Ecco come Terzi fomenta la guerra in Siria

TerziEcco come Terzi fomenta la guerra in Siria

di Marinella Correggia

Il ministro italiano Terzi come l’emiro del Qatar e il re dell’Arabia Saudita. In prima linea nel fomentare la guerra in Siria e nel boicottare soluzioni negoziali sostenibili. Al Corriere della Sera il responsabile della Farnesina ha dichiarato che ospiterà il prossimo 28 febbraio a Roma la riunione degli “undici paesi più coinvolti nella gestione della crisi siriana” (una versione concentrata del gruppone degli “Amici della Siria” riunitosi a Parigi a fine gennaio), più la “Coalizione di Doha”, opposizione  che incorpora una parte degli armati).

Mentre a Damasco un ennesimo attentato terroristico uccide civili in gran numero, Terzi afferma che proporrà  maggiori aiuti militari (“assistenza tecnica, addestramento, formazione”) ai gruppi armati di quell’opposizione che appunto annovera terroristi e jihadisti, guida nei combattimenti. Il 18 febbraio a Bruxelles il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea aveva già deciso di rinnovare le sanzioni commerciali e militari contro la Siria (decise nel 2011 in funzione antigovernativa), ma emendandole per fornire all’opposizione un “maggiore supporto non letale” (?) e “assistenza tecnica per la protezione dei civili” (protezione, in realtà, degli armati contro i civili, che sono vittime degli scontri e di attacchi mirati).

Sarà contento il Qatar che giorni fa ha protestato contro la posizione non abbastanza netta dall’Ue. A gennaio l’emiro Al Thani aveva chiesto un intervento militare esterno diretto, per “fermare le uccisioni”. Arabia Saudita e Qatar forniscono armi che passano dai paesi confinanti con la Siria, e secondo il New York Times la maggior parte delle forniture sarebbero finite nelle mani di gruppi jihadisti. Del resto sul terreno questi non sono separabili dai gruppi più graditi a quell’Occidente che “combatte gli islamisti” in Mali e in Afghanistan.

L’Ue ha poi mantenuto ben saldo l’embargo commerciale che contribuisce ad aumentare le sofferenze del popolo siriano preso nella guerra. Una lettera delle suore trappiste siriane pubblicata su Avvenire domenica scorsa parla delle sanzioni come di un’altra guerra, “diretta da grandi potenze e grandi interessi”, una guerra che ha azzerato i posti di lavoro e provocato miseria; “il popolo siriano vuole la sua libertà e i suoi diritti, ma non così, non in questo modo. Così si uccide la speranza, la dignità, e anche la vita fisica di un popolo”.

Comunque l’operato della Farnesina non solo fomenta gli scontri ma sembra violare leggi italiane e internazionali. La legge italiana 185/1990 sul commercio delle armi prevede all'articolo 1 comma 6(a) che l'esportazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l'intermediazione di materiali di armamento sono vietati verso i paesi in stato di conflitto armato (come è la Siria), salvo diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare però previo parere delle Camere. Sarà sentito davvero il nuovo Parlamento?

C’è peraltro il rischio che la legge non si applichi se il governo vuole regalare armi, perché non si tratta di vendita da ma “supporto politico”. 

Ma c’è il diritto internazionale. Non solo la Carta dell’Onu impone ai paesi di perseguire politiche estere di pace anziché fomentare guerre,  ma la fornitura di armi e risorse a forze che combattono contro un governo riconosciuto dall’Onu, ha detto al manifesto mesi fa il giurista internazionalista Curtis Doebbler,è illegale ed è una grave violazione del diritto internazionale. Uno stato che sostiene l’uso della violenza contro un altro stato è responsabile sulla base della legge internazionale per il danno arrecato. Si viola il dovere di non ingerenza negli affari interni di altri stati sulla base dell’articolo 2 comma 7 della Carta dell’Onu e l’astensione dall’uso della forza nell’art. 2 comma 4, uno dei principi più importanti del diritto internazionale”. Qualcuno ricordi a Terzi che il 27 giugno 1986 gli Stati Uniti furono condannati dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aja per aver violato questi principi in Nicaragua sostenendo gli armati della contra

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Fabius Maximus scrive:

Perché le organizzazioni anti-im perialistiche inaliane non sporgono denuncia al Tribunale dell'Aia contro il governo (minuscola d'obbligo) italiano ???

Scrivere articoli è bene, agire è meglio.

Andrea scrive:

ci consola solo il fatto che il suo mandato sta per scadere…(impossibile che una tale nullità di politico ricompaia nel nuovo governo!)

e di questo ennesimo fedele servo di Israele poi non si ricorderà più nessuno…

Luca scrive:

Non molti sono stati i ministri degli esteri italiani in grado di svolgere dignitosamente il proprio lavoro, ma insignificante, ignorante, presuntuoso e chi più ne ha più ne metta, come Terzi, non ce ne sono mai stati. E' proprio vero che al peggio non vi è fine!

Tango scrive:

Stiamo assistendo alla nostra distruzione su scala mondiale. C'è un urgente bisogno di capire la natura di questa distruzione e cosa si può fare al riguardo. Forse necessita ricorrere alla religione per pote fornire risposte se desideriamo lasciarle impresse nella mente di coloro che onestamente cercano la verità. Gli studiosi musulmani dell'Islam per esempio ci mettono in grande svantaggio su questo argomento, in quanto offrono un solido alibi sui principali sospettati (di tale distruzione). I dotti ci dicono che Gog e Magog e la loro forza distruttiva sono ancora rinchiusi dietro la barriera. Ebbene, sono profondamente convinto che questa forza distruttiva sia da tempo libera e operante dappertutto nel mondo. Infatti noi tutti siamo testimoni della distruzione in atto su scala mondiale. Forse e' arrivato il momento di abbandonare i concetti epistemologici e studiare attentamente l'escatologia islamica se desideriamo delle significative risposte agli eventi storici dell’era moderna.

Allah knows best.