Siria, le notizie della settimana dal 7 al 13 ottobre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 7 al 13 ottobre 2012

A cura di Marco Palombo

BRAHIMI PRESTO IN EUROPA E A DAMASCO, MA ORA IL SUO SILENZIO AIUTA LA GUERRA.   Ladhkar  Brahimi, incaricato di ONU e Lega Araba per la crisi siriana, aveva annunciato un suo piano di pace dopo il dibattito generale all’ Assemblea delle Nazioni Unite terminato il 1° ottobre. Ancora non si e’ saputo niente in proposito tanto che alcuni giornalisti hanno chiesto al Segretario generale dell’ ONU, Ban Ki moon, quali fossero i progetti di Brahimi per cercare una soluzione politica alla tragica situazione siriana. Ban ha annunciato prossimi colloqui del diplomatico algerino in alcune capitali dell’ Unione Europea e una successiva missione a Damasco. Ma in questo momento l’ assenza di Brahimi dal teatro dell’ informazione sulla crisi e’ un grosso regalo ai paesi occidentali, alle petromonarchie e all’ opposizione del CNS, cioe’ ai tre soggetti principali che non vogliono mediazioni. Nello stesso tempo e’ forse una trappola insidiosa per l’ attuale governo siriano che sembra illudersi talvolta di poter sconfiggere militarmente i “terroristi” e vede il negoziato come l' ammissione che la crisi siriana non e’ stata provocata solamente da un complotto esterno. Perche’ il silenzio sarebbe un regalo?  Perche’Brahimi, se, anche senza presentare ancora un piano dettagliato, avesse fatto conoscere almeno delle linee guida di un progetto, avrebbe costretto tutti gli attori in campo a pronunciarsi ed a scoprire qualcosa delle proprie intenzioni. In questa situazione invece si sono pronunciati solo coloro che sono veramente a favore di una soluzione negoziata: Russia, Iran, Cina, opposizione interna, Egitto e alcuni paesi confinanti come Iraq e Giordania. Gli altri soggetti sono riusciti, senza troppe difficolta’, a non schierarsi ed a spargere un interessato pessimismo sulle trattative che ancora neanche partono.

CNS SI RIUNIRA’ PROSSIMAMENTE IN QATAR, LA FRANCIA PREME PER UN GOVERNO PROVVISORIO CHE RICONOSCEREBBE SUBITO.    Il CNS si riunira’ nei prossimi giorni in Qatar e la Francia preme per la creazione di un governo provvisorio in esilio che riconoscerebbe immediatamente. L’ opposizione siriana e’ finora divisa e la nascita di un governo provvisorio sarebbe una forzatura che e’ stata per ora impossibile. Se riuscisse sarebbe pero’ un passo pericoloso verso l’ irreversibilita’ dello scontro armato tra le parti. Quindi stiamo attenti a eventuali movimenti della Farnesina nella stessa direzione………..

AEREO DIROTTATO DA F-16 TURCHI, SOLO UN ATTACCO ALL’ IMMAGINE DELLA RUSSIA ?    Il caso dell’ aereo di linea siriano, proveniente da Mosca e costretto ad atterrare in Turchia da manovre di alcuni caccia F-16, sta scomparendo velocemente dalle informazioni internazionali. In un primo momento i media hanno riportato con grande convinzione le posizioni del governo turco: “trovate armi a bordo dell’ aereo, l’ operazione e’ stata completamente legittima e legale”. Queste tesi  pero’ non appaiono convincenti, la Russia non ha mai interrotto la collaborazione tecnico-militare con la Siria e potrebbe importare nel paese di Damasco materiale militare attraverso altri canali. La legalita’ dell’ operazione appare inoltre poco credibile anche alle persone digiune di diritto internazionale. Tutto sparisce,  purtroppo,  troppo velocemente dall’ informazione e spero che Siria e Russia insistano per approfondire l’ episodio. L’ unico effetto reale di questo dirottamento e’ stato per ora il rinvio della visita di Putin in Turchia prevista per questa settimana. Una coincidenza casuale? In settimana l’ Osservatore Romano aveva un vistoso titolo a meta’ della prima pagina: “La Russia auspica la pace “. Anche la Chiesa Cattolica teme molto l’ attuale guerra che potrebbe dare ulteriore spazio a gruppi religiosi estremisti.  La Russia viene indicata dai media occidentali come paese che “..impedisce all’ ONU di fermare il massacro siriano..” ma nei fatti ha appoggiato quasi completamente il piano Annan. Ha posto solo il veto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza perche’ le riteneva unilaterali e un passo necessario per arrivare, eventualmente, a un intervento militare straniero in Siria. Inoltre negli ultimi giorni ha fatto pressione sulla Siria, almeno in due occasioni, perche’ tenesse con Ankara rapporti non apertamente ostili. Insomma la Russia e’ il paese piu’ impegnato ed interessato (anche se la pace e’ interesse di tutti, anche di chi vuole la guerra) ad una soluzione negoziata della crisi e la Nato con i suoi alleati forse teme che il suo attivismo si saldi ai desideri di pace (o alla paura della guerra) della Chiesa cattolica e dell’ opposizione interna.

L’UNIONE EUROPEA CRITICA LA TURCHIA SUI DIRITTI “FONDAMENTALI”   Questo e’ l’ incipit di un articolo del Corriere della Sera, edizione on line, che descrive la critica dell’Unione Europea alla Turchia sui diritti umani, al link finale potete leggere l’ articolo integrale:     “ Un rapporto duro, il più duro degli ultimi anni, quello che l’Unione Europa ha pubblicato ieri sulla Turchia.  Troppi giornalisti, sindacalisti, politici curdi, studenti, militari sono in detenzione preventiva, accusati di presunto “terrorismo”; troppe limitazioni alla libertà di espressione e  di stampa; crescente intolleranza verso le minoranze religiose e l’irrisolta questione curda. Un quadro fosco che non è piaciuto ad Ankara: il ministro per l’Europa, Egemen Bagis, ha riassunto parlando di “una grossa delusione”.    http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/10/11/la-ue-critica-la-turchia-passi-indietro-sui-diritti-fondamentali/

LE VIOLENZE E GLI SCONTRI ARMATI.   La tensione al confine turco-siriano rimane anche in questa settimana al centro della scena. Le scaramucce alla frontiera non si sono mai fermate o almeno non si sono fermate le segnalazioni di episodi di tensione e sono state compiute da entrambi gli eserciti numerose manovre e contromanovre di mezzi militari, in cielo ed in terra. Secondo i media occidentali il governo siriano avrebbe attaccato con violenza la provincia di Homs per sconfiggere definitivamente i ribelli in questa zona ma questo articolo dalla Siria, di fonte filogovernativa, da' informazioni di taglio diverso:  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=980  . Da Aleppo invece interessante questo reportage di Francesca Borri dal Fatto Quotidiano :http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/11825-cronache-dalla-siria-reportage-da-aleppo .  Ha avuto abbastanza eco la notizia della presenza di 150 militari statunitensi al confine sirio-giordano, giustificata dalla necessita’ di eventuali manovre contro armi chimiche, ma nello stesso confine da settimane era stata annunciata la presenza anche di truppe francesi per aiutare ad affrontare l’ emergenza umanitaria. Intanto proseguono gli scontri che coinvolgono il territorio libanese, anche se un colpo isolato proveniente dall’ esercito governativo si merita un titolo sui media, mentre l’ uccisione di cittadini siriani da parte di gruppi armati sunniti rimane una notizia semi-clandestina.

MARTEDI’ NEL DIBATTITO TV ROMNEY CHIEDERA’ AD OBAMA DELLA DICHIARAZIONE GIURATA DEL DIPARTIMENTO DI STATO ?    Negli Stati Uniti e’ stata aperta un‘ inchiesta parlamentare sull’ assalto dell’ 11 settembre all’ ambasciata di Bengasi che e’ costato la vita all’ambasciatore Stevens. Nell’ ambito di questa inchiesta si e’ gia’ avuta una testimonianza del Dipartimento di Stato che, sotto giuramento, ha confermato di avere fatto nel periodo precedente l'episodio la richiesta di un rinforzo delle misure di sicurezza, richiesta che non e’ stata accettata. Il candidato democratico alla vice-presidenza Bilden in un dibattito televisivo e’ “inciampato” su questo tema negando quello che rappresentanti del Dipartimento di Stato hanno dichiarato sotto giuramento e Romny in persona e’ intervenuto a sottolineare la gravita’ di questa contraddizione. Hillary Clinton e Obama sono attaccati anche per avere dato delle versioni diverse sull’ episodio dell’11 settembre: prima hanno parlato di una protesta, per il film blasfemo su Maometto, sfuggita di mano, in seguito hanno denunciato un’ azione preordinata di Al Qaeda. Martedi’ ci sara’ un dibattito televiso tra Romney ed Obama e probabilmente il candidato repubblicano non perdera’ occasione per incalzare il democratico sulla dichiarazione contrastante con il Dipartimento di Stato e per l’ incertezza generale dimostrata in tutta la vicenda. Ma sara’ per noi molto interessante soprattutto il dibattito tra i due candidati del 22 ottobre, interamente dedicato alla politica estera.

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