Idlib: i morti ci sono. Ma chi sono?

Finora ad attestare il  “bombardamento russo sul mercato di Idlib” c’erano solo le dichiarazioni del famigerato Osservatorio siriano per i diritti umani (ovviamente prese per Vangelo da tutti i nostrani media, in primis il Corriere della Sera) ora spuntano fuori anche i video. Che, però, confermano quello che era all’inizio solo un sospetto: non c’è stato nessun “bombardamento russo sul mercato di Idlib” e i 46 “inermi civili” che il bombardamento avrebbe ucciso sono solo alcuni “ribelli”, verosimilmente dell’ISIS.

Ma prima di inoltrarci nella disamina delle “prove” sbandierate dai media, una doverosa premessa. Anche secondo il parere di insospettabili analisti militari e media, contro l’ISIS, le forse armate russe hanno concentrato i loro attacchi aerei su convogli in campo aperto, installazioni petrolifere e depositi ubicati fuori dai centri abitati. Certo, si ha notizia di combattimenti condotti dall’esercito siriano per liberare città ostaggio di tagliagole lì asserragliati e sono mitologie le “bombe intelligenti” o i droni capaci di “esecuzioni selettive”. Ma perché mai  i Russi avrebbero dovuto bombardare un mercato pieno di civili siriani? Civili, tra l’altro, ostaggi dell’ISIS.

Ce lo domandavamo già tempo fa davanti alla “notizia” del “bombardamento del mercato” di Douma sopratutto dopo la diffusione di video dei ribelli nei quali, tra i tanti che si accalcavano nella piazza – verosimilmente per soccorrere i superstiti o riconoscere le vittime – non si vedeva neanche una donna alla ricerca di figli o familiari. Eppure donne e bambini avrebbero dovuto affollare quel mercato.

Ce lo domandiamo anche oggi davanti a video come questo o questo o questo che non mostrano nessuna traccia di quello che dovrebbe essere un “mercato siriano” e nei quali  i “protagonisti” (vivi o morti) sono tutti maschi tra i venti e quarant’anni. Si direbbero “ribelli”.

 Francesco Santoianni

Redazione di Sibialiria

 

 

 

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