L’infanzia siriana in quattro storie agli antipodi

Ignorati dal mondo, oppure strumentalizzati, oppure torturati da terroristi.

 

Ragazzi ignorati.

Nessuno dei grandi media ha pubblicato l’appello dignitoso di queste ragazze e ragazzi di Aleppo Ovest,

Intabarrati in giacche e berretti che testimoniano il gelo del locale? Li ha ripresi un francese che vive ad Aleppo Ovest da tempo. Le ragazze e i ragazzi, in inglese e francese comprensibili, dicono: “Non credete ai media, salvate Aleppo. I terroristi ci sparano missili, ci tagliano l’acqua. Perché i vostri governi vogliono aiutarli a ucciderci?

 

Bana, l’icona.

 Famosissima Bana al Abed, 7 anni. E’ stata per mesi la citatissima penna twitter da Aleppo Est. Pur vivendo in una città  “bombardata in modo indiscriminato” riusciva sempre ad avere il collegamento internet per mandare i suoi tweet (miracolo eh?). E la sua confortevole casa apparentemente era ben riscaldata, a giudicare dai vestiti suoi e dei fratelli. Bana aveva anche modo di imparare lo spagnolo nella Accademia degli Elmetti bianchi. Eppure il 27 novembre la madre già scriveva: “Ultimo messaggio. Pesanti bombardamenti, non possiamo vivere ancora”. Bana è stata evacuata, eccola insieme a tal Hadi Abdullah, definito “giornalista attivista” di Aleppo Est…

E’ subito approdata in Turchia dove l’ha ricevuta Erdogan in persona.

 

Due piccole che il padre terrorista manda a uccidere e uccidersi.

Potrebbe sembrare uno dei tanti video finti, ma la faccia dell’uomo si vede molto chiaramente. O è uno che non teme di essere considerato un macellaio per il resto della sua vita, o il video è vero e non ci sono parole. Una donna tutta nascosta dal velo nero – si dice la madre –  abbraccia le due bambine che poi, con il chador ascoltano da un barbuto – il padre? – come ci si fa esplodere in aria davanti al nemico. Una bambina è stata effettivamente usata in un attacco kamikaze ad Aleppo.

 

Le bandiere “colorate”.

Una foto del 14 marzo 2014, a Duma, a corredo di un articolo  Spiega la didascalia: “Bambini siriani corrono sotto la pioggia sventolando una bandiera dell’opposizione siriana e una dell’Ucraina dopo una manifestazione di protesta contro Assad e contro l’ingerenza russa in Ucraina”.  Due bandiere, due destabilizzazioni.

 

Marinella Correggia

 

 

 

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