Siria: le notizie dal 26 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013

Siria: le notizie dal 26 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013

a cura di Marco Palombo

 

GUERRA IN SIRIA DI NUOVO IN SECONDO PIANO A CAUSA DELLA GUERRA FRANCESE IN MALI

Per vari motivi nelle ultime settimane non ho potuto scrivere il mio consueto notiziario sulla crisi siriana ma ho voluto assolutamente inviare queste righe sull' ultimo mese perche' la guerra in Mali ha nuovamente fatto passare in secondo piano sui media la guerra in Siria e perchè la continuità dell' informazione è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per capire quello che sta avvenendo nel paese mediorientale ormai da quasi due anni.

A CHE PUNTO E' LA RICERCA DI UNA SOLUZIONE NEGOZIATA ALLA CRISI E ALLA GUERRA SIRIANA

Negli ultimi dieci giorni del 2012 l' incaricato dell'ONU e della Lega Araba Brahimi ha illustrato alle parti coinvolte nel conflitto siriano, e il 27 dicembre anche all' opinione pubblica mondiale, un suo piano di pace.

La proposta è stata resa pubblica in una conferenza stampa a Damasco ed e' basata sulle conclusioni approvate alla Conferenza di Pace di Ginevra il 30 giugno 2012 a cui parteciparono i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU e alcune potenze regionali del Medio Oriente.

Il piano di Brahimi prevede un governo di transizione composto da forze di opposizione e forze che invece in questo momento sostengono il governo siriano. Assad rimane Presidente della Repubblica fino alle prossime elezioni presidenziali previste nel 2014, ma in questa scadenza elettorale non deve presentare la propria candidatura e deve abbandonare la vita politica siriana. Assad ha rifiutato questa prospettiva continuando a sostenere che solo i siriani possono scegliere il loro futuro e la Russia condivide questo giudizio. L' opposizione della Coalizione Siriana ha respinto a sua volta il piano perche' questo coordinamento non prende neanche in considerazione l' idea di trattare con Assad e quindi nemmeno discute la possibilità di lasciarlo Presidente anche se solo per un anno.

Comunque a fine 2012 a Mosca, Damasco e il Cairo, si sono svolti una serie di incontri, alcuni dei quali su iniziativa russa, per discutere questa proposta e come portarla avanti. Brahimi ha incontrato al Cairo Khatib, leader della Coalizione Siriana (22 dicembre), a Damasco ha visto Assad (24 dic.) e il ministro degli esteri siriano ( 25 dic.). A Mosca diplomatici russi hanno parlato con il vice ministro degli esteri siriano (26 dic.), il ministro degli esteri russo Lavrov ha incontrato il suo collega egiziano Amri (27 dic.) e Brahimi ( 29 dic.).

La Russia ha cercato di incontrare anche la Coalizione Siriana ma il suo leader Khatib ha rifiutato Mosca come sede del colloquio ed ha suggerito la capitale di un paese arabo, nei giorni successivi però non si è avuta più nessuna notizia di questo eventuale incontro.

 

IL 6 GENNAIO ASSAD HA PROPOSTO UN SUO PIANO DI PACE IN UN DISCORSO TELEVISIVO ALLA NAZIONE

Domenica 6 gennaio Assad ha presentato un suo percorso per una soluzione negoziata alla crisi, a questo link trovate un' ampia sintesi del suo discorso

 http://www.marx21.it/internazionale/medio-oriente-e-nord-africa/8275-i-punti-salienti-del-discorso-di-bashar-al-assad-6-gennaio-2013-.html

La proposta del Presidente siriano è stata banalizzata, distorta e sostanzialmente respinta da tutti, compreso Brahimi, ma questa dava una forma ufficiale e strutturata a posizioni più volte espresse da lui e dal suo governo. Assad continua a definire l' opposizione armata come terrorista e ispirata dall' estero e considera molto marginale la partecipazione autenticamente siriana alla guerra, che rifiuta di chiamare civile.

Però non esclude, anzi auspica, di trattare con l' opposizione veramente siriana, anche se solo dopo che questa ha abbandonato le armi, e promette di non perseguire chi ha combattuto contro il suo governo e di discutere con tutti i siriani il futuro del paese. Ricordo che in questi due anni di crisi sono state varate alcune riforme politiche fondamentali e ufficialmente è stato riconosciuto il pluralismo politico.

Brahimi in pratica ha bocciato la proposta di Assad, chiedendo una discontinuità vera della situazione del paese e non di facciata. Di fatto ritiene chiusa l' era del Presidente e vuole discutere solo come sarà la sua uscita di scena che da per scontata, cosa che non fece a settembre al momento di iniziare il suo mandato.

 

INIZIATIVE E DICHIARAZIONI DELLE DIVERSE OPPOSIZIONI AD ASSAD

Attorno al 20 gennaio è saltata ad Istambul una riunione dell' opposizione siriana, definita solo così ma sicuramente considerando esclusivamente la Coalizione Nazionale, che avrebbe dovuto costituire un governo all' estero in contrapposizione a quello attuale di Damasco. Sono emersi contrasti nella formazione di questo esecutivo e una commissione di dieci persone preparerà una proposta che sarà discussa probabilmente a Parigi a fine gennaio. Tra i possibili presidenti di questo governo provvisorio si fa il nome di Haijab, ex premier fuggito all' estero l' estate scorsa.

Quasi contemporaneamente a Ginevra si riunirà il 28 gennaio l' opposizione siriana che non pratica la lotta armata e che auspica una Siria laica e democratica. Una riunione di questa area era prevista a Roma, presso la Comunità di Sant' Egidio, il 17-18 dicembre 2012, ma forti pressioni, probabilmente del governo italiano, hanno indotto la comunità romana ad annullare l' incontro con la motivazione che questo avrebbe disturbato il summit del 12 dicembre in Marocco dei paesi "Amici della Siria".

A questo link un intervista che spiega le posizioni di questa opposizione non riconosciuta dai paesi occidentali :

 http://www.pressenza.com/it/2013/01/per-una-siria-democratica-e-uno-stato-basato-sulla-cittadinanza/

Su Le Monde è stata pubblicata un' intervista al generale siriano Tlass fuggito all' estero alcuni mesi fa e indicato in alcuni momenti come un possibile leader nella Siria post Assad. Il generale prospetta diversi scenari ma afferma nettamente che "…se il caos sconfiggerà Assad, il caos rimarrà anche nel dopo Assad.." e indica come via di uscita una mediazione tra le componenti più moderate delle opposizioni e delle forze che sostengono in questo momento il governo siriano, facendo una significativa distinzione tra l' opposizione che si trova all' estero, l' opposizione che combatte con le armi e l' opposizione che è rimasta ad operare all' interno del territorio siriano, auspicando la partecipazione di tutte queste forze alla transizione. Un giudizio che sconfessa la legittimazione della Coalizione Nazionale come unica rappresentante del popolo siriano, posizione tenuta ferma dai paesi occidentali.

 

COSA E' SUCCESSO IN QUESTO MESE NEL PAESE

Anche se nelle ultime settimane sono diminuite le notizie di scontri armati in Siria non sembra diminuità l' intensità della violenza tanto che attorno a metà gennaio in una settimana sono stati annunciati 800 morti a causa della guerra. In un solo episodio nella Universita' di Aleppo sono morte 80 persone, quasi tutti studenti, e sulle responsabilità dell'accaduto anche questa volta ci sono reciproche accuse tra l' esercito siriano e i ribelli ed entrambe le parti hanno imputato la strage alla controparte. 70 persone sono rimaste uccise invece in scontri nel nord del paese tra curdi e gruppi dell' opposizione armata. I curdi sono stati individuati questa volta come appartenenti al partito comunista curdo PKK che opera in Turchia, i ribelli come combattenti islamici. Su Le Monde è apparsa nuovamente la notizia di uso di armi chimiche da parte governativa nella provincia di Homs nel mese di dicembre, un' episodio dato per certo ma citando in modo generico una fonte improbabile: "ambienti vicini ai servizi occidentali". Intanto e' stata quasi completata l' installazione dei missili Patriot in Turchia ai confini con la Siria, al momento del loro arrivo ci sono state proteste e sono stati arrestati 25 dimostranti turchi.

Nei giorni di Natale aveva fatto molto clamore la notizia di una strage nella città di Halfaya causata da un bombardamento governativo su mille persone che stavano facendo la fila per acquistare pane. Un articolo di M.Correggia, che e' circolato molto sul web, aveva contestato incongruenze nella ricostruzione dell' accaduto e la mancanza di prove mettendo in dubbio la completa veridicità dell' episodio. link 

 http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240

Dopo qualche giorno è giunta la conferma che su quanto successo ci sono versioni contrastanti anche negli stessi ambienti dell' opposizione e uno dei racconti che circolano parla di 47 morti, inizialmente la tv al Arabya aveva parlato di 300 vittime, quasi tutti combattenti islamici del Fronte Al Nusra rimasti uccisi dopo un attacco ad una base governativa. Nella zona non ci sarebbe stata nessuna panetteria, che infatti non era visibile nei video dove invece si poteva notare la presenza di soli uomini adulti tra le vittime.

 

INCONTRI DIVERSI PREVISTI NEL PROSSIMO FUTURO

KUWAIT:CONFERENZA SUI PROFUGHI IL 30 GENNAIO:  a metà mese è stata nuovamente annunciata in Kuwait per il 30 gennaio una conferenza di paesi donatori sul tema dei rifugiati siriani. Un primo annuncio era stato fatto attorno al 20 dicembre ed avevo capito erroneamente che l' evento fosse previsto a fine 2012. Anche Putin aveva proposto di ospitare in Russia un incontro sullo stesso tema. Vedremo a fine mese quale sarà l' importanza effettiva di questo evento.

 

A ROMA, ENTRO MARZO, IL PROSSIMO INCONTRO DEI PAESI "AMICI DELLA SIRIA":

 il prossimo incontro dei paesi "amici della Siria" e' previsto nel primo trimestre del 2013 a Roma, ancora non e' stata definita la data della riunione. 

  

ROMA, 3 FEBBRAIO: "LA SIRIA NON RACCONTATA"  Incontro organizzato dall' Associazione Umanista Convergenza delle Culture, Roma, via Galilei 57, ore 17.00. Testimonianze dalla Siria accompagnate da musica e cucina siriane.

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Marco Palombo - Aggiornamento ha detto:

Integrazione al notiziario sulla Siria dal 26 dicembre al 27 gennaio.

Lunedì 28 gennaio si è svolto a Parigi un incontro tra la Coalizione Nazionale Siriana e i rappresentanti di una cinquantina di paesi, soprattutto europei ed arabi, su invito del ministro degli esteri francese Fabius.

I rappresentanti della Coalizione hanno chiesto fondi, aiuti di ogni genere e soprattutto armi. Sabra, vice-presidente della Coalizione e rappresentante del Consiglio Nazionale Siriano, ha valutato "i primi bisogni" per armi in 500 milioni di dollari.

L' Unione Europea ha messo un embargo sulle armi alla Siria che a dicembre è stato prolungato per altri tre mesi. Per toglierlo occorre un voto all' unanimita' dei 27 stati membri dell' UE e questa eventualità sarà discussa a Bruxelles a fine febbraio.

Queste notizie sono state tratte da un articolo sul Manifesto del 29 gennaio firmato a.m.m.(quasi sicuramente la corrispondente da Parigi Anna Maria Merlo)