Folgorati sulla strada per Damasco e bufale dall’Iraq

A leggere i giornali di questi giorni non si crede ai propri occhi. Intanto , “La Stampa”. Maurizio Molinari, dopo aver scoperto quello che per molti attivisti impegnati contro la guerra è acqua calda, e cioè che il famigerato ISIS altro non è che una creatura del Kuwait e del Qatar (“stretti alleati degli Stati Uniti” sottolinea l’articolo) e che continua ad armarsi grazie ai buoni uffici della Turchia, evidenzia il perdurare di «finanziamenti a gruppi estremisti in Siria» il tutto trincerandosi dietro le preoccupazioni espresse dal ministro dello Sviluppo tedesco, Gerd Mueller, e dal suo collega all’Economia Sigmar Gabriel. Gli fa eco “Il Giornale”, Marcello Foa: “Già, perché l’ISIS rappresenta l’evoluzione di quelle bande armate – composte da fanatici e da criminali – che gli Usa assieme agli alleati hanno appoggiato e armato nel tentativo di rovesciare il regime siriano di Aassad (…). In internet girano foto di John McCain che nel febbraio 2011 incontra i cosiddetti ribelli siriani – tra cui anche gli attuali leader dell’Isis – definendoli dei “moderati”.” E – addirittura – “La Repubblica” Federico Rampini, in un articolo intitolato “Obama deve appoggiare Assad contro l’ISIS?” , dopo aver criticato il capo di Stato maggiore USA, generale Martin Dempsey, che auspica l’invasione della Siria per colpire l’ISIS , così la mette: “Le milizie sunnite infatti sono i più forti avversari del regime siriano. Proprio quel regime che un anno fa Obama aveva pensato di bombardare per castigarlo dei massacri di civili compiuti con armi chimiche. Ma allora aveva ragione Putin? Il presidente russo aveva contribuito a dissuadere Obama proprio con quell’argomento che ora affiora nelle parole di Dempsey: i nemici di Assad sono piu` pericolosi di lui.” Dulcis in fundo, la Bonino. Affrettandosi a rivestire il ruolo di colomba e prenotandosi ad un posto di “Commissario UE per il Mediterraneo” si lascia andare ad una davvero clamorosa rivelazione “ … quello che so per certo è che nel maggio-giugno 2013, all’epoca tra l’altro in cui in Siria vengono allo scoperto i tagliagole, era ormai chiarissimo, evidente e noto che i cosiddetti moderati e laici tra i ribelli siriani erano stati tutti epurati. Anche il Sirian Free Army era infiltrato da Al Nousra e dall’ISIS.”

Ovviamente, si tratta di semplici opinioni di , pur autorevoli, esponenti dell’ex fronte anti-Assad e la politica “ufficiale” del governo italiano – concretizzatasi in questi giorni nella distribuzione di armi leggere ai soli curdi di Barzani e Talabani (cioè ai curdi di “destra”) – è sempre iper filo atlantista. Ma non è affatto da escludere che le crescenti frizioni tra USA e Germania sull’Ucraina e l’esigenza dell’Unione Europea di non inimicarsi definitivamente Putin – possano determinare, sulla guerra in Iraq,  una netta presa di distanza da parte dell’establishment italiano e dei suoi pennivendoli.  E forse questo che spiega l’accorrere dell’establishment cattolico (vedi le “interpretazioni” del messaggio del Papa alle Nazioni Unite o editoriali, come questo sulla “strage di Ghouta”..) verso posizioni diametralmente opposte a quelle di Bergoglio contro la guerra franco-USA alla Siria di un anno fa?

In ogni caso, sia il fronte pro-Obama sia quello anti – soprattutto dopo la diffusione del video (verosimilmente retrodatato) della decapitazione di James Foley – sono sostanzialmente concordi nell’appoggiare i bombardamenti americani anti ISIS. E questo anche grazie anche ad una, oramai grottesca, campagna mediatica basata, prevalentemente, su bufale davvero incredibili; “centinaia di bambini cristiani seppelliti vivi”, innumerevoli donne “infibulate” o “vendute come schiave” dai miliziani dell’ISIS, “piccoli “jihadisti” che si allenano decapitando bambole”,  “conferenza, <<Come decapitare un cristiano divertendosi>> tenuta da un miliziano dell’ISIL, … Bufale che, molto spesso vengono “accettate” senza tanti pensieri anche da molti attivisti contro la guerra nella verosimile illusione che queste, in fondo, possono essere “utilizzate” orientandole contro gli USA che – come già detto – l’ISIS ha finanziato e fatto crescere.

Noi crediamo invece che anche queste bufale, anche se – in prima istanza – colpiscono i tagliagole dell’ISIS, devono essere sbugiardate. E non già per qualche astratto principio deontologico ma perché alimentano la credenza secondo la quale, negli ultimi tempi, la sciagurata politica degli USA abbia creato una sorta di “mostro di Frankenstein”, diverso dalle tante bande di tagliagole che aveva sempre sostenuto. Un mostro che deve essere fermato ad ogni costo, anche con i bombardamenti. Non è così. L’ISIL non è la “scheggia impazzita” della “rivoluzione siriana” ma, sotto certi aspetti ne è l’essenza. E la falsa guerra che gli USA e l’Occidente stanno ora conducendo contro l’ISIL, raggiunto l’obbiettivo di detronizzare  l’inaffidabile Al Maliki, è finalizzata ad invadere la Siria. Un motivo in più per mobilitarsi contro di essa e le bufale che l’alimentano.

 

La Redazione di Sibialiria

 

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Gentile sig. Gallo
Perdoni il gioco di parole ma la sua segnalazione della “bufala della foto di McCain” è una bufala.
Intanto, spero vorrà ammettere la fondatezza delle accuse agli USA di avere trescato in questi anni con l’ISIS (e prima ancora con “al-Qāʿida in Iraq” e con il “Fronte al-Nusra” che sotto la direzione di Abū Bakr al-Baghdādī hanno dato vita, appunto all’ISIS); anche perché queste accuse sono supportate da documenti ufficiali del governo USA desecretati e pubblicati da Snowden
http://www.globalresearch.ca/isis-leader-abu-bakr-al-baghdadi-trained-by-israeli-mossad-nsa-documents-reveal/5391593
e che, a quanto mi risulta non sono stati ancora smentiti dal governo USA.

Nulla di sconvolgente ci sarebbe, quindi nella serie di famose foto
Una per tutte, queste:
http://socioecohistory.wordpress.com/2014/08/13/senator-john-mccains-whoops-moment-photographed-chilling-with-isis-chief-al-baghdadi-and-terrorist-muahmmad-noor/
che mostrano, inequivocabilmente, McCain in compagnia di miliziani dell’ISIS (tra cui l’attuale addetto stampa) riconosciuti tali anche dalla stampa main-stream e, parrebbe, (su questo, effettivamente le opinioni divergono) anche con il famigerato Abū Bakr al-Baghdādī.
È una bufala, quindi la sua affermazione “nella famosa foto di McCain non c’è nessuno dell’Isis”.
Per consolarla, le segnalo un sito specializzato nello smascheramento di bufale che, dopo aver fatto anch’esso la sua stessa affermazione si è affrettato a cancellare la pagina.
http://www.bufale.net/home/bufala-senatore-americano-incontra-isis-bufale-net/

cordialmente
Francesco Santoianni
della Redazione di Sibialiria

Claudio Gallo ha detto:

Al di là di tutto, vorrei amichevolmente far notare che nella famosa foto di McCain non c’è nessuno dell’Isis.