Siria. Un altro rapporto infondato sarà approvato all’Onu a Ginevra

ONU-GUERRA-SIGLO-XXIUn altro rapporto infondato sarà approvato all’Onu a Ginevra

L’11 marzo davanti al Consiglio dei diritti umani dell’Onu basato a Ginevra nel quale siedono a turno poco più di 40 stati membri, la Commissione COI (di inchiesta “indipendente” sulla Siria) presenta il suo lunghissimo rapporto sulla situazione nel paese. E’ basato su racconti di parte e contiene molte accuse non verificate, fondate solo su !testimonianze” raccolte per skype, al telefono, o presso persone segnalate dall’opposizione armata (chiamata però “attivisti”). Né esso contiene una condanna dell’ingerenza armata e finanziaria praticata da Occidente e petromonarchie (più Turchia e vari paesi arabi: fratelli-coltelli) che è la vera ragione della tragedia siriana (senza questa illegale fornitura di armi, finite in mano a gruppi violenti quando non jihadisti) i negoziati di pace avrebbero avuto qualche chance. Ma appunto la pace è stata boicottata.

E’ ovvio che il rapporto sarà approvato: perché solo ad aver studiato per mesi e mesi le “notizie” sulla Siria e le falsificazioni circa gli eventi e i responsabili, si può riuscire a contrastarlo. Ma nessuna missione all’Onu può aver compiuto questo lavoro di scavo. E’ poi risultato evidente che le missioni nemmeno hanno letto il rapporto COI. Lo compreranno a scatola chiusa.

Siccome purtroppo noi l’abbiamo faticosamente studiato  (mentre altri nel mondo avrebbero avuto tutti i mezzi per farlo, è toccato a noi), il nostro tentativo è stato di portare a Ginevra (pazienza per le spese, pazienza per il tormento) le nostre osservazioni. A settembre in occasione del precedente rapporto invece di prendere il treno per Ginevra abbiamo mandato per email le osservazioni e poi telefonato.  Ma un contatto diretto con le missioni, sarebbe stato più efficace? Ci abbiamo provato, stavolta.

E’ però difficile avvicinare i delegati dei vari paesi non conoscendone le facce e potendo avvicinarli solo in brevi momenti di pausa nella sala riunioni XX del Consiglio (inoltre gli uscieri non permettono di distribuire documenti dentro la sala stessa). Comunque ecco qui di seguito quel che si è cercato di distribuire, in lingue sparse e approssimative (quasi niente è in italiano per mancanza di tempo, abbiam preferito provare a scrivere subito in altre lingue, l’italiano non serve all’Onu). Il primo documento è un riassunto sintetico, che speriamo domani in extremis di dare ancora a qualcuno prima della discussione. Pare che sia il massimo della lettura alla quale si possa aspirare da parte dei delegati delle varie missioni statali. Gli altri tre sono più dettagliati e si riferiscono il primo alla metodologia, il secondo alla critica alle “notizie” presenti, il terzo alle omissioni.

PRIMO DOCUMENTO. RIASSUNTO (IN SPAGNOLO)

INFORME COI-Siria Fuentes parciales, noticias y denuncias no fidedignas, noticias y denuncias omitidas, contraddiciones

Fuentes parciales. La COI – y Ong internacionales y medios – han entrevistado en Siria (por skype o teléfono!) y fuera de Siria a “activistas” de la oposición, a ¡periodistas ciudadanos” a refugiados alineados, a sus familias, y a personas designadas por fuentes de la oposición.

Otras fuentes hubieran cambiado los postulados, pero fueron ignoradas.

Noticias no fidedignas. Masacres y sus responsables, por ejemplo:

Daraya (augusto 2013) otros testigos no escuchados por la COI presentan una versión totalmente diferente.

Haraq (18-26 Agosto) los únicos testigos escuchados por la Comisión fueron de la oposición, o inspirados por ella, y sus palabras son muy contradictorias (dijeron que contaron 400 cadáveres, después dijeron que los cadáveres fueron enterrados debajo de la base militar…

Ambigüedad civil/armado. Miembros de la oposición armada se dicen civiles.

Videos no fidedignos. Los videos sobre «masacres» o violencias disponibiles  en youtube (por ejemplo sobre los «bombardeos de panaderías» por los Mig del ejercito) no prueban nada sobre quién mató a quién, ni cómo, ni dónde, sino están llenos de contradicciones.

Por ejemplo todos los vídeos sobre los “bombardeos de panaderías” no prueban nada sobre los responsables o las circunstancias o lugares. Y cui prodest ?

 

Masacres y violencias ignoradas por el  informe. La Red No War tiene una lista de más de cien episodios documentados que incluyen atentados, masacres, asesinatos, secuestros, ocupación de aldeas enteras, uso militar de niños para ejercer violencia, destruccion de infraestructuras. Los responsables: los miembros armados de la oposicion.

No hay condenación de las ingerencias por estados occidentales y petromonarquias  que envian armas y dinero a los grupos armados: este llevò a la tragedia en Siria. Ni tampoco hay condenación de los que boycotearon las negociaciones de paz.

No ofrece ninguna garantía de objetividad la comisaria Karen Koning Abuzayd, por el papel que desempeña en un think tank subvencionado por regímenes implicados en la guerra de Siria, (http://www.mepc.org/about-council/our-leadership/board-directors)

60.000 muertos ? Ninguna verificacion, y este no dice nada sobre quien matò a quien: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/feb/15/syrian-death-tolls-tell-us

Estamos a su disposición si requieren más detalles, testimonios o fuentes de evidencia.

 

SECONDO DOCUMENTO. OSSERVAZIONI METODOLOGICHE GENERALI (in italiano, inglese, francese spagnolo)

Rapporto COI (18 febbraio 2013). Fonti di parte, notizie e denunce non verificate, notizie e denunce omesse

Osservazioni e commenti da parte della rete No War  (Italia)

Nota. La Rete No War Roma è formata da attivisti per la pace e ricercatori indipendenti che da anni in modo indipendente e volontario si occupano di “verità contro le guerre”, contrastando  la propaganda di fonti di informazione di parte a tutti i livelli: media, attori non governativi, parti in causa nei conflitti e loro schieramenti.

Il nostro obiettivo, anche nel caso della Siria, è operare affinché le armi – la causa di questa tragedia – tacciano al più presto e vada, come sostiene anche la Commissione Coi, per una soluzione negoziale. La quale viene favorita dal riconoscere le responsabilità delle varie parti, in modo obiettivo, ascoltando tutte le parti (e i loro sostenitori) ed evitando di dar corso a denunce non verificate.

Abbiamo letto l’ultimo rapporto della Commissione, così come facemmo con il precedente (v XXXX link). Ci proponiamo di inviare al più presto a voi e alle missioni presso il Consiglio dei diritti umani un’analisi precisa di diversi punti (quelli per i quali abbiamo elementi di conoscenza elaborati nel corso dei mesi passati). Intanto, però, vi mandiamo alcune osservazioni circa il metodo, le fonti, gli episodi da voi esaminati e le vostre conclusioni.

Le fonti del rapporto

Le vostre fonti sono per vostra stessa ammissione parziali, in parte per cause non dipendenti dalla vostra responsabilità (mancato ingresso nel paese). 1) Interviste. Avete intervistato, come in precedenza da voi indicato (vedi rapporto novembre 2011), “attivisti” dentro e fuori la Siria, appartenenti all’opposizione. Ricordiamo che questi attivisti e i cosiddetti “giornalisti cittadini” si sono resi responsabili di molti episidi di disinformazione e manipolazione. Avete intervistato, nei paesi limitrofi, i rifugiati che hanno lasciato la Siria. In genere essi si schierano con l’opposizione: anche le vittime possono essere di parte o influenzate o “formate” da una delle parti e questo può inficiare la loro testimonianza. Fra di loro membri della Free Syrian Army e loro famiglie. Riteniamo che lo standard della prova non possa ritenersi sufficiente di fronte a narrazioni così parziali. Oppure avreste dovuto intervistare anche membri dell’esercito o dell’amministrazione governativa…

All’interno del paese, avete intervistato persone via skype o al telefono, ma ci domandiamo se non vi siano state segnalate soprattutto da esponenti dell’opposizione. Notiamo anche interviste (forse attraverso giornalisti) a un membro del fronte Al Nusra. 2) Fonti Ong e media. In varie circostanze queste fonti hanno fatto ricorso anch’esse a fonti di parte. 3) Video, mappe ecc. Come indicheremo in seguito, spesso i video rivelano una sola cosa: che ci sono state delle vittime.

Le fonti ignorate dal rapporto

Se la Commissione si fosse rivolta ad altre fonti, avreste ricevuto denunce (di crimini contro l’umanità e crimini di guerra) rivolte all’opposizione armata. Gli stessi media mainstream hanno dovuto riferire di molti casi di presa di scudi umani, occupazione di quartieri, esecuzioni, violenze, massacri, torture ecc. Le testimonianze possono venire da sfollati interni, da gruppi delle minoranze e non solo, da esponenti religiosi anche a livello di base, da esponenti di minoranze etniche o religiose, perfino da oppositori non armati o da oppositori armati delusi. Possiamo fornirvi riferimenti.

Le conclusioni e il doppio standard

Si conclude ovviamente che occorre una soluzione negoziata e non militare al conflitto. Tuttavia, ecco alcune osservazioni. Il vostro rapporto, per via delle fonti, mantiene un doppio standard a favore delle forze armate dell’opposizione e a sfavore delle “forze governative” (esercito nazionale e forze di sicurezza e quelli che chiamate shabbiha e quelli che vengono chiamati in Siria “Comitati popolari”). E’ evidente la tendenza a sminuire gli atti negativi delle prime. Ad esempio, più volte sostenete che gli “attacchi governativi ai civili” fanno parte di una strategia deliberata, mentre lo negate per gli attacchi dell’opposizione.

Troviamo anche inquietanti le osservazioni, nel rapporto, circa la fornitura di appoggio in armi all’opposizione. Non risulta con chiarezza il fatto che questa ingerenza armata aiuta la prosecuzione della guerra e sfavorisce di fatto il negoziato. Inoltre, il rapporto sembra rammaricarsi per il fatto che la fornitura di armi non ha contribuito a unificare i gruppi armati…

Le notizie e denunce non verificate

Indichiamo qui elementi che approfondiremo nei dettagli.

Massacri. Per alcuni degli episodi da voi segnalati, le circostanze e i responsabili non sono accertati e altre fonti capovolgerebbero gli assunti. Inoltre dopo il 15 gennaio si sono verificati massacri oggetto di manipolazione quanto ad attribuzione di responsabilità.

Attacchi indiscriminati. Per alcuni degli episodi da voi segnalati, le circostanze non sono accertate e altre fonti capovolgerebbero gli assunti o sosterrebbero che i gruppi armati hanno fatto ricorso agli scudi umani asserragliandosi in aree civili. Altri racconti non paiono plausibili né sono suffragati da video che dicano qualcosa: si pensi agli “attacchi aerei alle panetterie e alle code per il pane”.  Si nota anche un doppio standard nel riferire, ad esempio, dell’uso di infrastrutture civili da parte di armati.

Altri crimini. Analoghe osservazioni – circa lo scarso fondamento e/o il doppio standard – per le denunce di crimini quali torture, stupri, violenze sui bambini, attacchi a infrastrutture e saccheggi di proprietà civili…

Notizie e denunce omesse

Massacri ignorati. Diversi episodi di uccisione di massa di civili non sono compresi nell’elenco.

Sanzioni. Nel contesto delle osservazioni sulla situazione sociale e umanitaria, ci pare che molto più spazio avrebbe dovuto essere dato all’impatto delle sanzioni internazionali, pur più volte denunciato come concausa di povertà e distruzione della nazione.

Attacchi indiscriminati. Non sono citati diversi casi di presa di scudi umani, uso di ostaggi, occupazione di interi villaggi, distruzione di beni, pur confermati da varie fonti.

Osservazione circa i componenti della Commissione

Facciamo notare che non offre garanzie di obiettività la Commissaria Karen Koning Abuzayd visto il ruolo che ricopre in una organizzazione che è emanazione di regimi implicati nella guerra in Siria, quali Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti.

 

COMMENTAIRES DU RESEAU NO WAR Italie au

Rapport COI (18 février 2013). Sources partiales, nouvelles et dénonciations non vérifiées, nouvelles et dénonciations omises

Observations et commentaires de la part de Rete No War (Italie)

Note : la Rete No War est formée d’activistes pour la paix et de chercheurs indépendants qui, depuis des années, de façon indépendante et bénévole s'occupent de « vérité contre les guerres », qui contraste avec la propagande des sources d'information partiale à tous les niveaux : médias, acteurs non-gouvernementaux, parties en cause dans les conflits, et leurs soutiens.

Notre objectif, dans le cas de la Syrie aussi, est d’œuvrer afin que les armes – cause de cette tragédie – se taisent le plus vite possible et que l’on s’achemine,  comme le soutient aussi la Commission COI, vers une solution négociée. Celle-ci est favorisée par le fait de reconnaître les responsabilités des différentes parties de façon objective, en écoutant toutes les parties (et leurs soutiens) et en évitant de donner cours à des dénonciations non vérifiées. Les Syriens doivent pouvoir revenir à la paix, et décider de leur destinée en autonomie.

Nous avons lu le dernier rapport de la Commission, comme nous l'avions fait avec le précédent. Nous vous envoyons certaines observations à propos de la méthode, des sources, des épisodes examinés, et nos conclusions.

Depuis presque deux ans, la guerre fait ravage. Cela n’aurait pas eu lieu si plusieurs Etats et organisations, au lieu d’œuvrer pour le dialogue, n’avaient pas travaillé pour l’escalation, avec leur soutien politique, économique, médiatique et militaire à des groupes armés, et aussi en boycottant les initiatives des quelques pays oeuvrant pour la paix.

Les sources utilisées par le rapport

Vos sources, comme vous l'admettez, sont partiales, en partie pour des causes qui ne dépendent pas de votre responsabilité (impossibilité d'entrer dans le pays). 1) Interviews. Vous avez interviewé comme indiqué précédemment par vous (voir le rapport de novembre 2011), « des activistes » au dedans et en dehors de la Syrie, qui appartiennent à l'opposition. Nous rappelons que ces activistes et les soi-disant « journalistes citoyens » se sont rendus responsables de beaucoup d'épisodes de désinformation et de manipulation. Vous avez interviewé dans les pays limitrophes des réfugiés qui ont quitté la Syrie. En général ceux-ci sont du côté de l'opposition : même les victimes peuvent être en partie soit influencées soit « formatées » par une des parties, et ceci peut invalider leurs témoignages. Parmi eux vous avez interviewé des membres de la Free Syrian Army et leurs familles. Nous retenons que le critère de la preuve ne peut pas être considéré comme suffisant devant des narrations aussi partiales. Ou bien vous auriez dû interviewer aussi, par skype ou téléphone, des membres de l'armée nationale et de l'administration gouvernementale…

Nous rappelons que dans plusieurs cas ces sources ont été démenties et qu’elles utilisent beaucoup la propagande médiatique. Rappelons le cas des accusations sur l’utilisation des armes chimiques.

Aussi, nous nous demandons pourquoi seulement est considérée une petite partie des crimes commis par les groupes de l’opposition et documentés par des vidéos où on voit des armes, des explosions, des déclarations de responsabilité.

Et encore:  est-il croyable qu’un régime qui a le monde contre et qui risque l’incrimination internationale et une aide encore plus directe à ses adversaires, se tire sur le dos tout le monde (y inclus son people) avec des attaques inhumaines qui ne s’avèrent meme pas nécessaires du coté militaire?

 

À l'intérieur du pays, vous avez interviewé des personnes via skype ou par téléphone, mais nous nous demandons si ce ne sont pas surtout des représentants de l'opposition ou gens sous leur contrôle qui vous ont été signalés. Nous remarquons aussi des interviews (peut-être par des journalistes) à un membre du front al Nosra.

2. Sources O.N.G. et média. En différentes circonstances ces sources ont eu recours elles aussi à des sources partiales.

3. Vidéo, cartes etc. Comme nous l'indiquerons par la suite, souvent les vidéos ne révèlent qu'une seule chose : il y a eu des victimes.

Les sources ignorées par le rapport

Si la Commission s'était adressée à d'autres sources, vous auriez reçu des dénonciations (de crimes contre l'humanité et de crimes de guerre) à l’encontre de l'opposition armée. Même les médias mainstream ont dû rendre compte de beaucoup de cas de prises de boucliers humains, d'occupations de quartiers, d'exécutions, de violences, de massacres, de tortures etc. Les témoignages peuvent venir de déplacés à l'intérieur du pays, de groupes des minorités et pas seulement, de représentants religieux même au niveau de la base, de représentants de minorités ethniques ou religieuses, et même d'opposants non armés et d'opposants armés déçus. Nous pouvons vous fournir des références.

Les conclusions du rapport et le double standard

Votre  conclusion est évidemment qu'il faut une solution négociée et non militaire au conflit. Toutefois, nous proposons certaines observations. Votre rapport, à cause des sources, maintient un double standard en faveur des forces armées de l'opposition et  est contraire aux « forces gouvernementales » (armée nationale, forces de sécurité et celles appelées shabbiha et ce qui est appelé en Syrie « comités populaires »). La tendance est évidente à diminuer les actes négatifs des premières. Par exemple, plusieurs fois vous soutenez que « les attaques gouvernementales contre les civils » font partie d'une stratégie délibérée, tandis que vous le niez à propos des attaques de l'opposition.

La Commission est réticente sur l’ingérence armée

Nous trouvons inquiétantes les observations dans le rapport, au sujet de la fourniture d'aide en armes à l'opposition. Il ne ressort pas clairement le fait que cette ingérence armée aide la continuation de la guerre et entrave de fait les négociations. En outre, le rapport semble se plaindre du fait que la fourniture d'armes n'a pas contribué à unifier les groupes armés…

Les nouvelles et dénonciations non vérifiées

Nous indiquons ici les éléments que nous approfondirons dans les détails.

Massacres. Au sujet de certains épisodes signalés par vous, les circonstances et les responsables ne sont pas certifiés et d'autres sources inverseraient la thèse. En outre depuis le 15 janvier des massacres, objets de manipulations au sujet de l'attribution de responsabilités, ont été constatés.

Attaques indiscriminées. Pour certains des épisodes signalés par vous, les circonstances ne sont pas vérifiées et d'autres sources inverseraient les thèses ou soutiendraient que les groupes armés ont eu recours aux boucliers humains en se barricadant dans des zones urbaines. D'autres récits ne paraissent pas plausibles et ne sont pas soutenus par des vidéos qui en disent quelque chose : je pense aux « attaques aériennes aux boulangeries et aux queues pour le pain ». On remarque aussi un double standard en faisant référence par exemple, à l'utilisation d'infrastructures civiles de la part de gens armés.

Autres crimes. Des observations analogues – à propos du fondement insuffisant et/ou du double standard – pour les dénonciations de crimes tels que la torture, le viol, les violences sur les enfants, les attaques contre des infrastructures et le pillage de propriétés civiles…

Nouvelles et dénonciations omises

Attentats meurtriers. Nous nous demandons pourquoi il y a une minimisation de l’énorme quantité d’attentats à l’autobombe  – qui pourtant sont devenus une stratégie comme en Irak – ainsi que des milliers de dénonciations, par des groupes réligieux aussi, des meurtres des civils car non engagés avec l’opposition.

Role des puissances qui fournissent les armes illégalement. Il est bien evident que l’arrivée clandestine d’armes et de soutien aux groups armés de l’opposition a alimenté la guerre. Le rapport ne soulign pas que cela est illégal du point de vue du droit international et de la Charte de l’Onu.

Violations ignorées. Plusieurs épisodes de meurtres de masse de civils accomplis par les groupes armés (voir la liste par la suite) ne sont pas compris dans la liste. D’autres ont été accomplis après le 15 janvier. Et pourquoi les nombreux attentats-massacres sont indiqués en passant seulement? Le rapport se laisse aller à dire que ce n0est pas une pratique habituelle. Cela n’est pas une justification.

Sanctions. Dans le contexte des observations sur la situation sociale et humanitaire, il nous paraît que beaucoup plus d'espace aurait dû être donné à l'impact des sanctions internationales, dénoncées plusieurs fois comme autre cause de pauvreté et de destruction de la nation.

Attaques indiscriminées. Plusieurs cas de prise de boucliers humains par les rebelles , d'utilisation d'otages, d'usurpation de villages ou de quartiers entiers, de destruction d’églises, de biens, tous confirmés par différentes sources, n'ont pas été cités.

 

BY THE 'RETE NO WAR' NETWORK ON

CoI Report on Syria. Partial Sources, unverified denunciations and omissions

Observations and comments compiled by 'Rete No War' (Italy)

Note: Rete No War is a group of peace activists and independent researchers with no second agenda who have been providing true news in a counterbalancing effort to dismantle propaganda  and partial sources of information at all level: media, NGOs, interested parties and their sponsors

Our aim in the Syrian context is to silence weapons as soon as possible and to lead towards a negotiated peace through the democratic process. This can only be facilitated through the recognition that the path to peace in Syria necessitates reconciliation of all parties involved in an objective matter, avoiding hasty endorsement to unverified accusations.

As with the previous report, we have carefully read this latest report released by the Commission and we draw your attention on certain observations with regards to their methodology, sources, cases examined and the conclusions we have drawn from them.

Sources used in the C.o.I. report

What follows is a series of reasons why we think that the standard of proof is not fulfilled in this report. The CoI sources are not impartial, by the Commission's own admission, partly due reasons outside of the CoI's power, such as the impossibility to have access to the country.

1) Interviews. Vas previously noted in their November 2011 report, the activists interviewed, both inside and outside Syria, belonged to the opposition: in some cases, these were activists and «citizens-journalists». « Witnesses » interviewed might have been be partly influenced and manipulated by parties with vested interests, which would render their witness at best unreliable. Among them, numerous members of the Free Syrian Army and their families have given interviews. When faced with such biased contributions, we deem it impossible to view them as credible: one might as well have interviewed members of the National Army or pro government « witnesses ».

It is useful to bear in mind that in most cases these allegations have been discredited as mediatic propaganda as, for instance, in the case of the false accusations on the use of chemical weapons.

One has to wonder why only a small fraction of crimes committed by the armed opposition were considered in the report, especially as they were well documented through videos showing the perpetrators claiming responsibility.

Furthermore: how can we ascertain that the interviewees inside the country – contacted via Skype – were not provided by members of the opposition, if not indeed anti-government themselves.

 

2. NGO sources and media. In several instances also relied on partial sources with the same flaws as those mentioned above.

 

3. Videos, maps, etc. As relayed below, the only thing such videos provide evidence for is that there have been victims.

Sources ignored in the report

Clearly, if the Commission had turned to different sources, they would have obtained a completely opposite version as to who were the perpetrators of the very same events they investigated and they would have received far more allegations against the armed opposition, in addition to those which the Commission did concede to. Mainstream media themselves were forced to talk about several cases in which civilians were used as human shields by the rebel groups, as well as cases of abductions for extortion of ransom, expropriations of entire residential areas, summary executions, violence, massacres and torture. Importantly, the Commission did not interview displaced civilians inside the country, Syrian citizens forced to abandon their residences, minority groups, religious representatives at all level and even members of the non-armed opposition and disillusioned former fighters.

CoI conclusions and double standards

The conclusion points to the urgency to find a negotiated and non-military solution to the conflict. Nevertheless, the sources used in the report make it unbalanced and leans in favour of anti-government forces and against « government forces », such as the national army, police and security forces. In many instances, the report states that government-led attacks against civilians are part of a deliberate strategy, yet this definition is never applied to the same type of attacks perpetrated by opposition forces.

References to foreign interference

The references to foreign interference in the report are simply disturbing, especially as regards the supplying of arms to the opposition. The fact that such policy is at the root of the continuing escalation in this conflict, as well as constituting an obstacle to negotiation, does not surface clearly. In fact, what does seem to emerge is sad puzzlement at seeing that flooding the country with weapons has not helped integration and unification among armed groups.

News and unverified accusations

What follows is a further series of point that require clarification

Massacres. With regards to certain episodes singled out by the Commission, neither circumstances nor perpetrators are beyond doubt, with several sources inverting the report's versions.

Indiscriminate attacks. As far as certain episodes flagged by the Commission are concerned, the picture which emerges points to the likely use of human shields by the armed opposition groups in densely populated urban areas. Other claims do not appear plausible or supported by the video «evidence», one case in point being the 23 December aerial bombing to the bakery in Halfaya.

Other crimes. Similar observations pointing to insufficient evidence and double standards can be made with regards to such crimes as torture , rape, violence on children, attacks against infrastructures and looting of civilians’ belongings.

News and omissions

Homicide attacks. One wonders why the huge number of car bomb attacks has been minimized, despite their having become a common strategy, along with thousands of cases, denounced by several religious groups, of murders of civilians whose only fault was not joining the opposition.

Role of foreign powers illegally engaged in supplying arms to the rebels. It is apparent that the clandestine delivery of arms to armed groups has exacerbated the conflict. The report does not highlight that such policies are illegal according to international law and contrary to the UN Charter.

Violations overlooked. Several mass murders of civilians perpetrated by the armed groups (list and supporting evidence available on request) are not included in the list. Many of them, committed after 15 January, are only mentioned in passing.

Sanctions. In the context of the social and humanitarian situation, it seems that a much larger scope might have been given to the impact of international sanctions against Syria, which have often been denounced as a further cause of poverty, malnutrition and disgregation of the country.

Indiscriminate attacks. Several cases in which civilians have been used as human shields by the rebel groups, cases of hostage-taking, expropriations of villages and entire urban areas, destruction of churches and civil infrastructures, all confirmed by numerous sources, are nowhere to be found in the report.

Please refer to the top of the page for contacts and links to more detailed reports, and evidence thereof

INFORME COI (18 de febreo de 2013). Fuentes parciales, noticias y denuncias no fidedignas, noticias y denuncias omitidas.

Observaciones y comentarios de la Red No War

La Red No War está integrada por activistas por la paz e investigadores independientes, quienes hace años trabajan de forma voluntaria por la “verdad contra las guerras”, rechazando la propaganda de fuentes parciales que proceden desde los medios, voceros no gubernamentales, elementos implicados en el conflictos y sus alineaciones.

Nuestro fin, incluso en el caso de Siria, es lo de actuar para que las armas – la causa de esta tragedia- se callen lo más pronto posible y se siga un camino hacia una solución negocial, como también plantea la Comisión COI. Esto se favorece reconociendo la responsabilidad de los diferentes bandos, de modo objetivo,  y escuchando cada facción (y sus partidarios) y evitando que se de prosecución a denuncias no fidedignas.

Leímos el último informe de la Comisión, tal como hicimos con el anterior. Nos planteamos enviar a ustedes y las misiones ante el Consejo de los Derechos Humanos, un análisis puntual de las diferentes cuestiones (de las que tenemos elementos de conocimiento elaborados durante los meses anteriores), lo más pronto posible. Mientras tanto les enviamos alguna observación acerca del método, las fuentes, los episodios examinados por ustedes y sus conclusiones.

 

Las fuentes del informe

Por sus propias admisiones, las fuentes del informe resultan parciales, también por causas independientes de su propia responsabilidad (como la imposibilidad de entrar en el país).

1) Entrevistas. Ustedes entrevistaron dentro y fuera de Siria a “activistas” de la oposición, así como ustedes mismos señalaron (vea informe de noviembre 2011).  Recordemos que estos activistas y los llamados “periodistas ciudadanos” son responsables de muchos episodios de desinformación y manipulación. Ustedes entrevistaron en países fronterizos a refugiados, que dejaron Siria. En general esos estàn alineados con la oposición: incluso las víctimas podrían ser alineadas o influenciadas u “orientadas” por una de las facciones y esto puede invalidar su propio testimonio. Entre ellos, los miembros de la Free Syrian Army y sus familias. Consideramos que el estandard de la evidencia no se puede calificar como suficiente ante relatos tan parciales. A lo mejor hubieran debido entrevistar también a miembros del ejército o de la administarción gubernamental…

En el país, ustedes entrevistaron a personas vía skype o por teléfono, sin embargo nos preguntamos si esos les fueron indicados por representantes de la oposición. Además destacamos entrevistas (quizás a través de periodistas) a un miembro del frente Al Nusra.

 

2) Fuentes de Ong y medios. En diferentes circunstacias esas fuentes contaron con otras parciales.

 

3) Vídeos, mapas etc. Como señalaremos más adelante, a menudo los vídeos cuentan una cosa solamente: que hubo víctimas.

 

Las fuentes que el informe ignoró

Si la Comisión si hubiese dirigido a otras fuentes, ustedes tendrían denuncias (de crímenes contra la humanidad y crímenes de guerra) a cargo de la oposicón armada. Los propios medios mainstream tuvieron que informar acerca de muchos casos de escudos humanos, ocupación de barrios, ejecuciones, violencias, masacres, torturas, etc. Los testimonios son de desplazados internos, grupos de minorías étnicas y no solamente, de representantes religiosos incluso de base, hasta de opositores no armados u opositores armados desepcionados. Podemos proporcionarles referencias.

Conclusiones y el doble estandard

Se concluye entonces que para que el conflicto se acabe, hace falta una solución negocial y no militar. Sin embargo aquí van algunas observaciones.

Su informe, por sus fuentes, mantiene un doble estandard a favor de las fuerzas armadas de la oposición y en detrimento de las “fuerzas gubernamentales” (ejército nacional y fuerzas de seguridad, y los que ustedes llaman shabbiha, y los que en Siria se llaman “Comités populares”). Es evidente la tendencia a disminuir los actos negativos de la oposición armada. Por ejemplo, ustedes plantean varias veces que los “ataques gubernamentales a los civiles” son parte de una estrategia intencional, mientras que eso lo niegan cuando se trata de ataques de la oposición.

Nos resultan inquietantes las observaciones en el informe acerca del apoyo armado a la oposición. No está claro el hecho de que esta injerencia armada ayuda la prosecución de la guerra y de hecho no favorece la negociación. Además el informe parece lamentar el hecho de que el abastecimiento de armas no haya contribuido a reunir a los grupos armados…

 La noticias y las denuncias no fidedignas

Aquí señalamos elementos que profundizaremos en los detalles.

Masacres. Para algunos de los episodios que ustedes indicaron, las circunstancias y los responsables non fueron averiguados y otras fuentes hasta cambiarían los postulados. Además, tras el 15 de enero se llevaron a cabo massacres que fueron objeto de manipulación sobre su atribución de responsabilidad.

Ataques indiscriminados. Para algunos de los episodios que ustedes indicaron, las circunstancias y los responsables non fueron averiguados y otras fuentes hasta cambiarían los postulados o plantearían que los grupos armados usaron escudos humanos al atrincherarse en zonas civiles. Otros relatos no resultan plausibles ni están comprobados por videos que expliquen algo: pensemos en los “ataques aéreos a la panaderías y las colas por el pan”. Se evidencia un doble estandard al informar, por ejemplo, sobre el uso de infrastructuras civiles por los armados.

Otros crímenes. Las mismas observaciones hay que señalarlas acerca de la carencia de fundamento  y/o el doble standard, en las denunicas de crímenes como torturas, violaciones, violencias a los niños, ataques a infrastructuras y saqueos de propriedad de los civiles…

Masacres ignoradas. Otros episodios de matanza de civiles no están en la lista.

Sanciones. En el conjunto de las observaciones sobre la situación social e humanitaria, nos parece que se habría debido profundizar mucho más el impacto de las sanciones internacionales en la sociedad civil siria, como elemento de pobreza y destrucción de la nación.

Ataques indiscriminados. Muchos casos de escudos humanos, uso de rehenes,  ocupación de interas aldeas, destrucción de bienes, no son mencionadas en el informe, aunque confirmados por diferentes fuentes.

Observaciones acerca de los integrantes de la Comisión

Queremos destacar que no ofrece ninguna garantía de objetividad la Comisión Koning Abuzayd, por el papel que desempeña en una organización que es emanación de regímenes implicados en la guerra en Siria, como Arabia Saudí, Qatar, Estados Unidos.

Estamos a disposición para más detalles, testimonios o fuentes de evidencia

TERZO DOCUMENTO. CRITICHE A QUANTO SCRITTO NEL RAPPORTO

Par Réseau No War Italie

Observations ponctuelles au rapport COI (première partie)

MASSACRES INDIQUES PAR LE RAPPORT

Nous n’avons pas de détails pour tous les massacres indiqués mais les informations et les sources nous paraissent unilatérales. Sur la base des témoins/témoignages indiqués dans le rapport MAIS en les comparant avec d’autres témoignages et analyses, voici quelques remarques:

1)    Les sources (normalement au téléphone) sont unilatérales: des témoins mais d’un seul coté, et des combattants de l’opposition. Et quand la commission parle de “témoins oculaires”, comment saurait-elle que c’est la vérité?

2)    Il ya une confusion délibérée entre les victimes non armées et les victimes armées/combattantes, tous étant nommeés comme “civils”…Sauf que tuer des armés, ce n’est pas juridiquement un massacre, c’est une guerre et non une politique délibérée d’attaque aux civils

3)    Quand on trouve des tuaisons rapprochées ou des fosses communes dans des régions qui avaient été occupées par des groups de l’opposition, et ensuite reprises par l’armée, il serait bien possible que les violences se soient déroulées pendant la période de l’occupation par l’opposition, ou bien après. Comment tirer les conclusions ainsi que le fait la COI? (ex, le cas de al-Mastomah, 7 Janvier)?

4)    Comment est il possible de savoir si les morts civils (i.e. non armés et non combattants) ont été tués par l’armée nationale ou les armés de l’opposition ou d’autres groupes?

5)    Dans le cas de morts lors de fouilles dans les maisons, pour des survivants il est très difficil de distinguer les assassins, à savoir à quel groupe armé appartiennent les violents (la moustache indiqueé par le rapport, comme signe des shabbiha et de responsabilità gouvernmentale,  parait une prevue un peu floue)

6)    Dans le cas où des jeunes de moins de 18 ans (donc “children”) ont été tués, étaient-ils armés et dans ce cas, à qui la faute?

7)     La majorité des massacres attribués aux forces gouvernmentales ont été denouncés juste avant des réunions internationales sur la Syrie…cui prodest?

8)    L’armée syrienne est une armée de conscrits, en majorité sunnites. Et il y a eu peu de cas d’abandon en proportion. Comment accepteraient-t-ils de rester dans une armée qui massacre systématiement les civils? Par contre les groupes de l’opposition Sont composés aussi par des étrangers et ils ont l’intéret à faire passer l’armée par un diable.

9)    L’agence Stratfor, publiée par Wikileaks, explique par example que les rapports de l’opposition (Cns, Asl e Observatoire Syrien à Genève) sur les massacres de civils par des soldats à Homs fin 2011 étaient faux (il n’y a avait pas de preuves).

10) La guerre a maintenant une composante de sectarisme très forte dont il est difficile d’indiquer des responsables principaux.

 

Tremsheh, Juillet 2012: les “activistes” de l’opposition ont dit que la grande majorité des tués étaient des combattants, qui utilisaient le village comme base. Très probablement les civils (non armés) sont morts dans les effrontements et pas comme résultat d’une stratégie délibérée. Une bataille plus qu’un massacre. Le témoin Abu Arif Al Khalid (pas dans le rapport COI) se plaignait de l’absence de l’armée avant la bataille. Suivant d’autres rapports que le COI considère “pas verifiés”, des membres de l’armée syrienne libre on avoué le meurtre de civils.

Jedaydet Artouz, 1 August 2012

Nous n’avons pas d’éléments

Daraya, Aout

Peu de jours avant une réunion au Conseil de sécurité, sur la Syrie, l’opposition denonce au monde le massacre de centaines de personnes, femmes, enfants, hommes, par des bombardements et/ou exécutés de près. Les vidéos montrent des cadavres dans une mosquée, surtout hommes mais aussi d’enfants et des femmes… Mais qui, quand, où et par qui ont’ils été tués?

Des témoins parlent de tuaison par les forces gouvernementales dans les maisons ou par des bombardements. Mais d’autres témoins, pas considérés par le rapport COI, par contre expliquent que les assassins ont été des armés de l’opposition. Et ils parlent aussi d’un enlèvement de masse par l’Asl, mal tourné. Il semble aussi que les morts soient d’origine diversifiée, résultat de “mini”massacres aux auteurs inconnus. D’ailleurs les explications sur les corps montrés à la mosquée sont contradictoires suivant les reconstructions des différents “témoignages”  (http://acloserlookonsyria.shoutwiki.com/wiki/Daraya_massacre)

D’ailleurs le rapport admet qu’il faut des recherches supplémentaires.

Haraq, between 18 and 26 august

L’accusation par des “sources crédibles” (suivant le rapport COI): 500 personnes massacrés, parmi lesquelles au moins 400 civils et seulement la minorité combattants.  La commission a écouté au telephone des civils ayant fui de Harak, ayant trouvé des cadavres à leur retour (après la fin des combats et après la retirée des groups armes de la Asl). L’autre source du COI sont des combattants de l’opposition, ces derniers  disant avoir vu 400 morts et que les victimes ont été exécutées au couteau ou par des pistolets, d’autres par les bombardements, et que des corps auraient été brulés. Mais donc ce sont des hommes armés la source de ces nouvelles. La plupart des corps seraient ensevelis au dessous de la base militaire mais “on en sentait l’odeur”, suivant toujours les mots du combattant. De toute façon les corps ne seraient pas visibles.

 

La Commission ne parle pas de vidéos.

 

La Commission admet la nécessité d’écouter aussi des soldats de l’armée pour comprendre ce qui s’est passé. En effet, les meurtres auraient bien pu avoir eu lieu pendant l’occupation de l’endroit pas les armés de l’opposition.

 

Baalbek, 22-30 décembre

La Commission explique que les investigations sont en cours mais affirme que des“sources crédibles” parlent de bombardement indiscriminés contre Balbeek par les forces gouvernmentales. Dans la nuit entre le 22 et le 23 décembre. Puis d’autres personnes auraient été tuées après la reprise de la ville, pour un total entre le 220 et le 400 civils tués. Pas de vidéos et les caractéristiques des sources du COI ne sont pas indiquées…

 

 AL MASTOUMAH, 7 janvier

La Commission parle de “sources crédibles” sans les indiquer. Ces sources parlent de bombardements intensifs contre l’Asl qui était entrée en ville. Après quelques jours la Asl se retire et alors, selon les “sources”. les ”shabbiha” et l’armée nationale passent de maison en maison en tuant, et par la suite un témoin oculaire  revenu aurait vu plusieurs cadavres, aussi de femmes et enfants. Une vidéo en montre quelques uns. Question: quelles certitudes, puisque l’endroit était auparavant dans les mains de l’Asl?

 

DES MASSACRES MANIPULES, DES MASSACRES IGNORES

 

Aqrab

Le rapport Coi ne mentionne pas le cas d’Aqrab. Les “rebelles” auraient attaqué Aqrab (village près de Houla) début décembre. Les gens auraient fui mais des centaines – dont des femmes et des enfants – auraient été pris en hotage. Une grande partie aurait été libérée suite à une échange. Mais après, suivant les sources de l’opposition, les shabbiha seraient arrivés et auraient tué les hotages en faisant aussi exploser la maison.

Sauf que, suivant ce que des témoins sur place ont raconté à Channel 4

(http://www.youtube.com/watch? feature=player_embedded&v=EoGDdtSfe5Q)  le “massacre par les shabiha” n’a pas eu lieu.

 

LES CORPS SUR LE FLEUVE QUEIQ, ALEP

Le rapport COI n’en parle pas car cela s’est passé fin janvier. Des dizaines de corps (de personnes tuées d’une balle à la tete) ont été retrouvés sur les rives du petit fleuve Queiq. L’opposition diffuse la video en denonçant un nouveau massacre. Néanmoins les corps se trouvent dans la region controlée par l’opposition! Laquelle justifie le fait en disant que le courant aurait emporté les gens, tués dans le secteur controlé par l’armée et jetés dans le flueve. Mais le fleuve a très peu d’eau pour transporter des corps pour 3 km, parfois dans le sous-sol et avec des clotures. Des sites syriens non gouvernmentaux en meme temps denoncent l’enlèvement de plusieures personnes pas le groupe terroriste Jabhat al Nusra.

 

LE MASSACRE DE AMYRIYAH

Des médecins de l’hopital local et des témoins oculaires (http://www.youtube.com/watch?v=MB6tZ6kOl14;http://www.youtube.com/watch?v=vFBA63CvmyQ) ont denoncé que dans ce village de minorité alauite les brigades jihadistes al-Faruq e Khaled Bin al-Walid auraient tué et blessé une centaine de personnes. Un survivant a expliqué que la plupart des femmes et des enfants étaient partis juste avant.

Nous ne sommes pas certains que ce massacre ait eu lieu, mais nous l’avons reporté pour démontrer que des témoins ont été ignores par la Commission, qui pourtant a interwievé beaucoup de personnes

LE MASSACRE A’ L’UNIVERSITE’ DE ALEP

Le 15 janvier des explosions à l’université de Alep, dans un quartier controlé par le gouvernement, provoquent 83 morts et plusieurs blessés. La porteparole des Etats-Unis parle d’un bombardement par l’aviation, suivant ce que disent les Comités locaux de coordination (de l’opposition), et suscite l’indignation de la Russie.

Des experts interviewés par un investigateur independent nient l’hypothèse du jet. Il s’agirait d’un missil terre terre.

De plus, dans les vidéos de ces moments, personne – la vidéocamera non plus – ne regarde le ciel, comme il aurait été le cas si un avion avait passé et bombardé.

 

ATTAQUES INDISCRIMINEES”

 

Suivant les témoins de la Commission, les forces gouvernementales bombardent par avion et par l’artillerie les villes et les villages sans discriminer entre les civils et les combattants, et il s’agit d’une stratégie pour terrorizer et punir.

D’autre coté les armés anti-gouvernementaux utilisent les quartiers résidentiels et des infrastructures civiles pour leurs opérations, en exposant la population au risque.

 

Observations générales:

1)    Encore une fois: est-il croyable qu’un régime qui a le monde contre et qui risque l’incrimination internationale et une augmentation de l’aide directe à ses adversaires, se tire sur le dos tout le monde (y inclus son people) avec des attaques criminels qui ne s’avèrent pas nécessaires du coté militaire?

2)    parmi les témoins cités il y a plusieurs déserteurs (donc antigouvernementaux) et on suppose que les autres interviewés aussi aient été choisis par les contacts que la Commission a depuis longtemps sur place, à savoir l’opposition et les Ong internationals, dont les sources appartiennent en général à l’opposition. A en juger par un cas éclatant de manipulation par les “témoins”, le “bombardement de la boulagerie de Hakfaya (v. ci-dessous), il faudrait mieux vérifier les accusations.

3)    Le rapport de Amnesty International (http://www.amnesty.org/en/library/asset/MDE24/078/2012/en/cca6fb7a-656d-448b-8d53-75f458a0469e/mde240782012en.html)  qui a visité des dizaines de villes et villages  dans les regions dans les mains de l’opposition armée, en étudiant les bombardements indiscriminés, a trouvé que ces derniers auraient tué 166 personnes (y inclus 48 enfants et 20 femmes) et blessé des centaines. Si les bombardement avaient été indiscriminés, les victimes ne seraient-elles pas beaucoup plus? Si l’on écoute d’autres sources – non seulement gouvernmentales- les attaques de l’armée sont ciblés aux groupes armés et sont précédés par des tentatives de faire rendre les groupes armés et par l’évacuation des civils. Donc on viserait des structures et des quartiers Presque vides. Et Amnesty dit que les groupes de l’opposition se mélangent aux civils en les utilisants comme boucliers humains (meme si cela ne relève pas les autres du devoir d’éviter les cibles civiles).

4)    Double standard. Si seulement l’armée nationale a l’aviation, les groupes armés de l’opposition ont de toute façon des équipements lourds. Le rapport de la COI soutient que les antigouvernementaux à present n’ont visé que des cibles militaires…ce qui contredit plusieurs témoignages qui n’ont pas été pris en compte et aussi ce que dit le rapport de Amnesty: que les armés de l’opposition visent eux aussi des quartiers résidentiels.

5)    Double standard. C’est bien une attaque indiscriminée celle qui est portée avec les voitures piégées, et pourtant le rapport octroie très peu d’espace à ces actions pas des groupes extremistes. 

6)    Pour faire une example de la manipulation médiatique: voilà celle relative au camp ds palestiniens de Yarmuk. Les media ont présenté comme attaque indiscriminée contre les réfugiés  ce qu’était en fait une occupation de sections du camp par des groupes armés, et bataille suivante, à laquelle des palestiniens ont participé des deux cotés.

 

LES «BOMBARDEMENTS AERIENS AUX BOULANGERIES ET AUX QUEUES POUR LE PAIN»…HALFAYA ET LES AUTRES CAS

Le rapport cite comme un fait accompli les « bombardements de queues pour le pain et de centres de distribution du pain».  Les groupes de l’opposition tels que Syrian Revolution general Commission et Al Jazeera Homs Channel (journalistes «citoyens» de Homs)  ont denoncé que 80 fois l’armée a bombardé les queues pour le pain en Syrie, avec 360 morts et 500 blessés…Human Rights Watch a repris cette accusation. Le porteparole du Commissaire Navi Pillay, m. Colville, a parlé de “stratégie délibérée”.

Mais le Bureau des Nations Unies pour les affaires humanitaires a affirmé ne pas avoir eu aucun rapport là-dessus (http://www.mcclatchydc.com/2013/01/21/180376/syrian-government-has-pattern.html#storylink=cpy

Au delà de la folie – car viser les affamés serait comme chercher la condemnation universelle! –  quelles sont les preuves? Les mots des opposants. Et des videos: qui  ne prouvent rien. Ils montrent de la destruction, et parfois des morts.

Commençons par le plus fameux, à Halfaya, 23 décembre. Les vidéos présentent bien de contradictions (http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240) et de mises en scène, ne disent rien sur la raison des morts, ni sur la natures des lieux ni sur le nombre des morts (tous hommes) et d’ailleurs des membres de l’opposition ont démenti qu’il s’agissait d’un bombardement de boulangerie (http://www.al-monitor.com/pulse/politics/2013/01/continuing-conflict-threatens-somalia-ization-of-syria.html#ixzz2IAShYg2y). Pourtant, le rapport COI n’analyse pas la video ni les contradictions: prend comme vérité objective les mots des interviewés, y compris le fait qu’il y avain une queue de mille personnes.

Concernant les vidéos des autres “attaques aux centres pour le pain”, en analysant ceux qui sont rassemblés ici (www.miamiherald.com/2013/01/20/3212785/video-attacks-on-syrian-bakeries.html) on peut dire ce qui suit:

Les boulangeries, soit on ne les voit pas et personne dans la vidéo n’en parle, soit on voit du pain intact au milieu d’une destruction à l’origine uncertaine, soit il y a des voix qui suggèrent ce qu’il faut dire, soit on parle d’une attaque mais les gens continuent à faire la queue, soit on parle de missiles mais la destruction n’est pas celle qu’un missile aurait provoqué, soit il y a effectivement une destruction importante mais qu’est ce que lieu?, soit il y a des dégats comme pour une explosion interne, soit on parle de missiles russes…mais aussi en Libye il y en avait et ils se trouvent en Syrie maintenant, dns les mains de l’opposition.

Conclusion: aucune vidéo ne semble indiquer rien sur la nature des lieux et/ou sur les responsables.

ATTAQUES AUX HOPITAUX  ET AUX ECOLES: PAR QUI?

Le rapport accueille les accusations par des Ong, de Commissions comme la Sharp et d’autres sources: l’armée et les forces gouvernementales attaquent les structures médicales de l’Etat et de terrain (field clinics). On dénonce que certains hopitaux on dénié l’accès à des enfants blessés et que dans d’autres cas on empeche aux médecins de soigner les blessés, en utilisant les snipers. On denonce que pour le government la medicine est devenue un instrument de persecution. Mais:

1)    Est-ce que ces episodes sont acclarés ou bien dans certains cas il s’agit de accusations par des interviewés sans preuves?

2)    Dans certains cas, ne s’agirait-il pas de structures “cachées” – comme c’était à Homs – et donc pas reconnaissables en tant que médicales?

3)    Les structures sont bombardées quand ells sont en service ou déjà occupées par des armés?

4)    Le rapport parle de 17 écoles attaquées par l’armée. Mais par la suite on explique que les groups armés de l’opposition choisissent des écoles comme leurs bases militaires (tout en utilisant un expression bizarre: “les occupations se sont pas toujours justifiées par des exigencies militaires”:  est-ce que cela est parfois une justication?). Donc, si la donnée des 17 écoles est vraie, il faut néanmoins éclaircir si l’armée vise les écoles encore actives ou celles transformées en bases militaires…

5)    Concernant les accusation de persécution aux médecins et aux patients, ells se basent sur des déclarations par des Syriens, sans preuves. Il faut aussi dire que dans les mois passés des accusations aux structures medicales d’agir en centres de torture ou de ne pas accueillir les patients ont été dementies et que des vidéos se sont avérés un montage, comme nous l’avons documenté pour l’hopital militaire de Homs, sur www.sibialiria.org

6)    Le rapport explique que plus de 2.400 écoles dans le pays sont affectées per les opérations militaires mais ne précise pas que certaines ont été détruites par les groups armés.

7)    Le rapport fait mention du fait que les hopitaux et les médecins on été traité comme objectifs militaires par “les deux cotés” mais, alors que les accusations au coté gouvernmental prennent un grand espace dans le rapport, les anti-gouvernmentaux sont mentionnés presque en cachette.

8)    En Septembre 2012, l’Asl (Armée Syrienne libre)  a bombardé deux hopitaux en Syrie (Qusayr et Alep, voir Observations poncutelles 2.), en fonction apparamment, sans meme pas essayer de jeter la faute sur l’armée. Ils ont revendiqué (http://acloserlookonsyria.shoutwiki.com/wiki/Acknowledged_Rebel_Attacks_on_Hospitals).Ils ont attaqué des hopitaux aussi a Huma, Al Houla, Alep car ils soignaient des soldats.

AUTRES VIOLENCES (TORTURE, VIOLS…)

Le rapport, si on le compare avec d’autres témoignages,  nous suscite cette question:

1)    Alors qu’on dit – sur la base des sources partiales du rapport –  que la torture est pratiquée comme une partie d’une “attaque généralisée” à la population civile par les forces gouvernmentales ou milices affiliées, au contraire on affirme que dans le cas des non gouvernmentaux, s’il y a des violences elle ne sont pas systématiques. Cela étonne car les accusations à l’Asl et aux islamistes, de viols, d’enlèvements, de torture jusqu’à la mort, sont nombreuses.

2)    Justement quelles sont les sources des accusations?

3)    Ce qui n’est pas souligné, c’est la violence de groups armés qui, tout comme la guerre, chassent des maisons et des quartiers des dizaines milliers de personnes, ceci est bien documenté par des témoins qui ont parlé à des sources réligieuses internationales comme l’agence  Fides. .

ENFANTS

Pour le COI et le droit, un jeune de 17 ans est un enfant, un jeune de 18 est home. Alors, l’effrontements entre un soldat et un armé de 17 ans est entre un adulte et un enfant…

Il faut souligner davantage quel les enfants sont utilisés en tant que combattants par les groupes de l’opposition.”Quand ils arrivent, ils sont des enfants. Quand ils partent, ils sont des machines à guerre qui n’hésitent pas à tuer. Les meilleurs soldats, ils obéissent toujours” a dit aux media un “formateur”, Abdel Razzak.

 Qui n’a pas vu l’image de l’enfant qui égorge un prisonnier?

Par ailleurs une autre violation évidente du droit international est l’utilisation des enfants comme bloucliers humains.

 

PATRIMOINE ARCHEOLOGIQUE ET PILLAGES

 Les centres spécialisés s’inquiètent de l’appropriation du patrimoine archéologique. Des rebelles avouent que la vente de contrebande est une forme de financement.  particolare, il "Washington Post" ha raccontato la situazione nella zona di Mafraq, al confine siro-giordano.

Le rapport semble justifier les attaques par les groupes armés au site de Bosra du fait que des soldats s’y était installés. Double standard.

Pour les destructions d’églises et de mosques ainsi que du suq de Alep, et les dommagements au site de Palmyra, pourtant facilement reliés aux groups antigouvernementaux, porquoi on n’indique pas la responsabilité? Il en est de meme pour  le pillages au Crac et les musées.

De plus le COI semble nier les plusieurs cas où des “rebelles” armés pillent les maisons et les occupent.

COMBIEN DE MORTS ET QUI TUE?

Mme Navi Pillay estime 70.000 morts environ. Mais dans plusieurs cas les chiffres des morts sont manipulées pour des raisons politiques. Et puis (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/feb/15/syrian-death-tolls-tell-us): qui a pu vérifier ces données? Il est très difficile de faire ces genre d’estimation dans un pays en pleine guerre et aussi d’arriver à des cnclusions sur les coupables.

Mr. Colville du bureau de Mme Pillay a avoué “Nous ne pouvons pas prouver que la plupart de ces gens sont morts”.  De toute façon on dit que les morts sont en grande majorité des hommes, et il y a beaucoup de jeunes, en état de combat alors.

Et puis, il faudrait distinguer entre ceux qui ont été tués d’une façon délibérée et ceux qui ont été pris entre les deux feux.

Et aussi, il faut souligner les meurtres produits par la haine communautaire.

QUARTO DOCUMENTO. LE OMISSIONI DEL RAPPORTO

Observations ponctuelles au rapport COI (deuxième partie)

 

VIOLENCES PAR LES GROUPES ARMES DE L’OPPOSITIOB. Juin-Déc. 2012

CRIME / MASSACRES 

1.6: à-Foua (Idleb) 50 personnes décapitées, après l’endroit fut assiégé pendant des mois par des groupes armés de l’opposition; 

1.6: 6 membres de la famille d'un membre du parti Ba'bath ont été tués à Alep; 

3.6: attaque contre un autobus avec le personnel de la compagnie d'engrais à Homs; 12 morts; 

8.6: à Lattaquié tué un enfant et blessé quatre autres (7, 9, 12 et 13 ans), alors qu'ils étaient dans une voiture, à partir de la feu d'un groupe armé;

8.6: à Dara'a tué un juge militaire et son chauffeur; 

14.6: 14 blessé hier en raison de l'explosion d'une bombe placée à l'intérieur d'un garage pour les voitures et les bus en proximité de l'hôpital Imam al-Sadr al-Sayeda Zainab à Damas;

16.6: une charge explosive placée dans la zone industrielle de Damas a frappé un bus faisant un mort et cinq passagers blessés;

19.6: 800 chrétiens retenus  à al-Hamidiya (Homs) par des groupes d'opposition alfin de les utiliser comme boucliers humains; 

19.6: tués 2 frères de Rayan, garçon de 6 ans connu pour avoir participé à des manifestations pro-gouverne à Damas. Sur lui, à partir de 2 Juillet il y a une taille de 5 millions de lires syriennes; 

20.6: assassiné le brigadier général, M. Ghassan Abou-Dahab, directeur de la clinique de Harasta, en face de son domicile à Damas; 

21.6: des hommes armés ont ouvert le feu sur un bus de travailleurs qui circule en direction de l'intersection de Al-Hesse Ebreeni, blessant deux passagers;

25.6: tentative d'assassiner le gouverneur de Deir ez-Zor;

27.6: 7 victimes dans un attentat contre le siège de la télévision satellitaire syrienne al-Ikhbaryia; 

28.6: une attaque a frappé le parking du palais de justice dans le centre de Damas, près de la mosquée al-Marjeh.Trois blessés; 

28.6: à Alnawrah (Idleb) l'explosion d'un dispositif piégé sur une bicyclette a causé la mort de 2 enfants;
28.6: assassiné Ahlam Imad, professeur à la Faculté de génie de l'industrie pétrochimique de l'Université Al-Baath dans le village d'al-Hossen (Homs ), tué aussi la mère, le père et les trois fils de sa sœur;

10.7: un groupe armé a tué aujourd'hui le dr. Abdul-Baset al-Arja Kura al-Ardyyah à Alep; 

12.7: 8 personnes condamnées à mort à Idleb par la cour de la Charia avec les accusations d'être "shabbiha"; 

17.7: ce matin, une bombe a frappé un minibus affecté au transport des passagers dans la région d'Al-Sakhur, sur la route de l'aéroport d'Alep. Décès d'un passager;

18.7: une explosion a eu lieu au siège de l'édifice de la sécurité nationale à Damas, victimes ministres et fonctionnaires.

26.7: 3 civils ont été tués, après que les gangs armés ont fait dérailler un train dans la ville de Qadisiyah; 

27.7: assassiné le cheikh Abdel Latif Al-Shami, après avoir été enlevé alors qu'il priait dans la mosquée d'Alep; 

1.8: le dessinateur pro-gouvernemental d'Ibrahim al-Hasaka Jazaa a été battu et torturé, les groupes d'opposition le ont cassé la main et ont essayé de l'enlever;

4.8: les rebelles ont tué 20 personnes dans la banlieue de la capitale, les victimes, civiles et militaires, avait été enlevé et les cadavres ont été jetés dans une fosse commune (l'ensemble du processus a été filmé par ravisseurs); 

4.8: Mohammed Said, un célèbre journaliste Syrien, a été tué de deux semaines après son enlèvement;

5.8: assassiné le metteur en scène alaouite Bassam Mohieddine: les groupes armés ont fait irruption dans la maison du metteur en scène Mehielddin Bassam Hussein dans le quartier de Jadida Artouz à Damas et le tournage lui quatre coup de feu dans la tête;

7.8: 16 personnes tuées dans le village de Jandar (Homs); 

8.8: attaqué un complexe résidentiel pour les employés d'une compagnie d'électricité, tuant 16 civils, pour la plupart alaouites et chrétiens de Jandar et al-Arman, à Homs;

10.8: coups de mortiers dans le village d'al-Damina (Homs) ont causé la mort de 10 personnes de la même famille: Milad Ibrahim Razouq, Alyfo Rizkallah al-Gharby, son frère, Ibrahim Khalil Razouq, son frère, Latifa Ilias Iskatnafy, Naim Khalil Razouq, Myada Suleiman Tally, Ibtisam Khalil Razouq, Nadine Samuel al-Gharby;

12.8: tué le journaliste Ali Abbas, président du Département de l'agence Sana Nouvelles Intérieur, alors qu'il se trouvait à son domicile dans le quartier Artouz Jadida à Damas;

12.8: les postiers du quartier Bab à Alep sont jetés du toit du bureau postale;

15.8: assassiné le directeur de la santé de Dara'a, Ma'moun al-Zoubi;

28.8: l'explosion d'une voiture près de la capitale Damas a frappé le cortège funèbre qui prenait les deux victimes de la nuit dernière Jaramana. 12 morts et plus de 50 blessés graves; 

2.9: explosion d'une voiture piégée déclenchée par un groupe terroriste dans la nuit près de la mosquée avant Maaz bin Jabal d'un camp de réfugiés palestiniens dans la ville de Sbeineh, à Damas. 15 civils tués et de nombreux blessés;

9.9: une voiture avec plus de 1000 kilogrammes d'explosifs a été explosé dans un quartier central de la ville de Alep, al-Koura al-Ardiya, non loin de l'Hôpital Al-Hayat et dell'Hopital Central. 65 blessés et 29 morts; 

12.9: à Sarakeb (Idleb) un homme s'est fait exploser près d'une laiterie, causant la mort de trois personnes et blessant 8 d'autres; 

25.9: un tireur d'élite a tué à Damas le correspondant de Press TV, Maya Nasser, et a blessé Hussein Mortada, chef du Bureau de Presse Tv et Al-Alam; 

25.9: deux dispositifs explosifs plantés par un groupe armé dans l'école pour les enfants des martyrs à Damas a mené à la blessure de sept personnes et des dommages à la propriété; 

29.9: à Hay al-Hagiriya, dans la province de Damas, une femme de 75 ans avec une main cassée a été traînée par la main malade au milieu de la rue et a été assassinée à coups de feu, puis rage sur son corp sans vie avec un couteau; 

30.9: explosion d'une voiture à Qamishli, près de la place al-Sabaa Bahrat. 5 morts et des dizaines de blessés, ainsi que des dommages à la propriété; 

30.9: massacre dans le village d'al-Haidariya, à la périphérie de Qusseir, dans le quartier de Homs. Plus de 17 victimes, par coup des mortiers et des armes automatiques, et la plupart des personnes enlevées; 

3.10: attaque dans le centre-ville d'Alep avec plus de 2.500 kilos d'explosifs. 34 morts et 122 blessés;

10.10: le cameraman d'Al-Ikhbariya, Muhammad Al-Ashram, a été tué alors qu'il se trouvait à travailler dans le quartier d'Al-Mwazfeen (Deir ez-Zor);

11.10: un groupe armé a attaqué les passagers un'autobus du Liban près du pont sur la Rihaniyya (pont sur la route Damas-Tartous), tuant 8 jeunes, blessant autres 8 et volerant le contenu de la camionnette et de l'argent de tous les voyageurs;

12.10: une puissante explosion a frappé le quartier palestinien de Yarmouk dans la capitale syrienne. 5 morts et 15 enfants blessés;

12.10: le corps de Mahmoud Tesabehji, directeur de la Clinique de l'Université d'Alep, enlevé un mois et demi, a été retrouvé mort aujourd'hui dans le nord de la ville; 

21.10: le quartier historique de Bab Tuma à Damas a été touché par une attaque dans la matinée.
au moins 10 morts et plusieurs blessés: Vidéo: http://www.youtube.com/watch?v=OKehnnvgBgw " 

24.10: à Douma, près de la mosquée Hawa, dans la rue Ali bin Abi Talib, ont été tués 25 personnes innocentes, dont des femmes et des enfants. La région est actuellement sous le contrôle de la brigade "Qiadyou al-Islam", dirigé par Zahran Alloush;

24.10: explosion à Hay al-Tadamon à Damas, 6 morts et 20 blessés; 

25.10: le cadavre du prêtre grec orthodoxe Fadi Haddad Jamil, pasteur de l'église de Saint-Élie en Qatana, a été trouvé aujourd'hui dans le quartier de Jaramana (au nord de Damas), non loin de l'endroit où il a été enlevé le 19 Octobre par un groupe armé; 

26.10: attaque Damas avec 5 morts et 32 ​​blessés; 

29.10: à Damas 11 personnes ont été tuées, dont une femme et deux enfants, dans une voiture piégée près d'une boulangerie dans la banlieue de Damas à Jaramana, quartier habitée principalement par des chrétiens et des druzes. Plus de 50 personnes ont été blessées dans l'attaque, environ 15 bâtiments ont été gravement endommagés et une douzaine de voitures ont été détruites dans l'explosion ou écrasés par des débris;

31.10: au moins 8 civils ont été tués et plusieurs autres blessés dans un attentat près de la mosquée chiite Sayyedeh Zainab à Damas; 

28.10: Elias Mansour, 84 ans, grec-orthodoxe chrétienne, a été tué à son domicile dans le Wadi Sayeh, parce qu'il n'avait pas voulu quitter la zone occupée. Adnan quitte son fils, handicapé; 

1.11: explosion de trois bombes dans le quartier Mazzeh à Damas, non loin de la mosquée d'Al-Huda, décédé le propriétaire d'un kiosque des journaux, plusieurs blessés et des dégâts matériels; 

1.11: le meurtre de 28 soldats, dont 10 prisonniers et incapables de se battre; 

3.11: dans le siège de Harem (Idleb), des dizaines de civils ont été massacrés; 70 civils d'autres connus pour leur soutien au gouvernement syrien, ont été tués à al-Kalaa et Karma;

3.11: dans la province d'Alep, est une femme Kurde Syrienne a été la victime des milices barbares; 3.11: à Damas le jeune et populaire acteur syro-palestinienne, Rafea Mohammad Ahmad, a été tué devant son domicile par le "bataillon des petits-enfants de Siddik";

3.11: massacre de Raqqa (campagne Idleb);

4.11: au moins 30 civils tués dans Sarouel (Idleb) du "bataillon des descendants du Prophète"; 

5.11: attaqué un minibus affecté à le transport public dans le camp palestinien de Yarmouk; 5 décès (dont 3 enfants et une femme) et de nombreux blessés;

5.11: attentat-suicide dans le Ghab al-al-ziyara à Hama, au moins deux morts et nombreux de blessés;

5.11: explosion dans al-Jabal Mazzeh (Damas), un quartier résidentiel de la capitale, 11 personnes, dont des enfants, tués: http://www.youtube.com/watch?v=-Yr7C9_uZ2s 

6.11: 6 Palestiniens, dont une fille, ont été tués à Alep, tout en démontrant pour exiger la libération des armées de Syrie; 

6.11: assassiné Mohammad Oussama al-Laham, frère du Président du Peuple, dans la mosquée al-Thouryya, dans le quartier al-Midan à Damas; 

6.11: le juge Abad Nadhwa succombé à des blessures causées par une bombe placée sous sa voiture à Masaken dans le quartier de Barzeh (Damas); 

6.11: explosion d'une voiture et de deux charges dans le quartier d'al-Worod (Damas), causant la mort de 11 innocents et 30 blessés, en plus des dégâts considérables aux habitations, véhicules, des magasins, infrastructures, services et réseaux d'électricité téléphonique: http://www.youtube.com/watch?v=tSm_2Hr9QaQ&feature=youtu.be 

7.11: mortiers dans le quartier de Mazzeh, district 86 (le même que dans seulement deux jours plus tôt par un autre attentat qui a tué 11 personnes), à Damas; 3 morts et 7 blessés: http :/ / www.youtube.com/watch?v=6MJcjGdy7GI&feature=youtu.be

14.11: dans camp de réfugiés de Yarmouk certains palestiniens massacrés, en invoquant le même sort pour tous ceux qui appuient le gouvernement syrien.

Human Rights Watch, en fait, a documenté plus de 12 exécutions extrajudiciaires, sommaires sans procédure régulière effectuée par les bandes de l '«armée libre» et nombreux cas de torture et de mauvais traitements:

15.11: les médias turcs ont dénoncé le massacre de Ras al-Ain du 10 Novembre contre le quartier général de la police: plus de 70 éléments des forces de sécurité ont saisi personnel civil tués de sang froid et enterrés dans une fosse commune: http://www.youtube.com/watch?v=ubLVetmxJug&feature=share syrien désarmé 

16.11: à Alep un attaque terroriste contre l'hôpital syro-française de la ville. Morts et blessés; 

19.11: à Damas 3 civils ont été tués et 11 autres blessés dans une explosion d'un minibus dans le quartier de Qudsaya près du checkpoint Masaken al-Haras; 

21.11: attachée à la mosquée d'al-Tawba et à un certain nombre de magasins et de maisons à Daraya (Damas);

21.11: les brigades "Ghorabaa Kataeb al-Sham" ont assassiné le Premier ministre du peuple kurde, Abed Khalil, à Ras al-Ain;

22.11: assassiné à Al-Tadamon le journaliste de la télévision syrienne Bâle Tawfic Yousef;

23.11: explosion à Idleb cause la mort de 3 personnes;

28.11: un mortier lancée à le quartier d'Al-Muhajreen (Homs) a tué Hanan Ghassa de 11 ans et blessé trois personnes.

Dans le quartier d'Al-Zahra, le tir d'un sniper blessa le petit Aya Mohmmad Khuder et le jeune Mohmmad Al-Ashkar;

29.11: attaque sur la place principale de Jaramana (Damas): au moins 54 morts et plus de 120 blessés, en plus de "une douzaine de sacs avec le reste des autres victimes qui ne peuvent pas être identifiés";

29.11: une voiture piégée à Bosra, 2 morts et plusieurs blessés; 

1.12: une voiture piégée à Hay al-Ash Uaruar (Damas) 3 morts et plusieurs blessés, dont des enfants;

3.12: au moins 15 civils ont été tués et 24 autres blessés (certains grièvement) lors d'une attaque à Homs, près d'une mosquée dans le quartier de Hamra: http://www.youtube.com/watch?v=pCZo6Ya0V0c " 

4.12: assassiné Naji Asaad, correspondant du journal Tishreen. Il a été tué près de son domicile dans le quartier Tadamon;

4.12: une attaque de mortier a frappé une école dans Wafideen, à Damas, tuant une dizaine d'élèves et un enseignant; 

7.12: les gangs armées ont provoqué l'explosion d'une bombe attachée à une voiture en proximité du siège du Croissant-Rouge Arabe Syrien dans le centre de Damas, tuant une personne et causant d'importants dégâts; 

7.12: explosion à Mazzeh 86, non loin d'une boulangerie: une victime, des dizaines blessés graves et des dégâts matériels;

8.12: au moins 15 personnes ont été blessées dans un attentat à la voiture près d'une mosquée dans le quartier Insha'at (Homs), où les fidèles quittaient le lieu de culte; 

12.12: 3 explosions au siège du ministère de l'Intérieur dans la région de Kafr Sousa. 7 morts, plusieurs blessés et des dommages matériels;

12.12: séries de RPG et de mortiers sur le quartier résidentiel d'al-Bint al-Yatima (Alep), 6 et 8 victimes blessées; 

12.12: explosion Jaramana, à l'entrée principale du quartier d'al-Qerrayat, non loin du quartier de l'école, une personne tué et 4 blessé; 

12.12: explosion d'un minibus dans le quartier résidentiel de Mazzeh 86 (Damas) en face de l'école élémentaire Ibrahim Hafez. 3 victimes, dont un enfant, et des dizaines de blessés; 

13.12: 16 personnes (dont 7 enfants), ont été tués dans la région de Ras al-Nabe, dans le quartier Qatana (sud-ouest de Damas), quand un homme au volant d'une voiture s'est fait exploser non loin de l'école Mikhail Samaan. 23 ont été blessés, par la plupart enfants et femmes, certains gravement 

13.12: certains employés de la centrale électrique de Jandar à Homs ont été blessés dans l'attaque contre le bus qui les transportait; 

13.12: explosion d'une voiture dans le quartier d'al-Mostawsaf dans Jdeidet al-Fadl, dans la campagne de Damas: les 8 personnes, dont trois femmes et deux filles, et 33 blessés, dont certains avec des blessures graves.

ABUS 

16.6: occupé l'Église gréco-catholique de Saint-Élie en Qusayr par un groupe de militants de l'opposition; 

1.9: vidéo de l'exécution de l'officier de police Mohammad Sulaiman Faisal, responsable de la police et alaouite de Dera'a, par les milices du groupe extrémiste "Ansar al-Sunna" à Dera'a. Cruauté de l'exécution et de torture: http://www.syriatruth.org/news/tabid/93/Article/8160/Default.aspx 

1.10: Hamad Awidat, correspondant de Press TV dans les territoires du Golan occupé, a révélé qu'il avait reçu des menaces de mort pour son travail;

9.11: vidéo choquante montrant l'exécution d'un prisonnier sans armes et sans défense: http://www.presstv.ir/detail/2012/11/08/271163/syria-video-another-insurgent-execution/ " 

17.11: Alep volé plus d'un million de tonnes de silos à grains et les centres de stockage de céréales (plus de 50 centres), notamment la qualité supérieur des semences produites, qu'ils ont été produit directement dans les laboratoires du ministère de l'Agriculture et destinés à la multiplication et à la mise en œuvre du meilleur blé au monde. Le grain a été vendu grâce à la collaboration avec les commerçants turcs à la frontière. Le groupe, dirigé par Abdul-Jabbar Aqidi, a également tenu à ce jour pour démanteler 600 usines de filatures, de industries pharmaceutiques et autres, toujours le butin est en mouvement vers la Turquie, en coopération avec l'intelligence turc;

18:11: le bataillon "Al-Abbas" a volé  22 millions de lires syriens par la Direction de l'éducation de Deir Ezzor;

29.11: à Alep saisis par les autorités médicaments pour une valeur de 100 millions de lires syriennes, précédemment volés dans les hôpitaux et les centres de santé dans la ville(antibiotiques, vaccins, médicaments à large spectre, anti-inflammatoires, médicaments contre le cancer et aussi coton, gaze, médicaments vétérinaires);

9.12: la brigade "Khalid ibn al-Walid" a publié une vidéo (retirée peu de temps après) montrant un enfant armé d'une machette qui décapite un soldat fait prisonnier à Homs; 

10.12: tentative d'assassiner Samer Al-Shably, qui opère dans la réconciliation nationale en connectant un engin explosif dans sa voiture.

DESTRUCTION DES LIEUX 

8.6: à Damas explosion dans la centrale électrique de Qaboun, qui a conduit à la combustion de 4 transformateurs d'alimentation d'énergie électrique; 

13.6: un bus avec 24 élèves a été pris en otage par un groupe armé alors qu'il était sur la route entre al-Riha et Saraqib;

13.6: attentat contre le siège de l'Association des Producteurs al-Salamiyeh; 

30.6: à Alep explosion à 6h30 du matin par une voiture près du quartier Jamila en face d'un bâtiment de la Direction des Finances; 

4.7: des hommes armés ont ouvert le feu à la gare de l'ouest de la ville de Homs; 

13.7: explosion d'une voiture à Mazzeh (Damas) provoquant des dégâts matériels, mais aucune victime. L'attaque a eu lieu pendant les heures de pointe, non loin de l'ambassade de l'Iran; 

17.7: à Damas, un groupe armé a attaqué ce matin avec des grenades RPG et des bombardements à le Qaboun la troisième station de conversion de l'électricité en Syrie, provoquant des pertes financières et la rupture de trois convertisseurs; 

6.8: explosion à Damas, ce matin, au troisième étage de l'Autorité générale pour la radio et la télévision;

5.9: à Homs les milices armées ont soufflé l'Hôpital de Mars à le Qseir, eet des rebelle dans un video itée par le Telegraph dit

25.9: à Damas deux grandes explosions à 7 heures sur la place de Omayyades, prés de les bureaux du siège de l'ASA et de la télévision syrienne. Sans victimes; 

4.11: à Damas une bombe a explosé près du parking de la Fédération des syndicats à Damas, en plein cœur de la capitale syrienne. 11 blessés et des dégâts;


10.11: l'église historique arabe-évangélique d'Alep, dans le quartier de Jdeideh (la vieille ville), a été exploité avec des explosifs et fait sauter "par des hommes armés, par haine sectaire pur";

18:11: deux obus de mortier sont tombés dans le Mazzeh à Damas, le premier est arrivé derrière une école, blessant deux personnes, l'autre sur un bâtiment en cours de construction en proximité d'une pharmacie, causant des dégâts considérables dans le bâtiment;

30.11: explosion d'une voiture près du siège de la chaîne de télévision Press TV et Al-Alam, sans victimes; 

13.12: mortiers sur le quartier de al-Arman à Homs, en détruisant le mur de l'école d'Ali Bin Taleb. 

EXTRÉMISME 

24.7: «L'intelligence allemand estime que environ 90 des attaques terroristes qui ont été effectuées en Syrie entre la fin de Décembre et le début de Juillet" peuvent être attribués à des organisations qui sont proches d'Al-Qaïda ou des groupes djihadistes», tel que rapporté par le quotidien allemand Die Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ); 

6.9: attaque à la partie orientale de la mosquée Sayyeda Zeinab, le plus important lieu de culte chiite en Syrie à Damas;

13.9: le "bataillon Farouk" a brûlé la diocèse de l'Eglise syro-catholique dans le quartier d'al-Hamidiya (Homs);

13.9: attaqué l'église évangélique dans le quartier d'al-Jdeideh à Alep; 

12.12: pris d'assaut le village chiite de Zarzour, dans la province d'Idleb, brûlé une mosquée chiite (! Http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=uN79HslSri0 #), détruit le minaret d'une autre mosquée chiite et kidnappé des villageois, qui ont été conduites vers une destination inconnue, après que le group a tué trois (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=mzTuhWGjuqs). 

ENLÈVEMENTS

13.6: enlevé six passagers d'un bus public dans la campagne de Hama; 

21.6: les militants ont refusé de remettre les prisonniers civils dans Al-Warsha et Al-Hamidiya à la Croix-Rouge et à la Croissant-Rouge;

24.6: saisis Cheikh Abd al-Qadir al-Rawi, mufti de Deir ez-Zor; 

28.6: 14 membres de l'Armée de libération de la Palestine (ALP) ont été enlevés dans le nord de la Syrie;

28.6: capturés 400 civils chrétiens dans les quartiers de Al-Hamidiya et Bustan Al-Diwan (Homs) avec 400 autres civils musulmans sunnites; 

4.7: tenté enlèvement du général de brigade Asforh Fouad, directeur d'une clinique de l'hôpital dans le district de Souleimaniyeh à Alep;

15.8: libérer les employés d'Ikhbariya enlevés le 10 Août: Yara Saleh, Abdullah Tabra et Hosam 'Aymad. Tué l'aide caméraman Hatem Abou Yahya; 

19.8: enlevé le cheikh Kosher Khafaji Jamaan (notable dans la région), ainsi que son neveu Ali et un assistant à Raqqa. 200 millions de lires syriens a été demandée pour leur libération, mais après seulement deux heures ils ont été assassinés. Les corps, abattus et torturés, ont été abandonnés à l'entrée de la ville;

20.8: depuis 10 jours le 12.000 chrétiens vivant dans la ville de Rablà, dans la province de Homs, sont assiégés par des bandes de rebelles anti-gouvernementaux; 

8.9: 118 habitants de la ville de Nabel, dans la province d'Alep, tous chiites, ont été enlevés 

13.9: May Skaf, actrice syrienne liée à l'opposition a accusé le groupe de "l'armée libre" de l'enlèvement de 9 médecins dans la région de Dera'a;

25.9: dans le village chrétien de Rableh, les 24 Septembre ont été enlevés 150 personnes, le 25 Septembre 130, pour un total de 280 otages;

10.10: disparu la journaliste Ukraine de Russia Today, Anhar Kochneva; 

18.10: Ugarit Dandash, jeun journaliste originaire de al-Zahra, au nord d'Alep, a été enlevé et torturé avec son père par un groupe de l'armée libre;

30.10: 10 personnes enlevées, dont 7 arméniennes, qui voyageaient dans un bus sur la route Alep-Beyrouth;

10.11: le correspondant d'Al-Giadid, Ghadi Francis, a été enlevé par des éléments de l '"armée libre" à Alep. 

FAUX 

7.6: dément les rumeurs sur un massacre des forces de sécurité à al-Qubeir (Hama): n'est pas mort 100  personnes, mais 9 et ils ont été tués par des "groupes terroristes" (version du Gouvernement Syrien);

9.6: le journaliste britannique de Channel 4, Alex Thomson, a déclaré que les rebelles syriens ont essayé de le tuer afin de pouvoir utiliser sa mort pour alimenter la propagande contre le président syrien Bachar al-Assad;

4.7: Les habitants de al-Zahra, endommagés par la présence des tireurs d'élite de l'opposition ont construit une mur de 30 mètres de largeur et de 3 d'hauteur, pour ses protéger; 

11.7: Jurgen Todenhofer, journaliste allemand, deja membre du Parlement, a déclaré dans une interview télévisée qu'il avait rencontré dans les groupes armés en Syrie terroristes affiliés à Al-Qaïda qui commettent des actes de violence dans la région et a ajouté que les médias occidentaux diffusent un " image déformée des événements qui se déroulent en Syrie";

19.7: Ce soir, la télévision syriennes transmet du montagne Kassioun pour montrer que ce n'est pas vrai qu'il a été bombardé comme indiqué par des sources d'opposition;

24.8: tué 16 policiers de la Douma. Les milices ont initialement accusé les autorités syriennes, mais il y a des preuves vidéo de l'attaque d'un poste de police à Douma, juste après la mi d'Août; 

25.9: Le réseau http://www.youtube.com/watch?v=9sT_q0jvkPw&feature=share Mayadin a montré des militaires gradé de "l'armée libre" qui ont fait défection et ont décidé de retourner dans les rangs de l'armée arabe Syrienn

 

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hl7 in healthcare ha detto:

Wow, thius paragraph іs nice, mƴ sister iѕ analyzing these thiոgs, therefore
I am goinց to convey heг.

Come scrive Serenella, è tragico che chi dovrebbe essere garante della giustizia si lasci a sua volta disinformare. E' proprio quello che abbiamo visto a Ginevra, come racconteremo meglio.

serenella angeloni ha detto:

Ringrazio per l'accurata ricerca, certo è tragica la continua disinformazione attraverso i media ma ancora peggio è che chi  dovrebbe essere garante della giustizia, si lascia, a sua volta, male informare.