Siria, le notizie della settimana dal 22 al 28 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 22 al 28 novembre 2012 

a cura di Marco Palombo

 

I TRE GRAVI PASSI MOLTO PROBABILI DEL GOVERNO MONTI

Il governo italiano si appresta quasi sicuramente a tre iniziative relative alla guerra siriana dalle pesanti conseguenze. Le azioni gravi, possibili nel giro di poche settimane, sono:

-Togliere l’ embargo dell’ Unione Europea alla fornitura di armi ai “ribelli” siriani.

-Riconoscere la neonata Coalizione Nazionale Siriana come unica legittima rappresentante della Siria e del suo popolo.

-Pronunciarsi a favore dell’ installazione di missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria.

Il governo Monti, come è solito fare, cercherà di compiere questi passi giustificandoli soprattutto con l’ argomento che sono scelte fatte insieme agli altri paesi dell’Unione Europea. In realtà in questo momento nei paesi europei ci sono posizioni diverse su queste scelte e intervenire in qualche modo nel dibattito in corso potrebbe influenzarne gli esiti.

Vediamo qualche dettaglio dei temi in oggetto:

 

FINE ALL’ EMBARGO PER LE ARMI IN SIRIA

L' embargo dell'Unione Europea alle forniture di armi in Siria è stato adottato nel maggio 2011. E' stato rinforzato nel luglio 2012, subito dopo il veto russo-cinese alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che dava ad Assad un ultimatum di dieci giorni per portare le armi pesanti fuori dai centri abitati. La Francia e la Gran Bretagna vorrebbero rimuovere l’embargo, magari definendo alcune armi come difensive. La Gran Bretagna vorrebbe anche fornire ai gruppi armati ribelli missili anti aerei. Per quanto riguarda l' Italia, Monti in un' intervista ad Al Jazeera ha dichiarato che la questione sarà affrontata in accordo con gli altri paesi dell’UE.  La Chiesa Cattolica a proposito della guerra siriana ha più volte affermato che nel paese di Damasco " è necessario il dialogo e non le armi", ma dal Vaticano non è ancora arrivato un commento su questo tema  presente sui media ormai da venti giorni.

 

RICONOSCIMENTO COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA

Anche su questa decisione nei paesi occidentali e medio orientali ci sono posizioni diverse, con la Francia e la Gran Bretagna a fare da apripista in Europa per il riconoscimento della Coalizione Siriana come sola rappresentante legittima della Siria. La Germania è cauta ed ha dichiarato che intende aspettare. L' Italia non ha ancora fatto questo passo ma nelle sue dichiarazioni è talmente ambigua da ingannare molti osservatori tra i quali Le Monde. Tunisia e Libia, paesi guidati da governi con la presenza di partiti islamici, stanno aspettando e seguendo l' evolversi delle vicende. In Siria sono presenti anche altre aggregazioni che si oppongono ad Assad, come il Coordinamento Nazionale Democratico o i partiti curdi che controllano alcuni territori al nord del paese. Inoltre settori consistenti della società siriana sono esplicitamente contrari all' opposizione armata e sostanzialmente estranei a tutte le opposizioni. Tra questi la Chiesa Cattolica Greco-Melchita e in genere le minoranze cristiane e alawite.

 

MISSILI PATRIOT DELLA NATO  IN TURCHIA AL CONFINE  CON LA SIRIA

La Turchia attorno al 17 novembre ha chiesto alla NATO di installare un sistema di missili Patriot al confine con la Siria. La richiesta iniziale era di 2 unità di missili. Ogni unità necessita di 85 militari della NATO per la loro gestione. Il 28 novembre alcuni esperti della NATO si sono recati a Malatya per verificare la possibilità' di installare i due sistemi per i missili e altre quattro unità potrebbero essere istallate tra Diyarbakir e Sanlinrfa. Il totale dei militari NATO necessari alla loro gestione sarebbe quindi di oltre 500 persone. I sistemi possono essere utilizzati contro missili e velivoli, potrebbero quindi essere impiegati per eventuali no fly zone da metà dicembre in poi.

 

LE ATTIVITA’ DELL’ OPPOSIZIONE CHE NON ADERISCE ALLA COALIZIONE SIRIANA

Abbiamo scritto in precedenza che la Coalizione Siriana non esaurisce tutti gli ambienti che si oppongono ad Assad. Questa opposizione fuori dalla Coalizione, che ha nel Coordinamento Nazionale Democratico il riferimento maggiore, si era riunita a fine settembre 2012 a Damasco. All' incontro erano presenti anche osservatori algerini, iracheni ed egiziani oltre a diplomatici russi, cinesi e iraniani. A Teheran c'e' stato ultimamente un nuovo incontro dal titolo "No alla violenza si alla democrazia", oltre a 200 esponenti vicini al governo o all' opposizione, erano presenti il segretario del Partito Comunista Siriano Bagdsh e Ali Heidr, ministro per gli affari della Riconciliazione Nazionale. Partecipavano anche esponenti di partiti e movimenti sociali dell' America Latina e della regione. Intanto nei prossimi giorni esponenti del Coordinamento Nazionale Democratico si recheranno di nuovo  a Mosca. Per quanto riguarda la minoranza curda siriana questa è divisa in vari gruppi, ma la parte più consistente che fa riferimento al Pyd, vicino al PKK, è completamente autonoma da tutti i gruppi che compongono la Coalizione e in questo momento ha frequenti scontri armati con i ribelli per il controllo di territori nel nord della Siria.

 

LA SIRIA TORNA IN PRIMA PAGINA PER I BAMBINI MORTI NEL CAMPETTO DI CALCIO

Nelle scorse settimane la guerra siriana era tornata in secondo piano sui media oscurata dalle vicende nella striscia di Gaza. Ha riconquistato un grande risalto mediatico con la notizia dei dieci bambini uccisi da un bombardamento mentre giocavano al calcio in un campetto nella periferia di Damasco. La notizia è stata riportata con molta evidenza da tutti i media insieme a foto e video. Inizialmente era completamente passata la tesi che alcuni video provavano in maniera inequivocabile quanto denunciato, in un secondo momento i media hanno riferito che non era possibile verificare le immagini da parte di fonti indipendenti e sull’ episodio ci sono ora molti dubbi.

A tal proposito: http://napolinowar.wordpress.com/2012/11/28/unaltra-bufala-bombe-a-grappolo-su-un-campo-dove-giocavano-a-calcio-bambini-siriani/

 

RIBELLI ALL’ OFFENSIVA ?  DI SICURO C’E’ L’ATTENTATO A DAMASCO, OLTRE CINQUANTA MORTI.

Notizie dal campo di battaglia riferiscono di gruppi armati ribelli che attaccano l’ esercito governativo ormai in difficoltà. Particolarmente presi di mira sarebbero gli aeroporti, visto che è evidente che il punto di forza dell’ esercito siriano è la presenza di una forte aereonautica. Ma la notizia certa piu’ grossa è l’ attentato che mercoledì ha colpito di nuovo un quartiere di Damasco abitato dalle minoranze cristiane e druse che si oppongono alle attività dei gruppi armati dell’ opposizione. Prima è esplosa una autobomba, quando sono accorse altre persone sul luogo dell’ attentato ne è esplosa una seconda facendo decine di morti, tutti civili, tra questi molti giovani e giovanissimi.

 

“DIECI PUNTI PER LA PACE E RICONCILIAZIONE IN SIRIA” DI MADRE AGNES MARIAM

1 – Sostenere la risoluzione dei conflitti attraverso il negoziato e l’ attuazione di un processo democratico 2 – Arrestare il flusso delle armi in Siria 3 – Stigmatizzare metodi di guerra che sono contro la Convenzione di Ginevra 4 – Frenare le interferenze straniere nel conflitto siriano 5 – Fornire informazioni veritiere sul conflitto in Siria  6 – Supporto ai nuovi partiti politici che si moltiplicano e danno una nuova forma nel panorama politico in Siria 7 – Cessare le sanzioni che stanno solo danneggiando la popolazione civile 8 – Equa distribuzione degli aiuti umanitari 9 – Appello all’ imparzialità tra le ONG che lavorano nel conflitto siriano 10 – Sostenere un nuovo stato che garantirà parità di cittadinanza e la libertà religiosa per tutti i gruppi religiosi ed etnici.

Da:Magazine Kairos cattolica Journal Vol. 23 N. 21 novembre 2012 www.cam.org.au/kairos

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Gengiss ha detto:

La propaganda sulla Siria, in atto in Italia su giornali e tv ufficiali, è ormai così smaccata che appare fin troppo facile smascherarla. I metodi di disinformazione sono tre, molto semplici:

1) attribuire al governo tutti gli atti di guerra che si suppongono compiuti dall’esercito, e al contrario non menzionare i responsabili quando è chiaro che il fatto (ad es. attentati terroristici, autobombe ecc.) è attribuibile ai ribelli, 2) riferire come fatti certi le dicerie che mettono sotto accusa l’esercito siriano (es. bambini morti ecc.), e invece come dubbie e provenienti da fonti governative le notizie che screditano l’opposizione, 3) usare una terminologia faziosa: lo Stato siriano è sempre il “regime”, mentre i terroristi vengono definiti “ribelli”