Il nostro Presidente Hugo

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Marinella Correggia

 

Lontano come una stella dagli squallidi, longevi politici d’Occidente che fanno danni anche fuori dai confini. Era, umanamente e politicamente, il capo di stato che nel mondo vorrebbero avere in tanti.

A cominciare da chi si impegna per la pace e la giustizia ecologica e l’eguaglianza internazionale.

Fin dall’inizio del suo mandato si è coraggiosamente speso nelle sedi internazionali per la pace e la riconciliazione, contro le violazioni di sovranità e le ipocrisie umanitarie, contro le bombe dirette o per procura. Una non belligeranza attiva. Andò per primo nell’Iraq sotto embargo.

Chi, negli ultimi due anni – dall’inizio della guerra Nato alla Libia – ha sperimentato la difficoltà dell’impegno per la pace, nell’assordante silenzio della sinistra occidentale e del fu movimento pacifista, è al Venezuela (e a Cuba e a pochi altri) che è stato grato. Nel marzo 2011, sperammo invano in un appoggio popolare internazionale – come chiedeva Fidel Castro – alla proposta negoziale di Hugo Chavez e dell’Alba che avrebbe evitato la guerra Nato in Libia. Abbiamo poi assistito al suo coraggio nel denunciare le bombe della Nato, mentre lui era sotto chemioterapia. Anche sulla Siria, i paesi dell’Alba hanno provato a sostenere la via negoziale, contro gli amici della guerra e i nemici dei popoli.

Venezuela, Cuba, la Bolivia e il Nicaragua non cascano nelle trappole della disinformazione che “giustifica” i conflitti. Non ci cascano perché la sanno lunga sulla dittatura mediatica, la stessa che ha demonizzato il presidente Hugo, costringendolo a sforzi e amarezze in più.

Senza il suo padre, che succederà al socialismo del XXI secolo? Che succederà al geniale sogno dell’Alba, sviluppato insieme a Fidel, cooperazione anziché competizione, umanità anziché business? Che succederà all’America Latina diventata guida di cambiamento? Che succederà a tutti i progetti per un modello senza sfruttamenti, nemmeno della natura? Per un modello di giustizia ecologia ed eguaglianza sociale?

Ricordiamo anche le sue parole, già ammalato, davanti a un cane randagio: “Come possiamo chiamarci ecosocialisti se non ci importa la vita degli ultimi? Dobbiamo amare e prenderci cura di tutti, compresi gli animali”?

Con lui vivo tutto era possibile. E senza di lui? Un altro presidente “non come gli altri”, Thomas Sankara, portò via con la sua morte il sogno di un’Africa diversa. In America Latina non deve succedere.

Rimane tuttavia la grandissima ingiustizia della sorte. Non potrà più vedere la rivoluzione, né uno spicchio di mare fra gli alberi, quelli della mision arbol, una delle sue tante missioni. Missioni.

Del resto Leopardi aveva capito tutto.

Marinella Correggia

 

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Ruben Demirjian ha detto:

En la Cumbre de las Américas realizada en Mar del Plata en 2005, Chávez y Kirchner firmaron, junto a Lula da Silva y Evo Morales, frente al entonces presidente estadounidense Geoge Bush, el rechazo al Área del Libre Comercio de las Américas (ALCA), fortaleciendo las relaciones económicas dentro de América del Sur.

No al Alca, si a los pueblos, 6 años de victoria

http://tigranelgrande333.wordpress.com/2013/03/06/los-10-momentos-mas-importantes-entre-argentina-y-venezuela/

alexfaro ha detto:

ONORE al COMPAGNO HUGO CHAVEZ FRIAS,che riposi in pace.

NON DUBITARE,che sarai ricordato da tutti i cittadini del mondo,come un GRANDE presidente della repubblica Bolivariana del Venezuela.

HASTA LA VICTORIA,SIEMPRE!.

un saluto COMUNISTA

Alexfaro

tiziano ha detto:

grazie Marinella

grazie di ricordarci che esistono altri politici come Hugo, che un altro mondo è possibile