Le decisioni dell’Alleanza “Amici della Siria” e gli altri tavoli internazionali

Le decisioni dell'Alleanza “Amici della Siria” e gli altri tavoli internazionali
di Marco Palombo
 
Doha, paesi cosiddetti “Amici della Siria”: pieno appoggio anche militare all'opposizione contro Assad. Premier del Qatar: decisioni segrete.
 
Il 22 giugno in Qatar si sono riuniti gli undici paesi che si definiscono “Amici della Siria” per discutere di aiuti militari ai gruppi armati che combattono contro il governo siriano e della annunciata Conferenza di pace di Ginevra (e basterebbero queste due righe per capire tutta l'ambiguità e doppiezza di questo gruppo di paesi di cui fa parte anche l'Italia). Ricordo che i gruppi armati che combattono in Siria contro Assad comprendono anche brigate di combattenti jihadisti provenienti da tutto il mondo, come ha dimostrato questa settimana la morte in combattimento di un giovane italiano.
 
All' incontro di Doha è stato deciso l' invio di armi ai gruppi dell' opposizione e, secondo i media italiani, l' Italia si sarebbe opposta proponendo di congelare la decisione in queste settimane che precedono l' annunciata Conferenza di pace di Ginevra. Gli USA hanno precisato che l' invio di armi sarà limitato, non sufficiente ad una sconfitta militare del governo e sarà finalizzato solo ad arrivare ad un negoziato con una condizione di maggior equilibrio tra le due parti che si contrappongono armate.
 
Lo sceicco al Thani, premier del Qatar, paese che ha ospitato l' incontro, nella conferenza stampa ha parlato di “decisioni segrete” che sarebbero state prese per aiutare l' opposizione armata. Spero che nei prossimi giorni questa affermazione sia chiarita anche perché il ministro italiano presente deve rispondere davanti al parlamento delle proprie azioni in tema di guerre e non prendere impegni sconosciuti ai nostri rappresentanti.
 
Le conclusioni di Doha del 22 giugno sono in contrasto con quanto deciso dall'Unione Europea il 27 maggio.
 
Nel Consiglio esteri dell' Unione Europea del 27 maggio scorso non è stato trovato un accordo sul rinnovo dell' embargo alle armi per i gruppi anti Assad,  i 27 paesi dell’UE hanno però firmato una intesa dove si impegnano a non fornire armi almeno fino al primo agosto, in modo da non danneggiare la Conferenza di Pace prevista a Ginevra, e hanno convenuto di discutere ancora la questione dopo l' appuntamento svizzero per vedere se sarà possibile ritrovare un atteggiamento comune dell’UE.
 
In Europa a Francia e Gran Bretagna si contrappongono molti piccoli paesi (tra questi Austria, Rep.Ceca, Svezia, Irlanda) che sono contrari a ingerenze militari in Siria. Germania e Italia sono in una posizione mediana, ma finché partecipano al gruppo Amici della Siria, dove oltre a Francia e Gran Bretagna si trovano USA, Qatar, Turchia, Arabia Saudita, la credibilità del loro atteggiamento
favorevole ad una soluzione negoziata rimarrà debole.
 
Le conclusioni dei due vertici internazionali sono come abbiamo visto in conflitto tra loro, ma mentre la nostra presenza nell' Unione Europea è una scelta storica ampiamente conosciuta e dibattuta nel paese, la partecipazione dell' Italia a questo gruppo dei paesi Amici della Siria non è affatto trasparente e andrebbe chiarita, capita, discussa e approvata nel nostro parlamento. Qui http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1648 potete leggere una scheda sull' attività dei paesi “Amici della Siria” nei suoi quasi 18 mesi di vita.
 
Martedì 25 giugno incontro a Ginevra di ONU, Russia e Stati Uniti in preparazione della Conferenza di pace.
 
Martedì a Ginevra si incontrano nuovamente dopo il vertice del 5 giugno, Brahimi, in rappresentanza di ONU e Lega Araba, e diplomatici della Russia e degli Stati Uniti per discutere della Conferenza di pace. Nel precedente incontro non era stato trovato un accordo su alcuni punti fondamentali relativi alla Conferenza, punti che non sono stati resi noti ma che riguardano i partecipanti e il percorso dell’appuntamento. Il rinvio di ben venti giorni mi fece sospettare però che il mancato accordo dipendesse da avvenimenti previsti in queste due-tre settimane che hanno separato i due incontri. Avevo pensato alle elezioni in Iran ma probabilmente era già prevista la svolta degli USA nell'aiuto ai gruppi armati.
 
Comunque martedì c'è il nuovo incontro, ultimamente era stata ventilata per la Conferenza una data nella prima decade di luglio, ma a Doha il ministro degli esteri della Gran Bretagna Hague ha previsto l'appuntamento non prima di qualche settimana, dando quindi per scontato un nuovo rinvio almeno fino ad agosto. Il nodo principale è la presenza dell’ opposizione siriana che per essere presente al negoziato vuole la condizione preliminare dell’ uscita di Assad dalla Siria. L’opposizione non ha mai collaborato con i tentativi di negoziato e spesso nei giorni precedenti importanti incontri sono avvenuti episodi clamorosi di violenza.
 
Martedì Emma Bonino sarà in visita in Giordania nel campo profughi di Zaatari
 
Martedì 25  giugno Emma Bonino insieme a Kristalina Georgieva,  Commissaria UE per gli aiuti umanitari, sarà in visita nel campo profughi di Zaatari in Giordania dove attualmente sono presenti 150.000 siriani in fuga dalla guerra. Nella prossima settimana l’Italia invierà 218 tonnellate di derrate alimentari nelle zone siriane controllate dall’ opposizione mentre 10 tonnellate di kit sanitari sono già arrivati nei campi in Turchia. Aiuti sostanziosi, ma dati in modo discutibile solo ad una parte del conflitto mentre si colpisce con sanzioni economiche l’ altra. C’è una gestione strumentale e mediatica dell’ emergenza umanitaria che non viene affrontata in modo imparziale rispetto al conflitto in corso.
 
Intanto da alcune interviste esce un quadro più preciso del suo atteggiamento nella guerra siriana
 
Nel frattempo alcune interviste disegnano in modo più preciso le posizioni del ministro degli esteri Bonino sulla guerra siriana. Le riporterò in un modo schematico che ritengo utile ad una maggiore comprensione:
 
Conferenza di pace: viene indicata l’ unica strada possibile per uscire dalla guerra. La soluzione militare non viene giudicata valida. L’ intervento armato viene ritenuto non opportuno in questa occasione ma non definito ingiusto e disastroso per la vita dei siriani e della Siria. Secondo il ministro alla Conferenza dovrebbero partecipare l’ Iran e Assad. La partecipazione di Teheran è più probabile dopo l’elezione a presidente di Rohani, un religioso sciita definito moderato e votato dall’ opinione pubblica riformista.
Nonostante che sia favorevole alla partecipazione di Assad al negoziato l’ obiettivo del ministro rimane allontanare l’attuale presidente dalla politica siriana, quale che sia l’ opinione del popolo siriano. Insomma libere elezioni non bastano se partecipa Assad e se Assad rimane in Siria.
Una carneficina di Assad da fermare: così viene definita dal nostro ministro l’ attuale guerra siriana ed è un giudizio decisamente lontano dalla situazione reale. Non si può negare l’attacco al governo siriano di gruppi armati anche molto violenti e che fanno parte della galassia del radicalismo religioso armato. Lo stesso che l’Occidente combatte in Afghanistan o in Mali e chiama terrorista. E’ una guerra tra due schieramenti ministranemici ed armati, questa situazione evidente e dimostrata viene negata dalla caricatura del “dittatore che massacra il suo popolo”.
Armi chimiche. Si accetta la versione USA. “L’ intelligence americana è l’intelligence americana” ha affermato il ministro. L’ esame delle prove deve però essere effettuato dalle Nazioni Unite, un soggetto quindi indipendente, la sola certezza dei paesi Occidentali non giustifica una guerra. Il ministro della Difesa Mauro ha aggiunto in precedenti occasioni che anche un eventuale uso limitato di armi chimiche non giustificherebbe un intervento armato.
Armi ai ribelli. Bonino e’ contraria, ma mentre la preferenza per la strada negoziale mi sembra convinta, non so quanto siano sincere queste dichiarazioni contro l’ invio di armi ai ribelli. Un passo evidente contro l’ invio di armi ai gruppi armati sarebbe non partecipare più agli incontri dei paesi “ Amici della Siria”
 
E' da evidenziare che la posizione espressa da Emma Bonino è diversa da quella di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna ma l’Italia segue il percorso di questi paesi anche in gruppi ristretti. Bonino è attenta a dare al tutto un quadro giuridico più sicuro e ragiona anche sulle conseguenze che i passi internazionali avranno nel futuro. Nei confronti dell’ opinione pubblica e del Parlamento approfitta della disinformazione e del disinteresse presenti e invece che diradare le nebbie tende a favorirle. Ma questo dipende anche dalla passività e pigrizia degli altri.
 
Il G-8 del 17-18 giugno in Irlanda del Nord, un’ occasione per discutere di Siria anche con la Russia.
 
La questione siriana era al centro anche del vertice del G-8 ed è stata oggetto di incontri bilaterali, plenarie e di un incontro a quattro tra i paesi europei presenti, Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna. Il colloquio più importante è stato tra Obama e Putin, ma se il presidente russo è stato indicato prima come isolato e poi come vincitore nella stesura del comunicato finale, un dissenso inatteso forse è arrivato davvero da Italia e Germania. Dissenso che è stato segnalato in Irlanda e, per ora,  non all’ incontro di Doha, se non dai media italiani.
Il comunicato finale del G8 è stato definito un successo di Putin dopo che era stata ipotizzata una dichiarazione finale senza la firma della Russia, non contiene accenni al futuro di Assad e viene dichiarato l’ impegno di tutti i presenti per la riuscita della Conferenza di Ginevra. Quanto all’ uso di armi chimiche si esprime allarme per questa eventualità ma si affida alle Nazioni Unite il compito di indagare.

You may also like...

Marco P-Aggiornamenti Ginevra2 ha detto:

(ANSAmed) GINEVRA, 25 GIU ;

Ancora un nulla di fatto per la conferenza di pace per porre fine al conflitto siriano che ha gia' fatto piu' di 93 mila morti. Pur invocata da piu' parti come unica soluzione alla crisi, la cosiddetta 'Ginevra 2' non e' stata ancora convocata. Il secondo incontro in tre settimane tra il mediatore internazionale Lakdhar Brahimi e i rappresentanti di Stati Uniti e Russia ieri a Ginevra non e' riuscito a sciogliere i nodi principali, come la lista dei partecipanti, la data e la presenza al tavolo dell'Iran. Ora l'attesa si sposta sul faccia a faccia tra John Kerry e Serghei Lavrov della prossima settimana.

Durati cinque ore, i colloqui Usa-Russia-Onu sono finiti senza accordo e non e' stata definita alcuna data per il prossimo incontro, ha riferito il viceministro degli Esteri russo Ghennadi Gatilov. Lo stesso Brahimi ha espresso seri dubbi sulla possibilita' che la conferenza, inizialmente prevista in giugno, possa svolgersi in luglio. Russia e Usa inoltre non hanno raggiunto un'intesa sulla partecipazione dell'Iran e resta da concordare la partecipazione delle parti siriane, ha aggiunto Gatilov. Presente a Ginevra, il sottosegretario di Stato per gli Affari politici Usa Wendy Sherman non ha invece fatto commenti. Dal canto suo, l'Onu ha comunque definito le discussioni "costruttive" e focalizzate sulle modalita' per garantire che la Conferenza di Ginevra sulla Siria possa avere le migliori possibilita' di successo.

Gia' prima dell'incontro – il secondo "trilaterale" sulla Siria, dopo una prima riunione Onu-Usa-Russia lo scorso 5 giugno sempre a Ginevra – Brahimi era stato prudente. "Francamente – aveva detto ai giornalisti – dubito che la Conferenza si terra' entro il mese di luglio. L'opposizione siriana deve incontrarsi il 4-5 luglio e dubito che saranno pronti". "Dal nostro precedente incontro, la situazione in Siria non e' migliorata" e "spero vivamente che i governi della regione e le grandi potenze, in particolare Usa e Russia, agiranno per contenere la situazione, che sta sfuggendo di mano in Siria, ma anche nella regione", ha aggiunto. Il ministro degli Esteri Emma Bonino, ieri in visita a un campo di profughi siriani in Giordania, ha ribadito che l'unica soluzione possibile per la crisi siriana "e' quella politica".

Per questo bisogna fare "tutti gli sforzi possibili per arrivare alla conferenza di pace 'Ginevra 2'", ha auspicato la titolare della Farnesina al termine di un incontro con il suo omologo giordano Nasser Judeh ad Amman.(ANSAmed).