La “pacifista” Bonino al vertice degli Amici della Siria. “A fare che?”

Italian Foreign Minister Emma Bonino meets Russian Foreign Minister Sergei Lavrov“…..Ai vertici degli “Amici” partecipa anche l'Italia. A fare che? Lo chiediamo alla ministro Bonino, bene accetta pacifista dell' ultima ora con Massimo D' Alema”

Così scriveva Tommaso Di Francesco su Il Manifesto del 29 settembre in un articolo titolato “ Svolta storica all' ONU “.

Dopo aver descritto il contesto nel quale sono arrivati la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria e l' inizio di un dialogo tra USA e Iran, Di Francesco concludeva:

“ Ma per ora l' intervento militare “umanitario” non ci sarà. Riprende semplicemente la guerra coperta, quella ordinaria di tutti i santi giorni, con aiuti in armi, intelligence e finanziamenti ai ribelli armati attraverso la coalizione “Amici della Siria” (USA, Francia, Gran Bretagna, Turchia e le petromonarchie saudita e qatariota). Ai vertici degli “ Amici” partecipa anche l' Italia. A fare che? Lo chiediamo alla ministro Bonino, bene accetta pacifista dell' ultima ora con Massimo D' Alema.”

Il sito del Ministero degli Affari Esteri presentava in questo modo la riunione del gruppo.

ONU – “Paesi Amici Siria” determinati a sostenere l' opposizione

27 settembre 2013

A margine Assemblea ONU, anche riunione “Paesi Amici della Siria”

I lavori svolti in ambito ONU del 26 settembre hanno visto l' Italia ancora impegnata sul fronte della crisi siriana. E mentre all' interno del Consiglio di Sicurezza i 5 membri permanenti hanno trovato un accordo per la bozza di risoluzione per la distruzione degli arsenali chimici siriani, nella notte (secondo l' ora italiana), al Palazzo di Vetro si è riunito anche il Gruppo dei Paesi Amici della Siria, di cui anche l' Italia fa parte. Il Gruppo si è detto determinato ad aumentare il suo sostegno alla Coalizione nazionale siriana – piattaforma delle opposizioni a Bashar al Assad che non include le formazioni jihadiste più radicali – in “ tutte le sue componenti”.

A chi non avesse compreso in modo esatto questo comunicato, chiarisco che il Gruppo degli Amici della Siria non ha niente a che vedere con l' ONU. Si è riunito nel Palazzo di Vetro solo perché i diplomatici intervenuti erano a New York per l'inaugurazione della 68esima sessione dell' Assemblea delle Nazioni Unite.

L' Arabia Saudita ha promesso 100 milioni di dollari ad un “ esercito nazionale ” siriano che per il momento non esiste.

Il ministro degli esteri saudita Saud al Faisal ha informato gli altri componenti del gruppo “Amici della Siria” che il suo paese ha deciso di “ intensificare il sostegno politico, economico e militare all' opposizione siriana, per modificare gli equilibri di potere sul terreno ” in Siria e Ryad ha promesso 100 milioni di dollari ad un “esercito nazionale”. Ma i gruppi armati invece di ricompattarsi come richiesto dalla Coalizione nazionale siriana, allettata dall' offerta saudita, si sono divisi in tre coordinamenti. Oltre all' Esercito libero siriano e all'Alleanza islamica, che comprende il Fronte al Nusra e Ahrar al Sham, ha annunciato la sua nascita anche “L' esercito dell'Islam” che unisce 43 gruppi armati islamisti. Come comandante di questa ultima coalizione è stato indicato Sheikh Mohmmed Zahran Alloush, fondatore della milizia Liwa al Islam operante nei dintorni di Damasco. Gli ultimi due coordinamenti hanno come obiettivo uno stato islamico e ad entrambi appartengono gruppi affiliati o vicini ad al Qaeda.

Al summit del Gruppo degli “Amici” era presente anche la Francia dove il 31 agosto era stato dato ai caccia l' ordine, poi bloccato in extremis, di bombardare la Siria nella notte.

Il 29 settembre il settimanale francese Nouvelle Observateur ha scritto che il 31 agosto Hollande aveva già dato l' ordine di attaccare la Siria. Una prima ondata di cacciabombardieri Rafale alle tre di notte del 1° settembre avrebbe dovuto bombardare batterie di missili e il quartier generale della IV divisione dell' esercito siriano, comandata da Maher al Assad, fratello del Presidente Bashar al Assad. Secondo il settimanale i servizi francesi, cosa che io ritengo poco probabile vista l'assoluta mancanza di indizi, avrebbero sospettato Maher al Assad di aver ordinato l' attacco con le armi chimiche a Ghouta il 21 agosto.

Ma Hollande alle 18,15 del 31 agosto, dopo che aveva già impartito l' ordine di attacco contro Damasco, ricevette la chiamata di Barack Obama che lo ha fermato, in quanto il presidente statunitense aveva deciso di chiedere il via libera del Congresso USA all' intervento militare in Siria.

Agli “Amici “ riuniti a New York ha inviato un messaggio Jarba, capo della Coalizione siriana.

Jarba, il leader della Coalizione nazionale siriana, nei giorni di fine settembre ha fatto una visita al Palazzo di Vetro ed ha inviato un messaggio agli “Amici della Siria” in cui ha denunciato le azioni degli estremisti che starebbero cercando di “rubare la nostra rivoluzione” ed ha accusato il regime di Bashar al Assad di sostenerli.

Ma è istruttivo leggere cosa ha scritto La Stampa sulla opposizione siriana:

“…proprio mentre Jarba tentava di farsi pubblicità al Palazzo di Vetro, in Siria tredici gruppi di ribelli ripudiavano la sua coalizione….- …al Nusra e tutti gli altri estremisti non sono mai stati considerati parte della Coalizione – sostiene al Jarba – Con loro non c' e' nessun dialogo –

Il punto è che gli scissionisti non sono solo jihadisti, basti pensare che tra i tredici c'e' anche Liwa al Tawhid, una delle principali forze sul terreno nella provincia settentrionale di Aleppo, che fa parte dell' Esercito Libero siriano. I “puristi” siriani, insomma, non vogliono avere nulla a che fare con uomini piazzati li da Arabia saudita (Jarba è stato sostenuto dai sauditi n.d.r.), Qatar e Turchia, i finanziatori principali della rivolta sunnita contro il regime alawita e filo sciita di Assad…”

Ma lasciamo la variegata opposizione siriana (e straniera) ad Assad e vediamo i passi ufficiali dell' ONU.

La Risoluzione n.2.118/2013

Il Consiglio di Sicurezza ha votato all' unanimità la risoluzione n.2.118/2013 che regola la distruzione delle armi chimiche in Siria. I cinque membri permanenti hanno trovato un accordo su un testo in cui non si indica la responsabilità dell' attacco del 21 agosto, mancando le prove di eventuali colpevoli, e dove si stabiliscono tempi e modi per arrivare alla distruzioni delle armi chimiche in possesso della Siria. La distruzione avverrà ad opera dell' OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) e il procedimento sarà seguito dalle Nazioni Unite. In caso di inadempienza della Siria a quanto convenuto, il Consiglio di Sicurezza deciderà il modo di imporre la distruzione delle armi chimiche attraverso sanzioni previste dal Cap.VII della Carta ONU.

Già in Siria ispettori dell'OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche)

Martedì 1 ottobre con una ventina di veicoli con insegne ONU sono entrati in Siria dal Libano gli ispettori dell’ OPCW. Rimarranno alcune settimane e come primo compito hanno la distruzione immediata degli impianti per la produzione delle armi chimiche. Come è comprensibile, l’ incognita più grande di tutta l’ operazione è il fatto che tutte queste operazioni saranno eseguite in territori dove è in corso una guerra. La protezione dei funzionari è affidata al governo siriano ma non si possono escludere attacchi da gruppi armati anti Assad, che, come abbiamo visto, in gran parte non rispondono al comando o influenza della Coalizione siriana, l’ opposizione sostenuta dall’ Occidente.

Particolare interessante, è stato il ministro siriano alla Riconciliazione, Ali Haidar, eletto nelle ultime elezioni, che si sono svolte con una nuova legge elettorale, e oppositore di Assad, a dichiarare che “la Siria è determinata a rispettare il file sulle armi chimiche”.

Marco Palombo

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