OGGI ABBIAMO SCOPERTO CHE LA NATO SI AFFATICA PER LA PACE

di Marinella Correggia

Meeting di Rimini. Al dibattito del 24 agosto “Da Nord a Sud. La difesa e la pace nel mondo”, in occasione del 68 anniversario del Trattato di fondazione della Nato, è intervenuto fra gli altri il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg.  

Il suo discorso in Italiano potete ascoltarlo qui (tratto da Radio Radicale)

Qui sotto il video Youtube del suo discorso in Inglese

E ha ribadito più volte che la Nato lavora per la pace e il dialogo, che sono la sua mission di base, contro il terrorismo e l’instabilità e la violenza. Un bel coraggio. Se si pensa alle guerre e all’instabilità che la Nato ha coltivato e coltiva dovunque. Ma, in effetti, morte, violenza, guerre e instabilità la Nato le ha buttate fuori. Ha protetto la “pace” al suo interno devastando il mondo. Ma questo non lo ha detto.

Come spiegò quel tale: “Hanno tutte le fortune e anche quella di credersi buoni”.

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Ecco trascritta buona parte dell’intervento di Stoltenberg.

 

Siamo un’alleanza difensiva di 29 membri. Il nostro impegno per la pace è impresso nel nostro trattato fondativo. Trattato entrato in vigore il 24 agosto 1949. Negli ultimi 68 anni obiettivo della Nato è rimasto lo stesso: preservare la pace. E lo facciamo promettendo di difenderci gli uni con gli altri. Alla base dell’Alleanza articolo 5 che sancisce questo. Sancisce che un attacco a uno degli alleati è un attacco all’intera alleanza. Questo ci ha permesso di mantenere la pace in Europa per 70 anni.

Mentre la nostra mission di base è la stessa – preservare la pace, il modo in cui la portiamo avanti dipende dal contesto di sicurezza. Oggi ci troviamo ad affrontare le sfide più grandi  la sicurezza. Russia più assertiva, e instabilità in Medioriente e Nordafrica.

Quanto alla Russia: è il più grande vicino della Nato, e la Nato che non cerca scontro con Russia. Avevamo anzi un partenariato strategico ma il comportamento aggressivo della Russia ha minato fiducia stabilità e sicurezza in Europa. Nel 2014 la Russia ha annesso illegalmente la Crimea: la prima volta da seconda guerra mondiale che una nazione prende un pezzo di territorio di un altro paese con la forza. E la Russia continua a destabilizzare Ucraina orientale. Diecimila gli ucraini uccisi.

La Nato ha un approccio di due livelli nei confronti della Russia: difesa e dialogo. Come dice papa Francesco la pace è impossibile senza dialogo. Quindi la Nato cerca il dialogo politico con la Russia per preservare la pace, creare migliori relazioni e anche per incoraggiarla ad agire nel rispetto delle norme e delle regole della comunità internazionale. (…) Ma nessuno deve mettere in dubbio la prontezza e la risolutezza della Nato nella sua difesa degli alleati. Questo vuol dire la deterrenza, necessaria al mantenimento della pace. Fin dal 2014 la Nato ha rafforzato collettivamente la propria difesa collettiva, per prevenire il conflitto. Tutte le nostre misure sono difensive, trasparenti, proporzionate e in linea con i nostri obblighi internazionali.

L’altra grandissima sfida proviene dall’instabilità violenta nel Sud dell’Europa. Una instabilità che ha portato le persone a lasciare i loro paesi. Ha anche aumentato l’estremismo e ispirato azioni di terrorismo. Nelle nostre società libere e aperte è difficile prevenire attacchi. Non possiamo blindare le città ma non dobbiamo nemmeno accettare il terrorismo come la nuova normalità. Al Qaeda è lungi dall’essere la forza che era un tempo. Lo Stato islamico ha perso molti suoi territori. Ma la minaccia è ancora lì. Abbiamo bisogno di forze militari per sconfiggere Stato islamico. In questo sforzo collettivo contro il terrorismo la Nato ha un ruolo da giocare. Manteniamo un programma in Afghanistan perché non torni a essere un luogo di protezione dei terroristi. E forniamo agenti in Iraq. Continuiamo a dare più sostegno in Medioriente e Nordafrica, con programmi di formazione e difesa, con partner fra i quali Tunisia e Giordania. Ora ci prepariamo ad aiutare la Libia a costruire istituzioni per la sicurezza.  E stiamo lavorando con l’Unione europea per gestire la crisi dei migranti nel mar Egeo e nel centro del Mediterraneo. Lavoriamo per promuovere la stabilità nei paesi vicini a noi perché se i nostri vicini sono più stabili noi siamo più sicuri. E qui la Nato può giocare un ruolo cruciale basandosi su decenni di esperienza e sul partenariato con tante nazioni in tutto il mondo. Solo con il lavoro di squadra possiamo fare progressi veri e duraturi verso la pace.

Quindi, 68 anni fa oggi il Trattato della nato entrava in vigore. Da allora la Nato ha lavorato alacremente per preservare la pace in Europa e oltre l’Europa. Oggi affrontiamo le minacce alla sicurezza più gravi di questa generazione ma prevarremo contro tutte le sfide perché i nostri valori sono più fronti.

Avranno sempre la meglio sulla violenza, sull’odio e sull’intolleranza.

In risposta a una domanda, se le responsabilità gli tolgano il sonno:

Dormo benissimo. Il mio ruolo principale alla Nato ogni giorno è cercare di aiutare a contribuire alla pace. La Nato è un’alleanza di 29 nazioni; proteggiamo quasi un miliardo di persone che vivono nei paesi Nato. Ho uno staff eccellente che mi aiuta tutti i giorni. Dormo e mi sveglio felice. Consapevole del fatto che i nostri successi si sono verificati nei compiti più importanti della Nato, nel prevenire i conflitti, preservare la pace per le persone che vivono nelle nazioni della Nato. Dalla creazione della Nato circa 70 anni fa abbiamo avuto uno dei più lunghi periodi di pace in Europa.

Certo ci sono tantissime sfide, il terrorismo, l’instabilità dei nostri vicini in Nordafrica e Medioriente e dobbiamo affrontarle ma sono sicuro che la Nato sarà in grado di preservare la pace per i suoi membri anche in futuro, perché siamo stati capaci di adattarci e cambiare man mano che evolveva il mondo.

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