Con la Palestina, senza “se” e senza “ma”

repubblicacentralinucleariSibialiria è nata non per dettare una linea politica ma, più modestamente, per controinformare su tutte le menzogne che hanno supportato e continuano a supportare le guerre. In tal senso avevamo quasi  pronto un servizio per denunciare l’enfasi sui cosiddetti “razzi Qassam” (di cui la foto che correda questo articolo è un retaggio) che serve ai nostrani politicanti e ai loro giornali per spacciare  il massacro che Israele sta attuando a Gaza e in Cisgiordania come la risposta ad un “attacco missilistico” o, cosa altrettanto ipocrita, come un “eccesso del diritto di difesa”.  Le mobilitazioni di solidarietà alla Palestina hanno, comunque, vorticosamente coinvolto tutti i compagni della Redazione rimandando  la pubblicazione di quello che si pretendeva essere un approfondito articolo.

La questione dei razzi Qassam (di nessuna valenza militare: in quindici anni hanno al, più, sforacchiato il tetto di qualche villetta e ucciso 11 ignari passanti cadendo per caso sulle loro teste) e il loro uso da parte di Hamas, (una organizzazione che non ha avuto alcuna remora a schierarsi con le Petromonarchie e, per conto di queste, contribuire a massacrare la popolazione siriana) pone comunque una questione.

Intendiamoci, la solidarietà alla popolazione di Gaza (che ha  democraticamente e liberamente eletto Hamas quale sua rappresentante) e della Cisgiordania, oggi entrambe sotto l’incubo dei bombardamenti, è per noi totale, senza “se” e senza “ma”. E anche per questo, sia i compagni della Redazione di Sibialiria sia quelli della “Rete NoWar” (una ancora informale aggregazione nata – anzi rinata – sulle mobilitazioni contro la guerra alla Libia e alla Siria), non hanno avuto alcun indugio, in questi giorni, a mobilitarsi insieme a non pochi attivisti “pro-Palestina” che (verosimilmente, scambiando le guerre per “primavere arabe”  e per una sudditanza verso Hamas) additavano come “servi di Gheddafi o di Assad”  chi, come noi, denunciava la guerra imperialista contro la Libia o la Siria. Anche per questo, nell’organizzazione delle manifestazioni di questi giorni, ci siamo astenuti dall’evidenziare una cosa ovvia; e cioè che il fronte dei governi occidentali schierato acriticamente con Israele e i suoi bombardamenti è lo stesso, identico, a quello che sponsorizzava (e continua a sponsorizzare) la guerra alla Siria.

Ciò non significa, comunque, che la discussione su questo punto sia archiviata. La riprenderemo e la solleciteremo al più presto. Anche perché se da tre anni  la mobilitazione sulla Palestina è quasi scomparsa dalle piazze questo lo si deve anche al “peccato originale” di molti compagni colpevoli di aver chiuso gli occhi sulla guerra alla Libia.

“La mobilitazione contro le guerre – asseriva Rosa Luxemburg – non può essere fatta con due pesi e due misure.” Siamo d’accordo con lei.

La Redazione di Sibialiria

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luigi scrive:

Sabato a Milano abbiamo fatto un presidio in san Babila, con tanti palestinesi ed arabi, abbastanza da fare un combattivo corteo di un migliaio o più di persone. Ma mi chiedo:
poichè dietro ad Israele ci sono gli USA e la sua alleanza militare, la NATO,
cosa ci azzeccano nel corteo quelli che hanno sostenuto la Nato e l’imperialismo USA in Libia ed in Siria (e in Ucraina)?
e quelli di Tsipras che sostiene l’indiscutibilità dell’appartenenza alla NATO?
e quelli che hanno mandato militanti a combattere in Siria contro un paese aggredito da forze filo-Nato ed ora chiedono l’aiuto di Hezbollah?
Fino a che non si capisce che la discriminante oggi, ieri e domani è stare con o contro la Nato, gli USA, Israele , non si va da nessuna parte, e vale sia per la sinistra in occidente, sia per le forze arabe anti-imperialiste in medio-oriente.
Luigi Ambrosi