Siria, le notizie della settimana dal 15 al 21 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 15 al 21 novembre 2012

 

A cura di Marco Palombo

 

LA TRAGEDIA DI GAZA NON CI FACCIA DIMENTICARE LA GUERRA SIRIANA

Le  centocinquanta persone uccise dai raid israeliani a Gaza hanno quasi cancellato le notizie in arrivo dalla guerra siriana. Era già successa la stessa cosa nei giorni dell’uccisione dell’ ambasciatore Stevens a Bengasi e delle proteste nel mondo islamico per il film su Maometto. E’ una conseguenza inevitabile dei bombardamenti ordinati da Netanyahu ma dobbiamo ugualmente cercare di conoscere e capire quello che avviene nel paese di Damasco, dove i morti sono moltissimi da mesi e la situazione è molto fluida con possibilità di improvvisi cambiamenti di scenario. Ci sono molti legami tra le due guerre e gli attori esterni coinvolti sono gli stessi con alleanze diverse: paesi mediorientali, paesi occidentali, Iran, Israele, Russia e Cina. Qualsiasi cosa succeda nei prossimi giorni a Gaza influenzerà in qualche modo anche i futuri sviluppi della guerra in Siria e la neonata Coalizione Nazionale Siriana avrà sede proprio al Cairo dove in questi giorni si svolgono le trattative tra Israele, Hamas e gli esponenti della Jihad islamica di Gaza.

 

FRANCIA E GRAN BRETAGNA RICONOSCONO LA COALIZIONE COME UNICA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA

Il presidente francese Hollande dopo meno di una settimana dall’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Nazionale Siriana aveva già riconosciuto la nuova opposizione come unica rappresentante della Siria, aveva ricevuto il suo presidente Al-Khatib  e richiesto un suo esponente come ambasciatore del popolo siriano in Francia. L’ha già seguita su questa strada la Gran Bretagna che il 15 novembre aveva discusso della crisi siriana in un summit convocato da Cameron ma non aveva comunicato decisioni. Poi venerdì 16 il premier britannico ha ricevuto a Londra una delegazione della Coalizione e martedì 20 novembre è arrivato l’ annuncio del riconoscimento di questa come unica rappresentante del popolo siriano. Le petromonarchie del Golfo seguite da tutti gli altri della Lega Araba avevano già ufficializzato questa decisione.

 

CAUTA L’ UNIONE EUROPEA MENTRE  L’ AMBIGUITA’ DI MONTI E TERZI INGANNA ANCHE LE MONDE

Il Consiglio dei ministri degli esteri dell’ Unione Europea lunedì 18 ha discusso anche della Siria. Ha espresso un giudizio positivo sulla nascita della Coalizione Nazionale Siriana e l’ ha definita una legittima rappresentante del popolo siriano, non però l’ unica. Tra i paesi più tiepidi verso la nuova opposizione ad Assad troviamo la Germania. Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha spiegato che il suo paese pone tre condizioni che aspetta di verificare nel prossimo futuro: una dichiarazione a favore della democrazia; l’ impegno ad uno stato di diritto; il pluralismo associativo e religioso. La posizione dell’ Italia e’ la stessa dell’ Unione Europea ma Monti l’ ha esposta in un modo talmente ambiguo da ingannare anche il quotidiano francese Le Monde che ha affiancato l’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna tra i paesi che hanno riconosciuto la Coalizione Nazionale Siriana come la sola rappresentante della Siria. Monti ha detto però che il Ministero degli esteri sta studiando come fare altri passi…….

 

FRANCIA E GRAN BRETAGNA PREPARANO ALTRE MOSSE ?

Il cammino comune di Parigi e Londra non è da sottovalutare. I due paesi il 30 agosto 2012 in una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU avevano chiesto la creazione di zone cuscinetto dove fosse possibile prestare assistenza umanitaria ai siriani sfollati. All’ incontro erano presenti , cosa inconsueta, i due ministri degli esteri Fabius ed Hague. La proposta non passò anche se la discussione non fu divulgata. Però nella conferenza stampa tenuta subito dopo il ministro francese Fabius affermò che non escludeva nessuna opzione per il futuro , lasciando l’ impressione di considerare possibili dei passi anche senza il consenso delle Nazioni Unite. Nel summit del 15 novembre Cameron ha discusso la possibilità di creare no fly zone parziali nel territorio siriano e la Francia negli ultimi tempi  ha molto insistito sulle zone liberate affermando che avrebbe aiutato con ogni mezzo questi territori, possibili rifugi anche per gli sfollati siriani. Nel presentare la Coalizione Nazionale Siriana e’ stata inoltre prospettata la creazione di un esecutivo provvisorio che tra le varie funzioni dovrebbe anche amministrare le zone controllate dall’ Esercito Libero Siriano per il momento composto però da molte brigate indipendenti tra loro. I due paesi sono intervenuti anche sul tema delle forniture di armi ai gruppi dell’ opposizione. La Francia ha sostenuto la necessità di togliere l’ embargo esistente almeno per le armi difensive mentre Cameron ha ipotizzato la fornitura ai “ribelli” di missili anti-aerei. Se consideriamo anche che la Francia e la Gran Bretagna iniziarono la guerra alla Libia mettendo gli altri paesi davanti al fatto compiuto c’è davvero da aspettarsi sorprese.

 

GRUPPI ARMATI ISLAMICI RIFIUTANO LA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA

In un video diffuso lunedì 19 novembre un esponente islamico, con alle spalle una bandiera nera inneggiante ad Allah, dichiara che quattordici milizie armate rifiutano la Coalizione Nazionale Siriana costituitasi l’ 11 novembre a Doha e ogni altro tipo di coordinamento che non aspiri ad uno stato islamico “giusto”. Tra queste brigate c’è la conosciuta al-Nusra, il gruppo a cui apparteneva il kamikaze autore dell’ attentato che lunedì 5 novembre ha causato la morte di 50 militari governativi . Il Fronte-Al Nusra, considerato da tempo vicino ad Al Qaeda, ha partecipato nei giorni della tentata tregua agli scontri armati avvenuti ad Aleppo tra milizie “ribelli” e combattenti curdi del Pyd.  Alcune brigate citate nel video hanno smentito di aver preso questa posizione ma l’esistenza di dissensi sulla Coalizione è ammessa anche da ambienti giornalistici che hanno sempre minimizzato la presenza islamica tra gli oppositori di Assad.

 

POCHE NOTIZIE SUGLI SCONTRI IN SIRIA

In questi giorni sono pochissime le notizie sugli scontri armati in Siria. Da fonti dell’ opposizione sono denunciati ancora bombardamenti su zone e centri urbani controllati dai “ribelli” e arriva puntuale il quotidiano aggiornamento sui morti per le violenze. Da fonti governative arrivano invece  notizie di attentati, uccisioni mirate e rapimenti. Nel nord ci sono ancora scontri tra curdi e la brigata Al Nusra, una battaglia nella città di Ras Al-Ain ha causato 29 morti, quasi tutti appartenenti ad Al Nusra, mentre la milizia islamica ha fatto 35 prigionieri trai combattenti curdi e subìto la cattura di undici sui uomini.

 

QUALCHE CENNO BIOGRAFICO SU AL-KHATIB,  NEO PRESIDENTE DELLA COALIZIONE SIRIANA*

Lo sceicco Ahmad Al Khatib Moaz ha una formazione di ingegnere in geofisica ed ha lavorato dal 1985 al 1991 per l’ al-Furat Petroleum Company una società con partecipazioni di aziende nazionali ed estere, tra le quali l’ anglo-olandese Shell con la quale al-Khatib ha mantenuto dei legami. Nel 1992 ha sostituito il padre, lo sceicco al-Faraj al-Khatib, come predicatore nella Moschea di Omayyadi. Fu sollevato quasi subito dall’ incarico dal padre di Bashar al Assad.  Da quel momento gli fu impedito di predicare in Siria ma per motivi che niente hanno a che fare con le attuali vicende siriane. La Siria in quegli anni sosteneva l’ intervento internazionale per liberare il Kuwait perché rivale dell’Iraq di Saddam Hussein e per avvicinarsi ai paesi occidentali. Lo sceicco invece era contrario a “Desert Storm” per motivi religiosi, considerava addirittura un sacrilegio la presenza occidentale in terra d’ Arabia. Pronunciò quindi vari discorsi antisemiti e antioccidentali. In seguito ha svolto l’attività di educatore a Damasco ed ha viaggiato molto nei paesi occidentali finchè si stabilito in Qatar. E’ tornato in Siria nel 2003-04 come lobbista del gruppo Shell per l’ aggiudicazione di concessioni di petrolio e gas, infine il ritorno nel 2012 a Douma, sobborgo di Damasco, dove si impegna a organizzare la rivolta. Viene arrestato e graziato, nel luglio lascia il paese e si stabilisce al Cairo. La sua famiglia è di tradizione Sufi ma lui appartiene ai fratelli Musulmani e nei suoi scritti ha usato verso il popolo ebraico e i musulmani sciiti espressioni come “nemici di Dio” e “eretici negazionisti” . Quindi ancora una volta Washington inganna gli alleati. La Francia ha preso tutti i rischi ma la Total non beneficerà di alcuna concessione.

 

 *Le notizie su al-Khatib sono tratte da un articolo di Thierry Meyssan (segnalazione di Valeria e Barbaranotav)

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