Bufale dalla Siria. Lettera aperta a Peacelink

lettera e bastaCari amici

Intanto, grazie di cuore a Peacelink per tutto quello che ha fatto (e che riteniamo continuerà a fare) contro le guerre e le bugie che l’accompagnano. Ci permettiamo, comunque, di suggerire una maggiore cautela  nella pubblicazione delle corrispondenze dalla Siria. Ci riferiamo al primo degli articoli di  “Diario dalla Siria”, di tale Enea Discepoli che comincia la collaborazione con il vostro sito pretendendo di avvalorare due inequivocabili bufale: i barili esplosivi sganciati dall’aviazione di Assad e il bombardamento (sempre da parte di Assad) della scuola di Aleppo mentre era in corso una mostra di disegni fatti da alunni sulle atrocità del “regime”.

Sulla bufala dei “barili esplosivi” – (addirittura di “500 kg”!) che assicura il Discepoli “gli elicotteri del regime sganceranno a momenti  su quartieri civili” ci siamo soffermati in un articolo ripreso da molti siti internet e c’è da meravigliarsi che la questione sia sfuggita ai solitamente attenti redattori di Peacelink. Analoga meraviglia per la “scuola di Aleppo bombardata dagli aerei di Assad mentre era in corso la mostra sulle atrocità del regime”: una inequivocabile bufala anch’essa analizzata in un articolo, anche esso ampiamente ripreso su internet.

Ovviamente, qui nessuno pretende che Sibialiria debba essere considerato un incontestabile Vangelo e ben vengano articoli e considerazioni finalizzati a rettificare e – perché no? – smentire le nostre analisi. La cosa preoccupante, comunque, è che l’unico “contributo” espresso nell’articolo pubblicato da Peacelink è un video degli “amici medi attivisti” del Discepoli, ancora più sgangherato di quello che avevamo analizzato, una settimana fa nel nostro articolo.

 Entrambi i video sono stati da noi sottoposti anche a Iyad Khuder, un giornalista (e attivista dei diritti umani) che collabora con noi dalla Siria il quale, escludendo che i locali con le mura distrutte riportati nei video possano riferirsi ad una scuola (tra l’altro gli ingressi riportati nei fotogrammi 13-14-15 del video da voi pubblicato si direbbero di un hangar) ci ha fatto notare la singolarità di “soccorritori di Protezione civile” (si veda il loro stemma triangolare sul dorso) privi di divisa ma con caschi bianchi da speleologo che (fotogrammi 1,12-1,13,-1,14 del “vostro” video) raspano da quella che, si pretende debba essere una pozza di sangue (ma perché mai dei soccorritori dovrebbero fare una cosa simile?) o che (fotogrammi 1,14- 1,15- 1,16) mettono quello che si pretende essere il ciuffo di capelli di una bambina in un foglio di carta tenuto in mano da un “soccorritore” con una tuta bianca così pulita da essere incompatibile con le operazioni che avrebbe dovuto svolgere. Tra l’altro, da un fotografo – il quale il si vanta di essere “arrivato in quella scuola dopo due giorni sentendo ancora il forte odore di esplosivo e sangue” ci saremmo aspettati una qualche fotografia che potesse avvalorare il video passatogli dai suoi “amici medi attivisti”.

Restando in attesa di una vostra graditissima risposta, vi salutiamo fraternamente.

 

La Redazione di Sibialiria

F.S.

 

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