Siria, alcune notizie al 20 maggio 2013

inginocchioSiria, alcune notizie al 20 maggio 2013

(a cura di Marco Palombo)

VERSO UNA CONFERENZA A GINEVRA PER APRIRE UN NEGOZIATO SULLA GUERRA IN SIRIA

Il 7 maggio in occasione della visita del Segretario di Stato USA Kerry a Mosca è stata annunciata una prossima Conferenza internazionale a Ginevra, organizzata dall’ ONU, per cercare una soluzione pacifica alla guerra siriana. L’ incontro dovrebbe tenersi attorno al 15 giugno, ma tutto è sempre molto incerto. Il confronto comunque dovrebbe ripartire da quelle che furono le conclusioni, naufragate dopo meno di un mese, della Conferenza tenuta sempre a Ginevra il 30 giugno 2012.  A quella Conferenza, ideata e condotta dall' allora incaricato dell' ONU e Lega Araba Kofi Annan, parteciparono i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alcuni paesi della regione mediorientale.

UNA PICCOLA CRONACA DEL LUGLIO 2012

La Conferenza del 30 giugno 2012 terminò con un voto unanime dei paesi partecipanti ma le conclusioni furono interpretate dai singoli paesi in modo diverso. Il percorso approvato prevedeva un governo di transizione comprendente esponenti sia dell’ opposizione sia degli ambienti che sostengono Assad e questo esecutivo avrebbe dovuto portare il paese fino a libere elezioni.

Il nodo principale, tuttora irrisolto, era l’ eventuale presenza di Assad nel dopo elezioni. Dopo la Conferenza Annan incontrò prima Assad e poi si recò in Iran, ma gli USA non volevano (e ancora non vogliono) l’ Iran nel gruppo di paesi partecipanti alle trattative e soprattutto l’ opposizione (a luglio 2012 era il Cns, Fratelli Musulmani, ora è la Coalizione nazionale che comprende altri gruppi oltre il CNS) non voleva (e continua a non volere) discutere proposte che non prevedano l’ uscita immediata di Assad.

Così il mese si concluse con un sanguinoso attentato che uccise il ministro della Difesa Rajiha e il suo vice Assef Shawkat, cognato di Assad, il veto russo-cinese ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che prevedeva anche un ultimatum di 15 giorni al governo siriano, e l’ annuncio delle dimissioni di Kofi Annan che dal 1 settembre fu sostituito nel ruolo di mediatore dal diplomatico algerino Ladhkar Brahimi.

IL DISAGIO DI BRAHIMI, MEDIATORE INCARICATO ANCHE DALLA LEGA ARABA NON NEUTRALE

Rispetto alla Conferenza del 2012 c’è una differenza non piccola. La riunione è sempre sotto il patrocinio delle Nazioni Unite ma non è stata annunciata dal mediatore incaricato ONU bensì dagli Stati Uniti e dalla Russia. Anzi c’erano voci di dimissioni di Brahimi dal suo ruolo per un dissenso con la scelta della Lega Araba, che insieme all’ONU l’ha incaricato della mediazione, di assegnare nel suo consiglio il seggio della Siria alla Coalizione siriana, il gruppo dell’ opposizione riconosciuto dall’ occidente, decisione che Brahimi vede non compatibile con una sua posizione neutrale.

Negli ultimi giorni la Lega Araba è però tornata indietro su questo passo adducendo la spiegazione che non è stato ancora formato il governo provvisorio dell’ opposizione e forse questo annuncio ha fermato le dimissioni di Brahimi.

RIMANE, ANCHE SE IGNORATA DAI MEDIA, LA RICHIESTA DELLA GRAN BRETAGNA DI TOGLIERE OGNI VINCOLO DELL' UE ALLA FORNITURA DI ARMI AI GRUPPI ARMATI ANTI ASSAD.

Il 31 maggio scade l' attuale pacchetto di sanzioni dell’UE alla Siria nel quale è compreso anche l' embargo alle armi. La Gran Bretagna da fine novembre insiste per abolire il blocco alla fornitura di armi ai gruppi anti Assad ed ha dichiarato che porrà il veto ad ogni decisione del consiglio UE che contenga ancora vincoli in proposito. Nel consiglio degli esteri dell' Unione Europea tutti i 27 paesi possono porre dei veti ai provvedimenti, quindi o viene trovata una posizione condivisa da tutti o cessa (cosa improbabile) ogni sanzione verso la Siria.

Da tempo non escono notizie su questa scadenza sicura dell’Unione Europea e neanche la Bonino l’ha citata nella sua audizione del 15 maggio alle commissioni esteri di Senato e Camera, non mi risulta però che ci siano novità e quindi la questione andrà risolta entro fine maggio. Solo l’ Austria è intervenuta pubblicamente sulla questione scrivendo agli altri paesi che armare una fazione politica in guerra contro un governo legittimo è illegale e che comunque aumentare le armi in circolazione peggiora ulteriormente una situazione già tragica.

L’ AUDIZIONE DELLA MINISTRO BONINO ALLA COMMISSIONI ESTERI DI CAMERA E SENATO.

Il 15 maggio la ministro Bonino, nella sua esposizione delle linee programmatiche del ministero dell’ esteri, ha dedicato poche parole alla Siria. Ha distorto la posizione della Russia, riportando un giudizio di Kerry secondo il quale Mosca solo ora avrebbe aperto ad una soluzione negoziata, mentre la Russia ha più volte indicato la prosecuzione del percorso di Ginevra 2012 come la migliore scelta possibile.

Questa versione dell’ atteggiamento della Russia è stata presa per buona da molti deputati e qualcuno l’ ha riportata nel suo intervento in commissione. Ha fatto anche un accenno ad una presenza della Russia all' incontro di Amman dei paesi Amici della Siria, depistando i nuovi membri delle commissioni esteri i quali non sono stati informati dal ministro che questi paesi sono uniti dalla volontà di cambiare il governo di Damasco e che la Russia mai vi ha partecipato.

All’ invito del deputato PD Chaouki a chiedere la no fly zone, Bonino ha risposto che non spettava all’ Italia proporla, facendo capire, secondo me, che lei è favorevole a questa soluzione, ma ha concluso affermando che chi poteva chiederla ed attuarla preferiva per il momento non farlo. Ha fatto un' allusione senza fare nomi, io l’ ho giudicata riferita agli Stati Uniti. Una allusione non esplicita di questo tipo è comunque un modo di esporre le proprie posizioni fuori luogo in una sede istituzionale. Ha fatto un po' di confusione e si è vista costretta a smentire quanto riportato dal Velino sulla sua apertura alla no fly zone, ma l' impressione ricavata ascoltando la registrazione del suo intervento è questa.

A questo link c’ è un articolo pubblicato oggi da Agenzia radicale, il titolo è “Siria, una fosca impasse della diplomazia internazionale” http://www.agenziaradicale.com/index.php/esteri/1603-siria-la-fosca-impasse-della-diplomazia-internazionale.  Pubblicato oggi, penso che non possa essere troppo in contrasto con le posizioni della Bonino e che per questo meriti una lettura.

ALTRI APPUNTAMENTI

Il 22 Maggio si incontreranno ad Amman (Giordania) undici paesi che si definiscono Amici della Siria. A dicembre si incontrarono a Marrakesh, o dichiararono di essersi incontrati, più di 100 paesi, nelle ultime occasioni si incontrano solo in undici, i principali paesi Nato (USA, Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania) e paesi della regione mediorientale (Qatar, Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Turchia, Libano). Discuteranno della prossima Conferenza di Pace, prevedibili le resistenze soprattutto di Gran Bretagna, Turchia e Qatar che premono per un intervento militare occidentale nel paese di Damasco.

Il 23 Maggio a Istanbul si ritroverà la Coalizione Siriana, il coordinamento dell’ opposizione riconosciuto dall’Occidente, e anche i suoi esponenti discuteranno della Conferenza di Pace. Qui le resistenze sono maggiori e probabilmente maggioritarie. L’ incontro dovrebbe eleggere anche un nuovo leader in sostituzione del dimissionario Khatib.

Intanto il 20 maggio a Madrid si è riunita un’ altra area dell’ opposizione siriana con la presenza (che al momento non so decifrare) anche di Khatib e del Coordinamento nazionale siriano, una opposizione che ha quasi sempre agito all’ interno del paese e non è legata all’ opposizione armata.

 

Potrebbero interessarti anche...

luigi a. ha detto:

Settimane decisive per la Siria: è urgente mobilitarsi. 

Sono settimane decisive per le sorti della Siria come Stato Sovrano, e per le politiche aggressive della Nato e dei paesi imperialisti che le stanno dietro. Per  quello che alcuni analisti considerano il primo campo di battaglia della terza guerra mondiale, o comunque per quella che è attualmente una prova di forza tra Nato/Fronte capitalista occidentale da una parte e Brics e Stati Sovrani non controllati da Usa/UE, le prossime settimane saranno determinanti. Stati Uniti ed UE devono decidere se proseguire nell'avventura militare di aggressione, finanziando ufficialmente mercenari e ribelli, ripetendo su scala più ampia lo schema di alleanza con le monarchie del golfo e attivato in Afghanistan contro l' Unione Sovietica  (al qaida ne rappresentava e rappresenta solo uno strumento esecutivo). E' la strada che porterebbe poi ad estendere la guerra all'Iran, per arrivare nel caucaso a ridosso della Russia e nell'Asia centrale a ridosso della Cina (il cui tentativo di accerchiamento sta già avendo luogo nei mari dell'Asia orientale)  Oppure a Usa ed UE, preso nota dei mutati rapporti di forza internazionali, organizzare la ritirata, accettando una soluzione poltica e non militare (che veda comunque Assad capo dello Stato); ritirata che rappresenterebbe l'inizio della rinuncia ad un mondo unipolare a dominio Usa per un nuovo mondo multipolare, con un maggior ruolo dei Brics e dei popoli sovrani. Le forze in campo giocano nelle prossime settimane carte importanti: il finanziamento ai ribelli, la soluzione politica nella conferenza, mentre l'Esercito Siriano sta procedendo con successo alla liberazione del territorio con Turchia Qatar e Arabia saudita disorientate dalle indecisioni occidentali. Anche il procedere della crisi economica o il suo precipitare in occidente possono essere tentazioni o freni a far precipitare la situazione di guerra in Siria e in medio oriente, secondo uno schema collaudato da oltre un secolo di imperialismo occidentale. Sarebbe un disastro per le popolazioni del mondo e per le stesse d'Occidente: economico, politico, morale. Gran parte della sinistra occidentale e dei pacifisti oggi sono alla deriva, o in silenzio o , peggio, si ritrovano a richiedere l' intervento della Nato, sulle stesse posizioni del capo oltranzista repubblicano erede di Bush che chiede l'intervento milkitare immediato degli Usa a difesa degli "interessi nazionali" (come ha appena deliberato il Senato Usa. Triste fine per un vasto schieramento che si era ampiamente mobilitato contro i bombardamenti su Belgrado o contro la guerra all'Irak; nessuna riflessione su come è stata trasformata la Libia e la Tunisia e sulle peggiorate condizioni di vita dei lavoratori e delle donne. Si indossa fraternamente il mantello della NATO con sempre minor imbarazzo. Silenzio, si preferisce non parlarne, è meglio pensare alla prossima guerra, dalla Siria all'Iran, a quanto è dittatore Putin, il tutto immerso in una melassa razzista anticinese. Una sinistra a braccetto con la Nato,in un occidente passato dal decennio islam-fobico anti alqaida a quello Cina/BRICS-fobico con alleato alqaida.   

Per chi non ci sta,e non sta in silenzio, segnalo la proposta del Comitato contro la guerra di Milano di fare della giornata dell' 8 giugno una giornata di mobilitazione con il popolo Siriano e contro la Nato. A Milano davanti il consolato USA, Largo Donegani, alle ore 17. Per adesioni inviare email a: comitatocontrolaguerramilano@gmail.com

Aiutateci a diffondere l' appello

 

GIù LE MANI DALLA SIRIA!

 

 

 

 

 

JUGOSLAVIA, IRAQ, AFGHANISTAN, LIBIA CI HANNO INSEGNATO CHE LE “GUERRE UMANITARIE” ALTRO NON SONO CHE MASSACRI PER INTERESSI ECONOMICI E GEOPOLITICI.

 

LE POTENZE IMPERIALISTE DELLA NATO (ITALIA COMPRESA), ALLEATE CON L’ARABIA SAUDITA, IL QUATAR, LA TURCHIA HANNO ARMATO E STANNO SOSTENENDO, COME IN LIBIA, UNA GUERRA DI AGGRESSIONE, SEMINANDO MORTE E TERRORE IN SIRIA.

 

“L’Italia ripudia la guerra come strumento d’offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”

 

QUESTO RECITA L’ART. 11 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA

 

AL GOVERNO LETTA, CHE PROSEGUE CON LA POLITICA CONTRO I LAVORATORI, AUMENTANDO LE SPESE MILITARI,

AI PARTITI CHE LO SOSTENGONO, DICIAMO:

NON UN SOLDO PER LA GUERRA !

 

CHIAMIAMO ALLA MOBILITAZIONE CONTRO LA MINACCIA DI GUERRA APERTA ALLA SIRIA E ANCHE ALL’ IRAN, CON GRAVI PERICOLI DI ESTENSIONE DEL CONFLITTO, pOIché LA GUERRA è CONTRO I LAVORATORI TOCCA A LORO FERMARLA.

 

Comitato contro la guerra – Milano

 

 

Per info: comitatocontrolaguerramilano@gmail.comcomitatocontrolaguerramilano.wordpress.com – cell. 3383899559