Anche il Mit smentisce Obama & C. sull’attacco chimico a Ghouta

imageUn nuovo rapporto del Massachussetts Institute of Technology contraddice nei dettagli l’amministrazione Obama la quale aveva accusato Assad dell’attacco chimico avvenuto a Ghouta, il 21 agosto 2013. A settembre si era arrivati a un passo dai bombardamenti sulla Siria e per questo lo studio Mit si intitola significativamente Le possibili implicazioni degli errori dell’intelligence statunitense riguardo all’attacco al gas nervino del 21 agosto 2013.

Richard Lloyd (ex ispettore Onu sugli armamenti) e Theodore Postol hanno stimato che la gittata del missile rudimentale trovato dagli ispettori Onu non poteva essere superiore ai due chilometri, e che dunque, sulla base della mappa delle forze in campo presentata dalla stessa Casa bianca il 30 agosto, il punto di lancio si doveva per forza trovare nelle aree controllate dai «ribelli».

Contraddizioni e contraffazioni erano del resto subito emerse dalle centinaia di video scioccanti postati dagli anti-Assad che controllavano l’area. Perfino il numero delle vittime è stranamente rimasto un mistero – le stime vanno da 300 a 1.400, il «dato» degli Usa, stimato sulla base dei corpi apparsi nei video.

Come mai non è andata come con la provetta di Powell che scatenò l’inferno in Iraq nel 2003? Il giornalista investigativo Seymour Hersh ha analizzato il caso sulla London Review of Books , citando fonti militari e dei servizi – tenute ovviamente anonime. Da mesi l’intelligence aveva avvertito la Casa bianca che «anche i ribelli potevano avere e usare il gas sarin». Ma Obama e i suoi «senza portare nessuna prova hanno cercato di vendere un bel sacco di bugie». Hanno cambiato linea quando è stato evidente che un’azione militare era sgradita ai più e le contraddizioni sarebbero state usate dagli avversari politici.

Mesi fa l’analista Sharmine Narwani ha studiato il rapporto degli ispettori Onu da Ghouta: «Alla fine non ci dice nulla su che cosa sia successo a Ghouta, né su come o su chi». Gli esperti militari che abbiamo consultato notano discrepanze fra le analisi dell’ambiente – niente tracce di sarin a Muadamya ad esempio – e quelle sulle munizioni e sulle persone esaminate – positive al sarin, forse portate lì da altri luoghi, dai ribelli che controllano l’area?». Del resto ammettevano gli ispettori stessi che tutta l’ispezione era avvenuta – cinque giorni dopo il fatto – sotto il controllo dei ribelli e con possibili manipolazioni dei reperti e dei luoghi. Un funzionario dell’Onu, anonimo, puntava il dito sull’intelligence saudita, «ma nessuno osa dirlo». Lo ha detto anche, a suo tempo, il sito di opposizione Syriatruth (e anche Sibialiria).

Di recente il New York Times ha di fatto smentito – a pagina 8 e in poche righe – la propria famosa «analisi del vettore» fatta in settembre insieme a Human Rights Watch, analisi a suo tempo così utile a Obama e agli altri interventisti che, come dice Hersh, non avevano davvero altro per le mani). Sarà interessante sentire come si giustifica l’organizzazione umanitaria… Quando ci risponderanno, riferiremo.

Marinella Correggia

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alexfaro scrive:

Ebbene,credo di essere stato preveggente!

Non é nemmeno cominciata la conferenza di Montreaux,che,ma guarda un pò la strana coincidenza!saltano fuori come dal cilindro di un mago,ben 55.000 foto,scattate da un "fantomatico"disertore della polizia Siriana,(dal TG3 delle H14 di oggi 22/01/2013)il quale le avrebbe scattate in una prigione del regime(quale poi non si sà)dette foto poi ma tu guarda che strano,provengono da Doha capitale del Qatar e sede di Al Jazeera(detta anche Al Kazzera)ora tanto x essere chiari,il solo fatto che sono saltate fuori dal Qatar,a mio avviso non depone certo a favore x la loro autenticità,ma anche se fossero vere(le foto)chi ci dice che siano state veramente scattate in Siria,ed in una prigione del governo,invece che ad esempio,che so in Iraq od in un altro paese del medio oriente,poi se fossero veramente Siriane,non si deve dimenticare che nei territori occupati dai terroristi Al qaedisti /Salafiti/Takfiriti,ci sono parecchie prigioni dove sono detenuti tantissime persone tra soldati,poliziotti,funzionari governativi,ed anche molti semplici cittadini,sospettati di essere collusi col governo di Assad,x cui non é che le suddette foto provengono da questi siti?

Tanto x essere chiari come diavolo fanno i cd"esperti"dell'ONU a capire se le foto sono state scattate nel luogo dove si dice e nel periodo temporale citato ?

un saluto

Alexfaro

alexfaro scrive:

Per fortuna stavolta,il proverbio che dice:>Le bugie hanno le gambe corte>si é dimostrato essere la verità,ma non cantiamo vittoria,poiché la strada x ridare la pace e la tranquillità facendo terminare l'aggressione militare straniera,NATO,GCC,Arabia SAudita ed organizzazioni terrorisriche Salafite/Takfirite varie a milioni di cittadini Siriani,a mio parere rimane ancora ben lunga e tortuosa,nonché(purtroppo)ancora parecchio sanguinosa,x cui stiamo bene in guardia,con gli occhi ben aperti e le orecchie tese,pronti a sbugiardare e/o smentire ogni bugia o bufala,che dovesse mai essere propalata da chiunque,sia favorevole ad un inasprimento internazionale della guerra civile Siriana!

un saluto

Alexfaro