E’ illegale l’appoggio occidentale e petromonarchico ai gruppi armati in Siria. Ultime notizie sulla posizione italiana

E' illegale l’appoggio occidentale e petromonarchico ai gruppi armati in Siria. Ultime notizie sulla posizione italiana


Il diritto internazionale non permette agli stati di riconoscere ribelli che lottano contro un governo riconosciuto”. Curtis Doebbler, noto giurista, docente alla Webster University e a Ginevra, avvocato esperto in diritto internazionale, durante la guerra della Nato alla Libia in appoggio ai ribelli del Cnt ha sottolineato più volte la totale illegittimità dell’uso della forza contro il paese nordafricano (http://www.counterpunch.org/2011/03/28/why-the-attack-on-libya-is-illegal/).


E la Siria? La “Coalizione nazionale siriana per le forze rivoluzionarie e di opposizione”, nata giorni fa a Doha per i buoni auspici dei monarchi del Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Kuwait, Oman e Bahrein) e delle potenze occidentali, ha chiesto all’Unione Europea e agli Usa il riconoscimento ufficiale, e forniture dirette di armi e denaro, così da rovesciare con la guerra il regime di Damasco. La Coalizione infatti rifiuta ogni dialogo. Le monarchie del Golfo e la Francia l’hanno già riconosciuta come “unico legittimo rappresentante del popolo siriano” (e la Lega Araba l’ha riconosciuta come interlocutore, con l’astensione di Algeria e Iraq).


La Francia – che fu il primo paese a riconoscere il Cnt libico, nel marzo 2011 –  discuterà della fornitura di armi con i partner europei nelle prossime settimane. Anche il premier britannico David Cameron, e Barack Obama, sta prendendo in considerazione l’idea di armare ufficialmente i loro alleati siriani.
Alla pari del Cnt libico, l’opposizione armata siriana (e i gruppi politici che la fiancheggiano) rifiuta una presenza militare a terra ma chiede da sempre appoggi militari. La Russia e la Cina forse continueranno a impedire un intervento diretto.


Ma la fornitura di armi e risorse, con il pretesto della “protezione dei civili” (poiché la solfa – a dispetto dell’ evidenza – continua a essere che i gruppi armati sono lì solo per salvare la vita dei civili) sarebbe legale? Risponde Doebbler:

 

Riconoscere una forza di opposizione non è illegale perché è decisione che rileva della discrezione nazionale, tuttavia ogni azione intrapresa per sostenere l’uso della forza da parte di gruppi armati contro un governo legittimo è illegale ed è una grave violazione del diritto internazionale. Uno stato che sostiene l’uso della violenza contro un altro stato è responsabile sulla base della legge internazionale per il danno arrecato. Non solo: a ogni altro stato della comunità internazionale è proibito riconoscere una situazione creata da questa violazione del diritto.  Il sostegno ai gruppi armati in Siria è illegale perché questi usano la forza contro un governo riconosciuto”.


La sola eccezione, prosegue Doebbler,  “consiste nel fatto che gli oppositori armati si riconoscano come movimento di liberazione nazionale. Dovrebbero dimostrare allora che sono oppressi a un punto tale che l’esercizio del proprio diritto di autodeterminazione ha reso necessario l’uso della forza come unico strumento per raggiungere quel diritto. Ma l’opposizione sostenuta dall’esterno ha avuto molte chance di partecipare alla governance in Siria e il regime afferma di essere pronto ad accordare ulteriori diritti di partecipazione. Non solo: i ribelli sostenuti dall’estero non rappresentano un gruppo chiaramente definito della popolazione siriana, o una maggioranza. Possono dunque essere meglio definiti come attori per procura di potenze esterne che cercano di intervenire in Siria per un cambio di regime. Questo viola vari doveri: la non ingerenza negli affari interni di altri stati sulla base dell’articolo 2 comma 7 della Carta dell’Onu e l’astensione dall’uso della forza nell’art. 2 comma 4, uno dei principi più importanti del diritto internazionale. Il 27 giugno 1986 gli Stati Uniti furono condannati dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aja per aver violato questi principi in Nicaragua”.

In quel verdetto, la Corte presieduta da un giudice indiano respinse per 12 voti contro 3 la giustificazione dell’autodifesa e decise che gli Usa avevano violato l’obbligo di non interferenza armando e finanziando i contras nicaraguensi, l’obbligo di non esercitare l’uso della forza attaccando il territorio nicaraguense nel 1983-84, l’obbligo di rispettare la sovranità e il commercio pacifico minando le acque territoriali.


Bahar Kimonguir, ricercatore di origine turca e autore di Syriana; la conquete continue nonché di numerosi articoli per il sito www.michelcollon.info, provocatoriamente intende chiedere ai governi di “aiutare finanziariamente il Dhkp-C, o Fronte-partito della liberazione del popolo turco. Che fra le altre cose vuole distruggere la base americana di Incirlik.

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Postilla all’articolo

Dopo la pubblicazione di questo articolo, Monti ha rilasciato una lunga dichiarazione a Al Jazeera (dal 21esimo minuto circa e per pochi minuti parla di Siria)

http://www.aljazeera.com/programmes/talktojazeera/2012/11/201211247448872722.html

Si noti che Monti legge un testo, quindi queste dichiarazioni non sono il frutto di una “dichiarazione di getto” ma, verosimilmente, sono da ritenersi ben studiate e concordate con i principali esponenti politici e istituzionali italiane (oltre, ovviamente, con i suoi refetenti internazionali) .

 

PAROLE DI MONTI

(Domanda: Italia riconoscerà la Coalizione come rappresentante legittimo del popolo siriano?")

MONTI: "Diamo il benvenuto alla decisione di Doha e riteniamo un passo avanti importante per la comunità internazionale riconoscere la Coalizione come legittimo rappresentante

(Domanda: "allora pensate di riconoscerla? )

MONTI: "Noi riconosciamo la Coalizione come legittimo rappresentante del popolo siriano"

(Domanda ma allora state verificando come fornire armi?)

MONTI: "Questa non è una diretta implicazione del riconoscimento, occorrerà valutare molti altri fattori. L'Italia sostiene l'idea di una coalizione inclusiva di tutta l'opposizione siriana, e riconosce la Coalizione come legittimo rappresentante de popolo siriano. Tutto questo è un passo essenziale per ridefinire l'intero aspetto della società siriana (n.d.r.  le parole sottolineate non sono chiaramente intellegibili), e speriamo che la Coalizione siriana arriverà a questo obiettivo nelle prossime settimane, e noi siamo e continuiamo a essere dietro gli sforzi internazionali"

 (all'insistenza del giornalista) 

MONTI: "…va bene, dal riconoscimento non discende direttamente la  fornitura di armi, ma l'Italia segue la Francia nel cercare una via per farlo?") "Noi abbiamo la tendenza a discutere questi temi circa la convergenza di politiche prima di tutto fra i nostri alleati europei e speriamo di arrivare a una posizione unificata"

 

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