A la guerre comme à la guerre

Grazie ad una oscena campagna mediatica, già l’attentato di gennaio al Charlie Hebdo, – nonostante fosse stato effettuato da terroristi allevati in Francia per condurre la guerra alla Siria  e per questo uccisi immediatamente dopo – vide governanti e popolo scendere in piazza per nuove e più efferate misure militari.

Oggi i 130 morti di Parigi sono per tutti i media – che aprono e chiudono i rubinetti dell’indignazione popolare – un “atto di guerra” al quale bisogna assolutamente rispondere. Come? Contro chi? Ovviamente, bombardando la Siria e distruggendo – con la scusa della “lotta all’ISIS” – lo stato siriano, l’esercito siriano, la società siriana…  che da cinque anni stanno combattendo l’ISIS e altri tagliagole armati dall’Occidente e dalle Petromonarchie.

E se questo potrà comportare un conflitto nucleare con la Russia, oggi impegnata in Siria a combattere l’ISIS, poco importa per i media, e – quindi- alla popolazione. A la guerre comme à la guerre.

La Redazione di Sibialiria

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