Allarme degli USA per al Qaeda, ma in Siria collaborano con il gruppo terrorista

terrorismo_esercitazioni2_xin--400x300Grande allarme degli Stati Uniti per il terrorismo di al Qaeda ma in Siria USA ed alleati collaborano con al Qaeda e la rafforzano

Sul Sole24ore del 7 agosto in un articolo di Alberto Negri dal titolo “Così si rigenera la metastasi al Qaida” si legge:

….“E' paradossale – sottolinea il corpulento e barbuto Naimi – che mentre gli USA combattono ovunque al-Qaida, in Siria vogliano abbattere un regime che lotta contro il loro peggior nemico”….

Abdel Fattah Nabil Naimi è un uomo di affari egiziano fondatore della Jihad islamica in Egitto e nel 1981 ha organizzato l’attentato in cui fu ucciso il presidente Sadat. E’ un vecchio amico di al Zawahiri, considerato il successore di Bin Laden, e i due continuano a scriversi. Dopo poche righe Negri torna sul tema e scrive:

“Ma dov'erano l’intelligence americana e occidentale quando gli arabi e la Turchia puntavano ad abbattere Assad in pochi mesi con una operazione dai contorni spericolati ?”

Ma queste parole non dicono tutto sui rapporti in Siria di al Qaeda con gli Stati Uniti e i suoi alleati.

 

Il Fronte al Nusra, la milizia armata anti Assad più grande, è stato addestrato e finanziato da al Qaida irachena ed ora si è unito a questo gruppo.

Il Fronte al Nusra, il gruppo armato più numeroso ed efficiente tra quelli che combattono contro l’esercito siriano, è stato addestrato e finanziato da al Qaeda dell’Iraq e nelle sue fila combattono migliaia di jihadisti stranieri reclutati in ambienti del radicalismo islamico ben conosciuti ed aiutati anche dagli stati a guida sunnita alleati dell’Occidente come Qatar, Tunisia e Turchia. Al Nusra, sempre presente nelle battaglie più importanti, ad aprile si è unito ad al Qaeda dell’Iraq e insieme hanno costituito “Lo Stato Islamico (o Califfato) dell’Iraq e del Levante”.

La notizia è stata data da Abu Bakr al Baghdadi, capo di al Qaeda irachena, la stessa persona che Padre Dall’Oglio voleva incontrare quando è stato sequestrato. Al Zawahiri, considerato leader “globale” dell’organizzazione terrorista, avrebbe definito uno sbaglio la fusione dei due gruppi, ma la definizione “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” da aprile ricorre sempre nelle cronache dalla Siria ed anche Emma Bonino, pur con il condizionale d’obbligo, ha dichiarato che Padre Dall’Oglio sarebbe stato sequestrato da questo gruppo, definito dalla ministro degli esteri “una versione locale” di al Qaida.

Il Fronte al Nusra a dicembre e' stato messo dagli Stati Uniti nella lista dei gruppi terroristi per la sua vicinanza ad al Qaida ma i vertici della Coalizione Nazionale Siriana, l’opposizione ad Assad riconosciuta dall’Occidente, hanno sempre criticato questa scelta e non si è mai interrotta la collaborazione tra al Nusra e i gruppi armati della Coalizione. Anche nei cruenti scontri delle ultime settimane tra curdi e islamici, l’Esercito libero siriano ha combattuto insieme ai gruppi legati ad al Qaida e alla tribù Shammar, il cui leader Jarba è in questo momento presidente della Coalizione Nazionale Siriana.

 

Il caso del comandante dell’Esl, l’opposizione armata sostenuta anche dall’Italia, ucciso da al Qaeda mentre stava discutendo con i terroristi piani militari. Su questo episodio anche il governo italiano dovrebbe dare delle risposte.

Il 12 luglio 2013 l’Ansa scriveva:

Siria: al Qaida uccide responsabile Esl. Hamami stava tenendo incontro su “piani di battaglia”

(ANSA) – ROMA 12 LUGLIO – Un alto responsabile dell’Esercito siriano libero, Kamal Hamami, è stato ucciso a Latakia da esponenti di al Qaida. Lo rende noto il portavoce dell’Esl Qassem Saadeddine, citato dalla BBC. Hamami “stava incontrando membri dello stato islamico in Iraq e nel Levante per discutere piani di battaglia”, ha detto il portavoce. “Mi hanno telefonato per dirmi che hanno ucciso Hamami e uccideranno tutti quelli del Consiglio supremo militare”, ha precisato.

L’attenzione che la vicenda di Dall’Oglio ha attirato verso lo “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” che lo avrebbe rapito ha fatto capire anche a me dettagli che finora non avevo compreso del tutto. Così se rileggiamo oggi la notizia datata 12 luglio dell’uccisione del comandante dell’Esl Hamami, avendo capito con sicurezza che la sigla Stato Islamico dell’Iraq e del Levante è il nome di un gruppo appartenente ad al Qaida (ce l’ha spiegato anche Emma Bonino), arriviamo a comprendere che Hamami è stato ucciso mentre discuteva con al Qaeda piani di battaglia.

Hamami era un esponente dell’Esl, esercito della Coalizione siriana sostenuto apertamente anche dall’Italia, e la notizia è molto attendibile perché fornita dal portavoce dell’ Esl Saadeddine, facilmente rintracciabile per una verifica e spiegazione. Ricordo che la struttura di al Qaida è poco conosciuta, ma tutto quello che ho scritto finora viene dato per sicuro, quindi la questione andrebbe approfondita.

In conclusione, o la notizia data dall’Ansa è falsa o questa è la dimostrazione inconfutabile che l’Italia, con i suoi alleati, sostiene ufficialmente gruppi che agiscono insieme ad al Qaida. E’ inaccettabile anche che non venga svolta su questa eventualità qualche interrogazione o indagine parlamentare e che l’ opinione pubblica non venga informata su come stanno veramente le cose.

 

Aggiornamenti sul sequestro di Padre Dall’ Oglio

Emma Bonino ha dichiarato in settimana che il gesuita sarebbe stato sequestrato dal gruppo dello “Stato Islamico della Siria e dell’Iraq”, il gruppo di cui abbiamo scritto nelle righe precedenti. Sono pessimista sulla sorte di Padre Dall’Oglio e non credo sia questo il momento di discutere le sue posizioni sulla guerra siriana. Però anche in questi giorni continua la propaganda e la diffusione di notizie e giudizi falsi. La guerra siriana ha già ucciso moltissimo e mette a rischio oltre la vita di Dall’Oglio quella di altre decine di migliaia di persone, trovo quindi doveroso scrivere anche in questo momento alcune cose.

 

Scopo dell’incontro di Dall’Oglio con Abu, capo di Al Qaeda irachena. Tra le ipotesi possibili da considerare anche una mediazione tra l’ Esl e il gruppo islamico appartenente ad al Qaida.

In questi giorni viene dato per scontato che Padre Dall’Oglio avesse un appuntamento con Abu al Baghdadi, capo di al Qaeda irachena, per trattare con lui della liberazione di alcuni ostaggi e di una tregua tra il gruppo islamico e i curdi che in queste settimane nel nord della Siria si stanno combattendo duramente, con esecuzioni provate di civili curdi, comprese donne e bambini.

Trovo strano che un incontro del genere fosse a conoscenza di molte persone e che la notizia circolasse negli ambienti che seguono le vicende siriane. Abu infatti è ricercato dai servizi di tutto il mondo ed ha una taglia di dieci milioni di dollari, come ci ha ricordato Gian Micalessin su Il Giornale.

Ma, ammesso che questo incontro fosse davvero previsto, non credo all’ ipotesi di una trattativa per la liberazione di ostaggi: non considero gli operatori della tv Orient abbastanza importanti per scomodare un capo di quel livello, i rapimenti in Siria sono all’ ordine del giorno; quanto ai due vescovi, in una conferenza a Roma, dove sono intervenuti anche conosciuti giornalisti e l'ex ministro Frattini, ho sentito i giudizi di Dall’Oglio sui cristiani siriani e qualche sua impressione sul rapimento dei due religiosi e sarei veramente sorpreso se la sorte dei vescovi fosse lo scopo dell’ incontro con Abu. Una vicenda molto emblematica ma che è stata minimizzata con successo per non danneggiare l’ immagine dell’ opposizione ad Assad.

Più verosimile un intervento del gesuita relativo allo scontro tra curdi e islamici, ma conoscendo le posizioni di Dall’ Oglio e il suo sentirsi interno alla opposizione armata, si definisce “il cappellano della rivoluzione”, la sua ricerca di una tregua avrebbe uno scopo strategico e non umanitario. In altre situazioni ha sempre giustificato scontri altrettanto sanguinosi. Su questo il gesuita è chiaro, nella guerra ad Assad il fine giustifica i mezzi.

Penso che tra le molte ipotesi che vengono fatte in questi giorni debba essere considerata possibile e verosimile anche quella di un incontro per discutere qualcosa relativo ai rapporti tra Esl e i gruppi appartenenti ad al Qaida. Questa possibilità viene citata in una intervista del 31 luglio anche da una persona che segue la guerra siriana e che lo ha sentito negli ultimi tempi e in alcuni scritti del gesuita viene espressa chiaramente la preoccupazione per i rapporti tra le diverse componenti del fronte anti Assad e il desiderio che la collaborazione tra queste continui ancora.

 

Marco Palombo

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