SOLIDARITY MOVEMENT

Turchia e Usa: fuori dalla Siria subito!

21 gennaio 2018

http://www.syriasolidaritymovement.org/

La Turchia ha annunciato un’incursione militare il cui obiettivo dichiarato è allontanare le forze curde  dalla sua frontiera meridionale con la Siria e creare una zona cuscinetto di 30 chilometri dentro la Siria.

Il Syria Solidarity Movement denuncia con forza questa aggressione e l’illegale decisione turca, chiedendo l’immediato ritiro delle truppe turche dalla Siria.

In un’altra dichiarazione abbiamo sottolineato come gli Stati uniti abbiano dichiarato l’intenzione di occupare indefinitamente la parte della Siria a est dell’Eufrate dotandola di un esercito per procura di 30.000 combattenti, con terroristi riciclati.

Il Syria Solidarity Movement porta all’attenzione dei governi, degli organismi internazionali come le Nazioni unite, delle organizzazioni per la pace, e delle persone di buona volontà in tutto il mondo il fatto che Stati uniti e Turchia violano incessantemente il diritto internazionale e devono essere obbligate a ritirarsi dal territorio siriano.

La sovranità della Siria e quella di tutti i paesi del mondo vanno rispettate senza interruzioni.

I tentativi di balcanizzare la Siria da parte della Turchia e degli Stati uniti sono completamente inaccettabili. Tali tentativi di frammentare uno Stato nazione, un membro storico delle Nazioni unite, potrebbero facilmente portare a una più ampia guerra regionale e perfino condurre a una conflagrazione globale fra grandi potenze.

A questo scopo, chiediamo a singoli, organizzazioni e governi di prendere le misure appropriate per far pressione su Usa e Turchia affinché abbandonino le rispettive occupazioni illegali della Siria e siano ristabilite relazioni diplomatiche con il legittimo governo della Siria.

 

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