Cronaca della settimana della svolta

Cronaca della settimana della svolta

di Marco PalomboFE_DA_1211_Syria425x283

 

La svolta degli Stati Uniti nella vicenda siriana viene anticipata lunedì 10 giugno dall' agenzia di stampa statunitense AP e confermata successivamente da fonti vicine alla Casa Bianca. Il rinvio di una missione di Kerry in Medio Oriente, prevista in settimana, dimostra che nei giorni successivi saranno discusse scelte importanti di politica internazionale. I quotidiani già da martedì scrivono che quasi certamente Obama avrebbe fornito in modo ufficiale armi e soldi all' opposizione armata al governo siriano. Fino a giovedì il cambio di strategia viene spiegato con la situazione nello scontro armato che vede l'esercito governativo, insieme agli Helzbollah e a gruppi di civili siriani,  iniziare un' offensiva nella provincia di Aleppo dopo aver ripreso il controllo della strategica regione del Qusayr..

 

Giovedì 13 giugno l' annuncio ufficiale del cambio di comportamento in Siria. Il vice consigliere alla sicurezza Rodhes dichiara che ci sono le prove dell' uso di armi chimiche da parte dell' esercito siriano, i gas letali avrebbero causato più di cento vittime e  quindi la linea rossa era superata e verrà dato aiuto diretto in armi e risorse finanziarie all' opposizione anti governativa. Si parla con insistenza di una no fly zone limitata, ma c'e' molta  reticenza sui dettagli e non ci sono conferme ufficiali. Una no fly zone è’ indubbiamente un passo che può innescare un conflitto armato devastante ed è molto debole dal punto di vista del diritto internazionale, infatti non avrebbe mai l’avvallo delle Nazioni Unite e neppure dell’ Unione Europea.

 

Negli ultimi giorni viene indicato il territorio siriano al confine con la Giordania come la zona interessata ad una eventuale no fly  zone. Gli USA la imporrebbero facendo base nel paese di Amman dove dal 10 al 20 giugno è in corso una esercitazione con 4.500 militari statunitensi e centinaia di militari giordani, di altri paesi arabi e di paesi Nato, compresa dunque anche l'Italia. Dopo l’esercitazione rimarranno in Giordania caccia F-16 e missili Patriot insieme ai militari USA necessari alla loro gestione, sicuramente alcune centinaia.

In precedenza una possibile no fly zone veniva ipotizzata nella provincia di Aleppo, questa eventualità ora è scomparsa dalle cronache sulla guerra siriana probabilmente perché sarebbe stata gestita dagli Stati Uniti utilizzando come base la Turchia, ma in questo momento il coinvolgimento di Ankara non è utile alla propaganda occidentale.

 

Le reazioni all’annuncio degli USA e i distinguo, anche sottili, dei paesi dell’Unione Europea.

 

Scontate le reazioni siriane e della Russia che denunciano la falsità delle affermazioni statunitensi sull’ utilizzo di armi chimiche e ricordano il precedente dell' invasione all' Iraq del 2003 giustificato con la presenza e l'uso di armi chimiche da parte di Saddam Hussein.

 

Molto più attente a non sbagliare una sola parola le reazioni della commissaria UE agli esteri Ashton e di Emma Bonino, che sabato 15 giugno era  in visita a Mosca. Entrambe prendono atto della denuncia USA che non mettono assolutamente in dubbio, ma affermano che l' ONU deve indagare su questi episodi entrando in territorio siriano. Una dichiarazione quindi che affida a un soggetto indipendente il giudizio sull' accaduto pur non contestando esplicitamente le dichiarazioni statunitensi. La Bonino sottolinea che l’obiettivo prioritario rimane fermare la guerra e che la Conferenza di Ginevra è attualmente la strada scelta per l’auspicata soluzione negoziata. Rasmussen, segretario della Nato, chiede come Ashton e Bonino che l’ONU indaghi in Siria sulle armi chimiche. Ma il tono della dichiarazione dell' esponente dell' Alleanza Atlantica è più deciso, se non aggressivo, e viene esplicitamente espressa soddisfazione per la nuova presa di posizione di Obama.

 

Ricordo che all’ interno dell’ Unione Europea c’è un gruppo di paesi molto critico rispetto ad una eventuale ingerenza armata occidentale in Siria, ne fanno parte Austria, Irlanda, Repubblica Ceca, i paesi baltici, Svezia e Norvegia e che le decisioni dell’ UE devono essere prese all’ unanimità. Di conseguenza una eventuale no fly zone imposta da USA, anche con Gran Bretagna e Francia, quasi sicuramente non avrebbe il consenso ufficiale dell’ UE.

 

Tutti i paesi europei hanno firmato inoltre un intesa dove, nonostante non ci sia stato accordo su un nuovo embargo alle armi in Siria, si impegnano a non fornire armi almeno fino al primo di agosto per non danneggiare ulteriormente i tentativi di negoziato alla Conferenza di Ginevra.

 

I prossimi appuntamenti internazionali

 

Il 17 e 18 giugno in Irlanda del nord si riunirà il G-8 e Obama e Putin si incontreranno direttamente. Già a inizio settimana quindi capiremo meglio quanto l' annuncio della settimana appena finita cambierà il dibattito internazionale sulla guerra siriana.

 

Rimane per il momento fissato il vertice del 25 giugno tra Onu, Russia e USA sulla Conferenza di Ginevra. E questa volta sarà una riunione davvero decisiva per lo svolgimento o meno  dell' appuntamento svizzero lanciato a inizio maggio da USA e Russia in occasione della visita a Mosca del segretario di stato Kerry. Il precedente incontro del 5 giugno ha visto il ritorno sulla scena diplomatica di Ladhkar Brahimi che negli ultimi mesi sembrava tentato da dimissioni dall' incarico di mediatore nella guerra siriana conferitogli dalle Nazioni Unite e dalla Lega Araba.

 

E’ probabile che molto presto torneranno a discutere di Siria anche  i ministri degli esteri dell’ Unione Europea, le date possibili sono lunedì 24 giugno o il primo luglio.

 

La novità, tutta da scoprire, dell’ elezione del moderato Rohani in Iran.

 

Nel mio ultimo notiziario,  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1617   avevo ipotizzato che il rinvio delle decisioni sulla Conferenza di Ginevra dal 5 al 25 giugno fosse dovuto alle elezioni in Iran del 14 giugno, un appuntamento che al 5 giugno era poco presente nelle cronache dei media ma che era atteso e seguito dagli ambienti diplomatici. Probabilmente invece la Conferenza è slittata a dopo giugno perché era prevista la svolta di Obama arrivata in settimana. Però da Teheran è arrivata davvero una novità che cambierà qualcosa nella Conferenza di Ginevra: l’ elezione, addirittura al primo turno, del moderato Rohani, religioso sciita, che ha avuto il voto anche di tutta l’area “riformista” e più laica. Questo cambia qualcosa sicuramente nelle aspettative e nell’ approccio, anche strumentale, dell’ Occidente verso l’ Iran. Ogni giudizio, scrivo il giorno dopo il risultato, è però prematuro.

 

La situazione instabile nell' intera regione

 

Ma non è solo l' Iran a vivere settimane di turbolenze, la vicenda turca ha influito moltissimo sulla guerra siriana. Ho già scritto della sparizione dalle cronache delle eventualità di una no fly zone nella provincia di Aleppo. Nel paese di Ankara ci sono stati alcuni manifestanti uccisi e arresti anche tra gli avvocati ed è poco convincente per l’ opinione pubblica italiana la versione della Bonino che ha paragonato le proteste turche a quelle occidentali. La reazione dura di Erdogan alle proteste, unita all’ elezione di Rohani a Teheran, rende molto meno giustificabile l’alleanza occidentale con i sunniti e la criminalizzazione degli sciiti e questo influirà anche nell’ immagine in Occidente della guerra siriana.

 

Rimane molto preoccupante la situazione in Libano dove la guerra siriana rischia di far saltare l’ equilibrio raggiunto tra le varie comunità che vivono nel paese dei cedri. Molto incerto anche il momento attuale in Libia dove c'e' il rischio di un intervento  militare statunitense, e influisce sulle tensioni in Medio Oriente anche la guerra del Mali dove la Francia ha impegnato uomini e risorse finanziarie che probabilmente impediscono una eventuale presenza di Parigi in operazioni militari in Siria.

 

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alexfaro ha detto:

Dunque;ci siamo,come avevo previsti in tempi non sospetti,i nodi sono arrivati al pettine!
Stando alle ultime notizie la casa bianca,avrebbe,le cd"prove"che l'esercito lealista Siriano"avrebbe usato"(il condizionale è d'obbligo)armi chimiche(cioè gas Sarin?)contro i cd"ribelli"
Ebbene secondo il mio(modestissimo) parere,i casi sono 2:
Obama o é impazzito improvvisamente,oppure è successo qualcosa,ma non certo l'uso di armi chimiche da parte del legittimo governo Siriano,in quanto ciò è una balla colossale,come hanno prontamente rintuzzato i ministri degli esteri Russo(Lavrov)ed anche quello Siriano.
Ora prescindendo dal fatto che le ultime notizie di fonte ONU(vds le dichiarazioni di Carla del Ponte!)addossavano la colpa di avere usato il gas ai cd"ribelli"e non all'esercito governativo,a proposito era notizia di pochi giorni fa che la polizia Turca aveva pizzicato,alla frontiera Siro/Turca diversi cd"ribelli in possesso di alcuni contenitori di gas Sarin,ma guarda un pò oggi questa"notizia"è sparita dai mass media internazionali.
Siccome(scusate se cito testualmente un aforisma del defunto Giulio andreotti)
"a pensare male si fà peccato,ma ci si azzecca,quasi sempre"!
Non sarà mica,perchè l'esercito regolare Siriano sta dando botte da orbi ai"ratti"tagliagole, salafiti/takfiriti,ed essendo questi ultimi in palese,forte difficoltà,"devono"essere "aiutati"in modo massiccio,molto più di adesso,con ogni mezzo possibile(vds il caso Libia)altrimenti x loro sarebbe la fine?
Con questa escalation,resta da vedere cosa faranno la Russia(ed anche l'Iran e la Cina)visto che la marina della federazione Russa ha nel porto di Tartus almeno 10/12navi da guerra(con relativi militari in numero consistente)e che essendo tra le poche nazioni in possesso di notizie vere e non la propaganda che spacciano i ns media occidentali o quelli arabi dei petro-emirati del golfo,come dicevo,di prima mano sulla guerra civile in Siria,sicuramente desunte sia dai satelliti che anche dai cd humint,cioè agenti segreti che sul terreno monitorano continuamente entrambi i contendenti,riferendo poi a Mosca le notizie acquisite,con i suddetti mezzi,x cui Mosca ha in mano,come suol dirsi il"polso della situazione".
A mio(modesto)parere,credo che Obama stavolta stia facendo o abbia compiuto,come si dice"il passo più lungo della gamba"
Visto che anche questa volta,l'istituzione di una cd"no fly zone"al CdS dell'ONU NON passerà di certo x i veti di Russia e Cina.
Perciò credo che a questo punto il capitalismo/imperialismo/colonialismo occidentale abbia compiuto quell'enorme errore di valutazione
(e di calcolo)politico/diplomatico/militare che se dovesse continuare ci porterà dritti dritti,prima o poi,verso la 3^ GM(purtroppo,aggiungo io)

un saluto

Alexfaro